Nightswapping: ovvero lo scambio di notti che permette di viaggiare gratis

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Viaggiare per 1000 giorni intorno al mondo senza aerei significa dover scendere ad inevitabili compromessi per poter risparmiare sull'alloggio.
Poter contare a volte su un letto decente e una doccia con l'acqua calda è un lusso che difficilmente ci si può concedere.
Pensare di poter alloggiare in una intera casa con tutti i confort del caso è oggettivamente inimmaginabile.
Invece.

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In viaggio con il diabete tra Canada e Stati Uniti: una guerra quotidiana al cibo spazzatura...

death valley - USA

Lontani sono ormai i giorni trascorsi in Asia, dove quotidianamente mi imbattevo in odori, colori e cibi diversi sempre nuovi. Dopo dieci mesi avevo trovato il mio equilibrio, vegetariano tra l'altro, in una cucina estremamente varia. Il diabete 1 aveva reagito bene ed ero sempre riuscito a mantenerlo sotto controllo.
Poi è arrivata l'agognata Australia e quella sorta di "vacanza mentale" che mi ha portato a "dimenticarmi" del mio compagno di viaggio. Poco male poiché dopo poche settimane sono riuscito, grazie ai cibi perfettamente conosciuti, a riequilibrarmi anche in questo caso.

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Bellezza e grazia si manifestano, che noi ce ne accorgiamo o no. Il minimo che possiamo fare è cercare di esserci.

Ho cominciato a sentir parlare del lago Atitlàn già nelle ultime settimane messicane.
È così, quando si viaggia si incrociano altri viaggiatori provenienti da direzioni opposte. Ci si scambiano informazioni e "dritte". Ero ancora ad Oaxaca e ad ciclista belga brillavano gli occhi a parlare di questa zona del Guatemala.

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Non temere di percorrere una lunga strada, se sei diretto verso coloro che hanno qualcosa da insegnarti

Guatemala

Appena varcato il confine tra Belize e Guatemala ho cominciato a vivere una storia parallela. Le case di cemento, erette a metà, con i tetti piani. Le macchine scassate e i bus colorati che si spostano a colpi di clacson. Le donne vestite con quei gonnelloni lunghi e i maglioncini colorati a mezze maniche. I signori, con quei pantaloni larghi, contadini con le mani sporche e callose, i loro cappelli come a segnare la propria individualità. E poi quel sorriso, tipico della gente semplice che ti accoglie e ti fa sentire a casa. Non la mia vera casa, no, in quella ora non c'è spazio per quei sorrisi: l'Italia non è più da troppi anni la terra del sorriso.

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E ogni pausa è cielo in cui mi perdo, serenità d’alberi a chiaro della notte.

Gli ultimi giorni in Messico li ho passati sulle rive di una laguna magica, acqua turchese e paesaggi morbidi. Avevo bisogno di riordinare un po' le idee prima di volgere verso il Belize e gli altri stati centroamericani.
Nella mia testa avevo in mente di trascorrervi solo un paio di giorni, giusto il tempo di ricaricare le batterie.
Invece la laguna di Bacalar mi ha rapito, con i suoi ritmi lenti e la sua acqua che ad ogni ora del giorno cambiava colore.

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La vida no es la fiesta que habiamos imaginado, pero ya que estamos aquì bailemos

E succede che quando uno cerca forse non ha tempo di trovare.
E succede che all'improvviso arriva il Chiapas.
Una regione orgogliosa del Messico continentale. Una regione zapatista che fino a qualche anno fa reclamava indipendenza sotto gli ordini del sub comandante Marcos. Un sub comandante che comandava.
Sì perché il popolo poteva rimuoverlo al primo errore. Il popolo era a comandare. Ideologie che hanno avuto terreno facile in America Latina, tuttavia ancora latenti in virtù di governi corrotti e usurpatori.

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E io raramente finisco dove volevo andare, ma quasi sempre finisco dove dovrei essere.

Il Messico è la più grande nazione del Centroamerica.
Te ne accorgi attraversandolo.
Mille diverse sfaccettature lo contraddistinguono.
Mille diversi colori, sapori, odori.
Il Messico che ho trovato a Oaxaca è quello che più si avvicinava al mio immaginario.

