“ Tschi da kasha –pisha nosha” (zuppe e polenta sono il nostro cibo) - La Russia

Russia

a cura della Dr.ssa Alessandra Bosetti
Dietista Clinico
Clinica Pediatrica – A.O. Luigi Sacco, Milano

grill
Le tradizioni culinarie russe risentono sostanzialmente di due grandi fattori:
1.i periodi di digiuno dettati dai precetti religiosi, che vedono l’alternanza di una “tavola digiunale” dove vengono consumate prevalentemente zuppe di cereali, formaggi, frutta secca, patate , fughi secchi, barbabietole a una “tavola carnivora” con stufati di carne e pesce, pasta o ravioli con sughi di carne.
2.le condizioni climatiche che condizionano la disponibilità di alimenti freschi

Largo uso di miele, marmellate confetture, pan pepato e latte di papavero.
I metodi di cottura più diffusi sono la cottura alla brace, al cartoccio, in umido mentre scarsamente utilizzate sono le fritture. La cucina russa NON usa olio ma burro, strutto, lardo (molto calorica), trionfano le spezie e la panna acida.
Al mattino,per colazione (ZAVTRAK) si può iniziare con del KHLEB (pane si segale o avena), o dei KASHA (porridge di avena grano saraceno) o dei dolci tipici (molto calorici per l’abbondanza di burro o strutto) come lo ZEFIR una specie di meringa con panna montata e cioccolato fuso , ma l'indice glicemico è molto elevato, oppure una fetta di VATRUSHKA una torta a strati con ripieno di ricotta aromatizzata, uva passa, frutta.
E poi ancora lo SGUSHENKA (latte condensato con zucchero cristallino al 12%) o il KEFIR con SUKHARIKI (fette biscottate molto cotte che una volta venivano servite come razione degli eserciti militari) o GEMATOGEN una barretta “energetica” a base di sangue bovino defibrinato unito a latte condensato, miele con sembianze di …cioccolatini, oppure dei BARANKI ovvero crostini di pane che ricordano i nostri taralli pugliesi nel cui impasto vengono aggiunti, oltre ad acqua, farina, sale, lievito anche semi di cumino e vaniglia. Miele e marmellata di frutti di bosco non mancherà mai.
Per strada si possono assaggiare i SEMECHKI (semi di girasole tostati) o delle gustosissime fragole glassate (KLYUKVA Sakharom)

Piatti tipici:
BORSCHT: piatto nazionale ovvero una zuppa a base di brodo di manzo, barbabietole, cavolo cappuccio, verdure, pancetta, aromi e l’immancabile panna acida (SMETANA) la versione vegetariana viene chiamata POSTNY BORSCHT.

Salamka

Altre zuppe tipiche sono:
➢OROSHKA a base di birra (KVASS), funghi in salamoia, succo di limone, pesce (PERSICO; TINCA; MERLUZZO) accompagnato con RUFABA (un incrocio tra rape e ravanelli)
➢SHCHI una zuppa dalla tradizione millenaria a base di cavolo cappuccio, panna acida, crauti, mele, pesce, carote, funghi e spezie)
➢LARHMAN zuppa di noodles con manzo, brodo saporito e spaghetti di frumento
➢PLOV riso fritto con agnello e carote in umido
➢SHASHLYL spiedini di carne tipici della zona causasici marinati e cotti alla brace
➢VORSHMOK aringhe salate, carne macinata, cipolla , formaggio fuso
NB tutte le zuppe sono accompagnate da pane di segale.

Volendo si può fare un pieno di caviale, salmone, storione e il luccioperca un pesce locale.