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Il pericolo del viaggio consiste nel lasciarsi aprire gli occhi e scoprire il mondo per quello che è

Playa escondida

Devo ammetterlo, la Baja California mi ha deluso e non poco.
Dove si era perso il Messico autentico? Dove potevo trovare colori e musica? Dove avrei smesso di vedere boutique e bar griffati USA? Non poteva bastare una natura di per sé spettacolare, necessitavo di più.
La risposta a queste mie domande è giunta pochi giorni dopo, al mio arrivo nel Messico continentale.

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Con il diabete nella terra dei canguri

Jervis Bay

Finalmente Australia! Dopo 275 giorni il traguardo tanto agognato, sognato e desiderato, ovvero riuscire ad arrivare agli antipodi dell’Italia senza aerei. Già di per se è stata un’impresa tra difficoltà burocratiche e viaggi improbabili come quello su una nave cargo da Hong Kong a Brisbane.
Inoltre il diabete 1. Il mio compagno di viaggio da una vita è stato un compagno ancora più presente in questa avventura.

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Con il diabete a spasso nel sud est asiatico

Hong Kong

L'India sembrava avermi inghiottito senza darmi alcuna possibilità di attraversarne le frontiere senza aerei. Ero anche rientrato in Nepal con l'idea di tornare sui miei passi in Tibet, ma in questo caso è stata l'ambasciata cinese a mettersi di traverso negandomi il visto singolo.
Mi restava una sola soluzione, l'incubo di ogni viaggiatore che stia attraversando il mondo via terra: la frontiera India-Birmania.
Una frontiera ufficialmente aperta, ma difficile da attraversare per la moltitudine di permessi richiesti al solo fine di poter accedere a quelle zone.

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Breaking bad... una gita fuori porta ad Albuquerque

Breaking Bad

Passando per il New Mexico potevo non fermarmi ad Albuquerque?!

Per gli appassionati della serie tv Breaking Bad, vi porto nei luoghi mitici dove è stato girato... Enjoy!

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Live and dream in New York City: l'intervista al regista Giorgio Arcelli Fontana

Con Giorgio Arcelli Fontana

La cosa più bella del viaggio è incontrare persone con cui condividere gli stessi desideri e passioni. Ancora più bello è quando sulla strada si incontrano amici con cui si condividono momenti di Vita da quasi 23 anni.
A New York ho ritrovato Giorgio, per lui realizzare sogni vuol dire dare alla gente la possibilità di sognare. Lo fa attraverso i film. E! un regista e ora, per riuscire al meglio nella realizzazione del suo secondo lungometraggio, si cimenta con successo sui palcoscenici di Broadway come comico. La sua storia, le sue passioni, i suoi sogni.

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Viaggiare è dare un senso alla propria vita. Viaggiare, è donare la vita ai propri sensi.

Banff national park

Ogni tanto mi fermo a pensare.
Mi fermo a riflettere sul fatto che sia io a stupirmi quotidianamente o se davvero il mondo è così meraviglioso come mi appare. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese continuo ad ammirare incantevoli paesaggi.
È la mia carica, l'energia intrisa di voglia di vita o cosa?
A volte mi vengono chieste delle classifiche: è normale quando una persona ha viaggiato tanto. "Qual'è il luogo più bello che hai mai visto?"

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L’orizzonte, ogni giorno, un po’ più in là.

A bordo della nave cargo mercantile

"Ci deve essere qualcosa di stranamente sacro nel sale. È contenuto nelle nostre lacrime e nel mare."
"Nel mare non c’è distinzione tra est e ovest, sono le persone a creare queste distinzioni."

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Thai feel (street) food

involtini thai

A cura della Dr.ssa Alessandra Bosetti
Dietista Clinico
Clinica Pediatrica – A.O. Luigi Sacco, Milano

BISOGNA MANGIARE CON GLI OCCHI….

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300 giorni con il diabete in giro per il mondo

tempio a Kathmandu

English Dall’Italia all’Australia. Senza aerei, ma con il diabete. Ho impiegato 275 giorni per attraversare tutta l’Asia, dalle Alpi all’Himalaya, passando per gli Urali. Ho attraversato steppe, deserti, praterie. Ho incontrato persone, culture e spiritualità diverse. Ho incontrato e vissuto soprattutto cibi e costumi completamente diversi da ciò che ero abituato. Ho cercato di arrivare nel sud est asiatico via mare, senza riuscirci. Sono riuscito tuttavia ad arrivarci attraverso una frontiera quasi impossibile da attraversare via terra, quella tra India e Birmania. Sono rimasto affascinato e stregato dal sub continente indiano a tal punto da dover poi rincorrere i giorni per arrivare dalla Thailandia ad Hong Kong, dove sarei salpato con la nave mercantile verso l’agognata Australia. Sono a poco più che un quarto del mio giro del mondo e colgo l’occasione dell’importante raggiungimento del traguardo australiano per trarre le prime importanti indicazioni sull’andamento della malattia. Lo faccio insieme al Dott.Genovese, responsabile dell’Unità Operativa di diabetologia, endocrinologia e malattie metaboliche IRCCS Multimedica di Milano, che fin dall’inizio segue questa mia avventura. Sui primi 100 giorni, dall’Italia al Nepal ne ho ampiamente parlato nel precedente articolo (clicca qui), indagando le difficoltà nel raggiungere certi equilibri alimentari dovuti allo stravolgimento della mia dieta. In India ho trascorso tre mesi e nell’ultimo ho potuto godere di un sistema di ultimissima generazione per il monitoraggio della glicemia Abbott Free Style Libre che si è rivelato utilissimo per la gestione delle curve glicemiche ed il relativo approccio. Grazie a Multimedica e grazie ad Abbott Italia ho potuto ricevere questo dispositivo ed i relativi sensori nelle sperdute isole Andamane, territorio indiano a pochi chilometri dalla Tailandia. Proprio qui il nuovo sensore è stato sottoposto alle condizioni più difficili in quanto le temperature erano molto calde e umide ed inoltre, da appassionato di subacquea, l’ho portato diverse volte a circa trenta metri di profondità. Il funzionamento si è rivelato egregio, così come la lettura dei dati. Nei primi giorni non nascondo una certa difficoltà dovuta alla discrepanza tra i valori presentati dall’Abbott Free Style Libre al glucometro tradizionale. Il primo fornisce infatti un valore tendenziale, con la relativa curva e soprattutto la movimentazione della glicemia, ovvero se è stabile, in rialzo o in ribasso. Il glucometro tradizionale fornisce un dato puntuale, senza indicazioni sull’andamento e pertanto può indurre ad azioni di correzione sbagliate. Questa la mia settimana alle isole Andamane, dove, complici le immersioni subacquee cercavo di mantenere una glicemia un po’ più alta soprattutto al mattino, quando mi immergevo. Ciò è facilmente visibile dall’alta variabilità intorno alle 10 del mattino. La dieta era molto sana e prevedeva una colazione a base di uova, pane tostato e frutta. Il pranzo solitamente era leggero e consisteva in tipici piatti indiani a base di legumi, curry e spezie. La sera, ho “tradito” la mia dieta vegetariana, concedendomi delle gran grigliate di pesce con riso e patate. Proprio il riso e le patate portavano aumenti della glicemia notturni, ma tutto sommato la mediana era buona e la variabilità dal 25° al 75° percentile contenuta. Dalle isole Andamane sono rientrato in India per circa una settimana di cui i primi cinque giorni passati su di una nave da Port Blair a Calcutta. Scarsissime erano le possibilità di movimento ed inoltre non si poteva scegliere il cibo che era il tipico indiano, ovvero riso a volontà e curry di legumi vari. Passato qualche giorno a Calcutta e Varanasi sono rientrato in Nepal, dove ad accogliermi un cielo finalmente limpido e meraviglioso, ma una temperatura molto più fredda. La prima settimana l’ho passata a letto con la febbre e ciò si è ripercosso negativamente soprattutto sulle glicemie notturne che spesso erano alte. Nel resto della giornata la variabilità si è ridotta tantissimo rispetto alle isole Andamane e questo perché sono tornato ad una vita e a cibi che conoscevo molto bene avendo trascorso gli ultimi 100 giorni della mia avventura proprio in questa zona del mondo. Ormai ne avevo assorbito gli usi e i costumi, anche in fatto di cibo. Ciò che non immaginavo era invece