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Si possono infine gustare delle BLINY : crepes dolci o salate con butto, birra, panna da montare.
Immancabili, in tutto il percorso,i ravioli: quelli russi si chiamano PELMEN , hanno un ripieno di carne

ravioli

Sul fronte delle bevande ovviamente si potrà incappare nella VODKA ottenuta da3 processi di distillazione di cereali in alcol (grado alcolico 60%VOL) o nella, MORS (bevanda a base di acqua, frutti di bosco) KVAS bevanda fermentata a basso tenore alcolico ottenuto dalla fermentazione di vegetali (bacche, linfa di betulla, orzo), nei SOK (8succhi di frutta) o nella bevanda nazionale (il tè nero) con cardamomo, limone, semi di finocchio e panna.



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La Siberia, Irkutsk, il lago Baikal ed una roccia sciamanica...

Lago Baikal

Sono arrivato ad Irkutsk di prima mattina dopo tre giorni in Transiberiana e subito dovevo risolvere il problema del visto per la Mongolia. Purtroppo dall’Italia non avevo fatto in tempo a richiederlo e poteva essere un problema richiederlo direttamente ad un posto di frontiera. Invece, come letto da più parti su internet l’ambasciata mongola in Siberia è efficiente ed in un paio di giorni potrò avere sul passaporto il mio primo visto richiesto “sulla strada”. 

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La transiberiana, la Siberia e l'arrivo in Mongolia

Siberia

La Transiberiana, la Siberia e la Mongolia

Il mio viaggio intorno al mondo sta procedendo e mi trovo alle porte della Cina su un treno che da Ulan Batoor mi sta portando a Pechino.
Ho vissuto tre giorni in transiberiana, chiuso in un treno per 77 ore, per oltre 5000 chilometri attraverso 5 diversi fusi orari.
La gestione del diabete in questo viaggio è stata piuttosto semplice dal punto di vista alimentare, il vagone ristorante offre pietanze molto care e scarse, oltre che di dubbio gusto. Mi sono pertanto organizzato partendo da Mosca con il relativo “kit di sopravvivenza”: noodles liofilizzati, scatolette di tonno, pane, formaggio e un paio di vaschette di salumi locali oltre a frutta come mele e banane. In ogni vagone è presente una sorta di distributore di acqua calda, utilissimo per prepararsi thé e caffè oltre che le zuppe di noodles che in questi casi sono dei veri e propri toccasana. La glicemia è andata bene, priva di picchi alti o bassi e l’unico relativo problema era adeguare il corpo ai nuovi fusi orari, anticipando giorno per giorno l’iniezione di insulina a lungo effetto. Se vi capitasse di viaggiare in transiberiana e volete gustare le pietanze tipiche di questo treno tenete conto che il vagone ristorante effettua servizio secondo gli orari di Mosca, pertanto se siete in Siberia e volete cenare verso le otto di sera lo troverete chiuso da almeno tre ore.

Arrivato in Siberia sono stato accolto da una temperatura mite durante il giorno e prossima allo zero di notte, ma con un sole splendente. Ho visitato Irkutsk, la “Parigi” della Siberia: un paragone piuttosto azzardato, si tratta di una città industriale, ai margini di un fiume, con tipiche case in legno ormai in rovina e strade dedicate allo shopping europeo invece ben curate. Qualche monumento dedicato a Marx e a Lenin e niente di più. Così, dopo aver sbrigate alcune faccende burocratiche all’ambasciata mongola per ottenere il visto che mi verrà consegnato tre giorni dopo, decido di avventurarmi sul lago Baikal, a quattro ore dalla città. Fortunatamente qui lo spettacolo della natura è bellissimo e mi permette di comprendere meglio la Siberia stessa. Si tratta di una delle riserve di acqua dolce più importanti del pianeta con i suoi oltre 1600 metri di profondità e 660 chilometri di ampiezza da nord a sud. L’isola di Olkhom, dove alloggio in una tipica guesthouse, è meravigliosa, la natura è assolutamente padrona e le case del villaggio, come quelle di Irkutsk, sono fatte di legno con tetti coloratissimi, ma almeno qui non cadono a pezzi. La proprietaria di casa cucina per gli ospiti e la dieta prevede carne stufata, cetrioli e riso. In questa zona i cetrioli sono buonissimi e sono un ottimo alimento, ricco di acqua. Al mattino mi viene servita una torta di pasta ripiena di carote, immangiabile, così ripiego su un po’ di frutta e biscotti. La principale attrattiva è un trekking di un paio d’ore verso una roccia sciamanica affacciata sul lago, la vista che si può scorgere è davvero meritevole e un po’ di sana attività fisica è quello che ci vuole.