dover prolungare il mio ritorno in Nepal di oltre un mese, dovuto a problemi burocratici per risolvere il mio passaggio verso il sud est asiatico. Inizialmente avevo progettato di ripassare dal Tibet ed entrare nella penisola del Siam dal Laos, ma l’ambasciata cinese mi ha negato il visto via terra e così ho dovuto richiedere il visto per la Birmania e provare ad entrare attraverso la maledetta frontiera nel nord est indiano. È una frontiera infatti ufficialmente aperta, ma difficilissima da attraversare in quanto servono permessi speciali di difficile ottenimento. Non mi restavano altre alternative così nel frattempo sono tornato nel villaggio a due ore dalla capitale nella Kathmandu valley dove ho potuto riabbracciare i miei fratellini nepalesi, ovvero i ragazzi di cui già durante l’estate mi ero preso cura grazie all’orfanotrofio gestito dall’associazione no profit italiana Human Traction. Non immaginavo tuttavia che nel villaggio, complice la stagione secca invernale, non si trovasse altro che pomodori e patate oltre agli immancabili legumi. Ormai ero pratico della zona e così una volta a settimana andavo nella capitale a rifornirmi di pasta e poter così sopravvivere senza dover mangiare tutti i giorni il disgustoso Dal Bhat nepalese. In realtà l’abbondanza di pasta e di patate ha fatto schizzare verso l’alto i valori glicemici così come l’olio extra vergine, reintrodotto nella mia dieta grazie ad una volontaria dell’associazione che ne aveva portato due bottiglie dall’Italia. Se di giorno riuscivo a gestire bene la curva glicemica, lo stesso non si poteva dire della notte, dove le glicemie si alzavano costantemente. Il fatto è che consideravo quel periodo una breve pausa dal tipico cibo indo-nepalese e così mi sono concesso quantitativi troppo elevati. Il problema è che i problemi burocratici hanno esteso troppo a lunga queste pause. Finalmente i primi di dicembre riesco a ripartire, lasciandomi definitivamente il Nepal alle spalle e volgendo la mia rotta verso gli sconosciuti territori dell’India nord orientale. Dopo pochi giorni, in attesa del permesso per poter attraversare via terra la frontiera con la Birmania, trovo ospitalità in una fattoria nel Manipur, vicino ad Imphal. Il Manipur è uno stato indiano, ma ne rivendica l’autonomia. Il cibo è squisito, ma tuttavia, è completamente diverso da quello dell’India continentale ad eccezion fatta del riso. Sono ospite e pertanto è molto difficile riuscire a far comprendere che ogni giorno devo avanzare del riso per non compromettere le glicemie. Se da un lato il valore medio delle glicemie è più alto, ne guadagna la variabilità che è notevolmente ridotta. Evidenti sono tuttavia alcuni picchi, soprattutto notturni. Pochi giorni dopo essere riuscito ad attraversare la frontiera birmana una tragica notizia arriva dall’Italia e mi vedo costretto a rientrare anzitempo. Mio padre versa in condizioni critiche a causa di una improvvisa ed incurabile malattia ed in poche settimane non riuscirà a sopravvivere. Durante la mia permanenza forzata in Italia colgo l’occasione per svolgere una serie di esami del sangue onde poter valutare meglio l’andamento del Diabete negli ultimi otto mesi. Questi i risultati: Altezza: 184 cm Peso: 71 kg BMI: 20,97 Circonferenza vita: 82 cm Pressione Sistolica: 102 mmHg Pressione Diastolica: 70 mmHg Frequenza cardiaca: 72 bpm Glicemia a digiuno: 134mg/dl Emoglobina Glicata HbA1c: 7,2% Colesterolo: 140 mg/dl Colesterolo HDL : 39 mg/dl Trigliceridi post 12h digiuno: 105 mg/dl Colesterolo LDL : 80 mg/dl Creatinina: 0,73 mg/dl Microalbuminuria : 14,3 mg/l Attuali dosaggi insulina: Colazione Rapida 5 UI (ex 8 UI apr. 2014) Pranzo Rapida 6 UI (ex 8 UI apr. 2014) Cena Rapida 8 UI (ex 10 UI apr. 2014) Cena Basale 22 UI (ex 28 UI apr. 2014) In otto mesi ho perso circa 10 kg, l’emoglobina glicata è scesa di 0,4% e i dosaggi sono altresì diminuiti. Il compenso glicemico è apparso dunque buono, così come il controllo pressorio e i livelli di colesterolo LDL. Dopo neanche un mese in Italia trovo la forza di ripartire, esattamente da dove ero riuscito ad arrivare senza aerei, ovvero Bangkok e la Tailandia. I tempi sono strettissimi, in neanche un mese devo riuscire, senza aerei, ad attraversare tutto il sud est asiatico, ovvero la Tailandia, la Cambogia ed il Laos, rientrando in Cina per raggiungere Hong Kong dove sarebbe dovuto salpare la nave cargo che mi avrebbe portato in Australia. In Thailandia, Cambogia e Laos ritrovo le zuppe e i noodles, lasciandomi finalmente alle spalle il riso. Ho difficoltà a trovare cibo vegetariano, ma in compenso la curva glicemica torna ai valori migliori. In Cina, come sette mesi prima, il grandissimo problema è capire cosa si sta realmente mangiando, ma stavolta, avendo con me il dispositivo Abbott Freestyle Libre governare le glicemie e le eventuali correzioni è un gioco da ragazzi. In definitiva l’ultimo mese, complice il costante movimento fisico e l’abbandono di riso e patate, il diabete è tornato ai valori migliori. Quello che mi aspetterà ora è un continente che già conosco avendoci passato diversi mesi una decina di anni fa. Un paese in cui le materie prime sono eccezionali e non mancherà la varietà di cibo. Ma questa è già la nuova avventura... ************************ 300 DIABETES From Italy to Australia. Without flights but with diabetes. I took 275 days to cross the entire Asia, from the Alps to the Himalaya, passing through Urals. I crossed deserts, steppes, pastures. I met different people, cultures, spirituality. I met and lived food and costumes completely different from what I was used to. I tried to reach South East Asia through the sea with no success. I was able to get there crossing an almost impossible border to bypass by land, the one between India and Burma. I was so fascinated and enchanted by Indian subcontinent that I had to rush to go from Thailand to Hong Kong, where I should have set sail with the cargo to my craved Australia. I have accomplished now a little more than a quarter of my trip around the world and I use the occasion of this Australian goal to track the first important indications of the evolution of my pathology. I do it with Doctor Genovese, responsible of u.o. diabetes and metabolic pathologies IRCCS of Multimedica, Milan. He is following me since the beginning. I spoke a lot about the first 100 days, from Italy to Nepal, in the previous article (clicca qui), above all I spoke about the difficulty to maintain a balanced nutrition cause of the twisting of my lifestyle. I spent three months in India and during the last period I could use a last generation system to control glycaemia: Abbott Free Style Libre. It was so useful to keep track of my glycemic curves and its approach. Thanks to Multimedica Milan and to Abbott Italy I could receive this device and its detectors in the Andaman Islands, Indian territory a few km far from Thailand. Here, my new sensor was tested under extreme conditions because temperatures were really high and humidity was elevated and since I am passionate about scuba diving, I brought it 30 meters deep into the water. Functions were great and data reading also. During the first days, I don’t deny I was having difficulties cause of the discrepancies between values of the Abbott Free Style Libre and the one of the traditional glucometer. The first one gives a tendential value with the relative curve and above all the glycaemia moving, so if it’s stable, elevating or descending. Traditional glucometer gives a precise data without indications about trend and so it can lead to wrong correction actions. This was my week in Andaman Island where I tried to keep my glycaemia a little bit higher, above all in the morning, for the scuba diving. Diet was really healthy and it consisted in a rich breakfast with eggs, toasted bread and fruits. Lunch was light and consisted in typical Indian dishes curry, legumes and species based. In the evening I cheated on my vegetarian diet granting me grilled fish with rice and potatoes. Rice and potatoes caused me glycaemia rising up during the night but the median was good and the variability from the first to the third percentile was restrained. From Andaman Island I came back to India for two weeks whereof the first five days spent on a boat from Port Blair to Kolkata. Possibilities to move were really rare and you couldn’t chose the food that was typically Indian so a lot of rice and various kind of legumes and curry. I spent some days in Kolkata and Varanasi then I went back to Nepal where a clear and wonderful sky was waiting for me but temperature was really low. I spent the first week in bed with fever and my night glycaemia were high apparently without reason. During the rest of the day variability decreased a lot compared to Andaman Islands and this was because I came back to a well-known life and food after having spent the last 100 days of my adventure in this area of the world. I