Fatto rientro ad Irkutsk e ottenuto il visto mongolo, prendo il treno per Ulan Batoor per altre 27 ore di viaggio. Solita scorta di cibo, stavolta minore visto che dura un terzo della transiberiana e nessun problema con i fusi orari dato che in Mongolia c’è una sola ora di differenza.
Arrivato ad Ulan Batoor, grazie ad accordi presi via mail con l’ostello di destinazione riesco a partire immediatamente per un tour nella zona continentale del paese di quattro giorni. Visito il parco di Terelji e il deserto di Gobi. La notte si dorme nelle Ger mongole, tipiche tende circolari bianche utilizzate dai nomadi pastori. La notte fa veramente freddo e ci si riscalda con una stufa in ghisa all’interno della tenda alimentata d legno e sterco di animali vari che popolano la zona. Proprio questi animali sono a migliaia, tutti allo stato brado: capre, mucche, yak, cammelli e cavalli. E poi aquile, condor, falchi. Qui la natura è davvero protagonista assoluta, l’elettricità quando c’è è a scarso voltaggio ed insufficiente per caricare i nostri apparecchi tecnologici. In compenso i paesaggi sono incredibili: verdi e morbide colline con all’orizzonte montagne ancora innevate, fiumi, cascate, laghi. E poi anche pietre, polvere, sabbia: il deserto di Gobi. Difficilmente ho visto paesaggi così incontaminati e mutevoli, la Mongolia resterà nel mio cuore.
Per quanto riguarda il diabete le lunghe passeggiate a cavallo, i trekking e la vita in generale all’aria aperta ha aiutato le glicemie a restare quasi sempre nella norma, un’attenzione particolare va riservata al cibo in quanto non vi è verdura o frutta, i piatti sono tutti a base di montone, riso e patate. Ottimo lo yogurt artigianale di capra, da provare, ma attenzione, è carico di zucchero, purtroppo l’ho scoperto solo dopo.

Ora mi aspetta la Cina, dove la cultura è completamente diversa dalla nostra così come la cucina. Recupererò almeno qualche verdura e frutto in più e abbandonerò definitivamente il pane in favore del riso.
Non vedo l’ora di arrivare, ciao mondo!


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Guarda i video su Youtube:
The Transiberian Experience
La Siberia
La Mongolia

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Dov’è il telecomando? Cambia un po’ canale dai!

Transiberiana

“Il treno regionale 2122 delle 7.27 proveniente da Parma e diretto a Milano Centrale è in arrivo in ritardo al binario 3.”

Quante volte ho sentito quella voce dallo speaker della stazione di Piacenza. Tutte le mattine degli ultimi sei anni. Nella nebbia, al freddo, di corsa e sempre in ritardo, via, tutte le mattine a cercare un posto a sedere, carrozze freddissime d’inverno e caldissime d’estate. Avrei dovuto odiarli i treni. Invece quel paesaggio che scorre dentro al finestrino, come fosse in televisione, non l’ho mai veramente odiato. Mi piace andare in treno, rilassa e lascia il tempo di riflettere.

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Mi chiamo Claudio, ho 36 anni, sono stato un bancario per caso, mentre sono sempre stato un viaggiatore per passione. Razionale, ma anche sognatore, amo la vita e credo fortemente che la stessa possa regalare alle persone che inseguono le proprie passioni le opportunità di realizzare i propri sogni.

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