had absorbed customs and traditions, also concerning food. I didn’t imagine extending my Nepalese stay of more than a month after some bureaucratic issues to go to south East Asia. I had planned to cross Tibet again and get into Siam peninsula through Laos but Chinese embassy denied my visa so I had to ask for Burma visa and try to cross that damn border from North East India. It’s an officially open border but really hard to pass by because you need special permits really hard to obtain. I didn’t have other choices so, meanwhile, I went back to the village, two hours from Kathmandu Valley, where I could hug again my Nepalese little brothers which are the guys I had taken care of during the summer thanks to the orphanage of Human Traction association. I couldn’t imagine that in the village only tomatoes, legumes and potatoes were available cause of the dry winter season. I was practical of the area and so once a week I went to the capital to buy pasta and be able to survive without eating that disgusting Nepalese Dal Bhat every day. Actually, the profusion of pasta and potatoes made glycaemia rising up as extra virgin oil, reintroduced in my diet thanks to an Italian volunteer of the association who had brought two bottles from Italy. If I could manage the glycemic curve during the day, during the night glycaemia constantly raised up. The fact is I considered that period a brief break from typical Indo – Nepalese food and so I grant to myself excessive quantity. Bureaucratic issues prolonged this break for too long. Finally during the first days of December I was able to leave, leaving definitely behind Nepal, directing my attention toward the unknown northwestern territories. After few days, waiting for the permit to cross the Burmese border by land, I was hosted by a farm in Manipur, close to Imphal. Manipur is an Indian country but it seeks autonomy. Food is exquisite, however it’s completely different from western India’s one, except for rice. I’m a guest so it’s really hard to make them understand I have to leave some rice every day to keep my glycaemia balanced. On one side the average glycaemia value is higher but on the other side, variability is way reduced. Some pick, above all during the night, are evident. I just crossed the Burmese border but a tragic news came from Italy and I had to go back home. My dad was in a critical situation for a bad incurable sickness and he won’t be able to survive for more than few weeks. During my forced stay in Italy, I grab the chance to run some blood tests to evaluate the evolution of diabetes in the last 8 months. These are the results: Height: 184 cm Weight: 71 kg BMI: 20,97 Waistline: 82 cm Systolic pressure: 102 mmHg Diastolic pressure: 70 mmHg Cardiac frequency: 72 bpm Fast Glycaemia: 134 mg/dl Glycated hemoglobin HbA1c: 7,2% Cholesterol: 140 mg/dl Cholesterol HDL : 39 mg/dl Tryglicerid post 12h fast: 105 mg/dl Cholesterol LDL : 80 mg/dl Creatinine: 0,73 mg/dl Microalbuminuria : 14,3 mg/l Insulin current dosage: rapid breakfast 5 UI (ex 8 UI apr. 2014) Rapid lunch 6 UI (ex 8 UI apr. 2014) Rapid dinner 8 UI (ex 10 UI apr. 2014) Basal dinner 22 UI (ex 28 UI apr. 2014) I have lost 10 kg in 8 months, glycated hemoglobin decreased of a 0,4% and dosages too. Glycemic compensation was good as pressure control and LDL cholesterol levels. Neither after a month in Italy I find the strength to leave again, exactly from where I had arrived without flights, that is Bangkok and Thailand. Times are really short; I had to pass through South East Asia without flights in less than a month, so Thailand, Cambodia and Laos going back to China to reach Hong Kong where my cargo would have set sail to Australia. I found noodles and soups in Thailand, Cambodia and Laos, leaving rice behind me. I had difficulty in finding vegetarian food but my glycemic curve came back to better values. I had the same problem as seven months before in China because it was very difficult to understand what I was eating, but this time I had my Abbott Freestyle Libre with me to check my daily glycemic cures and to correct me was very easy. Ultimately my last month, thanks to physical activity and the abandon of rice and potatoes, diabetes came back to better values. What is waiting for me is a country I know since I had spent there some months ten years ago. A country where raw material are extraordinary and variety of food won’t be missing. But this is the new adventure already…

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27 Aprile 2015 - Diario di bordo - #HelpNepal

Human Traction

27 Aprile 2015 - Diario di bordo

È il settimo giorno sul cargo mercantile che mi permetterà di attraversare l’oceano Pacifico fino al Canada. Sette giorni in cui mi sono dedicato a riordinare le idee e ad iniziare la stesura del libro che racconterà ala mia avventura intorno al mondo. La decisione di partire, la partenza stessa, l’Asia, l’agognato arrivo in Australia e poi tutto il resto del mondo.
E proprio ieri mi accingevo a scrivere del Nepal, di quanto l’esperienza nella Kathmandù Valley a supporto dell’associazione no profit italiana Human Traction abbia significato nel mio viaggio e quindi nella mia vita. Mi fermo a pensare ai ragazzi, orfani, che ho umilmente provato ad aiutare. Penso a quanto, nella loro semplicità, loro abbiano invece aiutato me. A capire ciò che realmente è importante nella Vita.

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Viaggiare intima il pieno funzionamento dei sensi. Emozione, entusiasmo, stupore, domande, sorpresa, gioia e sbalordimento, ogni cosa si mescola nell'esercizio del bello e del sublime, dallo spaesamento e della differenza.

Magic bus - Tasmania

Tornare in Australia è stato il primo grande passo nel raggiungere la realizzazione del mio sogno di girare il mondo senza aerei.
Aver potuto riassaporare questa terra dopo dieci anni è stato uno dei momenti più belli del mio viaggio.
Tuttavia i tempi si dilatavano poiché il cargo con cui avrei attraversato l’oceano pacifico era in ritardo di diverse settimane. L’Australia è un paese molto costoso e la mia prolungata permanenza stava per compromettere il resto del viaggio.

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Recente commento in questo post
Simone Fiorentin
Ciao Claudio! Complimenti per il tuo blog, i tuoi articoli mi inspirano e credo sia una gran cosa aiutare gli altri a seguire i pr... Leggi tutto
Domenica, 04 Marzo 2018 13:07
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21 Aprile 2015 - Diario di bordo

Fino all'Australia e oltre...

1 Aprile 2015 - Diario di bordo: È giunto il momento di lasciare la mia cara e amata Australia. È giunto il momento di allargare ancora un po' il mio mondo. È giunto il momento di spostare ancora più in là il mio orizzonte. Ho raggiunto gli antipodi dell'Italia senza aerei. È giunto il momento di tornare a casa. Il mio viaggio continua verso Est. Casa sarà più vicina, ma ancora tanti giorni mancheranno. Via per una nuova avventura, in viaggio su una nave cargo per 29 giorni. Da Adelaide a Vancouver. 2 tropici, l'equatore, la linea di cambio data: il Pacifico.

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Un altro modo di scoprire se stessi percorrendo una città, consiste nell'abbandonarsi alle sue vie

Melbourne

Melbourne è una città dai mille volti.
Sarà scontato, ma è la città australiana maggiormente simile a quelle europee. Sarà che la rete di trasporti pubblici è basata su tram oppure il fatto che ad ogni angolo si può ammirare un opera d’arte, anche se manca tuttavia la storicità stessa dell’arte, essendo l’Australia una terra ancora giovane.
Oppure sarà per i suoi quartieri, divisi per etnie. C’è uno dei quartieri italiani più belli e popolati del mondo.

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