Vi riporto l'intervento del Dott.Stefano Genovese al convegno europeo del diabete a Vienna lo scorso 15 settembre. Dal minuto 14:22 lo sentirete parlare del mio caso e del progetto TripTherapy.
Vi riporto l'intervento del Dott.Stefano Genovese al convegno europeo del diabete a Vienna lo scorso 15 settembre. Dal minuto 14:22 lo sentirete parlare del mio caso e del progetto TripTherapy.
Al confine tra India e Pakistan, tutte le sere al tramonto, va in scena uno spettacolo che sembra di essere in curva allo stadio! Non ho capito se alla fine si amano o si odiano, ma di sicuro è una delle cose più strane che abbia mai visto!
Check it out!
Sono ad Amritsar, nello stato del Punjab, al confine con il Pakistan. La città è sacra alla popolazione Sikh e qui vi è un posto magico e spettacolare: il Golden Temple. Un tempio dorato e galleggiante in mezzo ad un lago d'acqua sacra chiuso da mura in marmo bianchissimo. Pulito e puro, un immagine da lasciare senza fiato.
In tutto il Punjab vi è la più grande concentrazione di credenti Sikh al mondo.
Un Sikh lo riconosci subito: barba folta, baffi all'insù, turbanti colorati in testa. Sono eleganti e hanno classe oltre a stile. Portano sempre con sé un coltello e un pettine, mentre hanno al braccio un braccialetto di metallo e indossano grossi mutandoni.
1968, Rishikesh, Uttarakhand, India.
Tutto il mondo e la contro cultura giovanile di quegli anni guardava con attenzione a questa località dispersa ai piedi dell'Himalaya sulle rive di una Ganga poco più che un torrente.
I Beatles, all'apice della loro carriera, avevano deciso di isolarsi dal mondo per quattro mesi ritirandosi nell'Ashram del guru Maharishi Mahesh Yogi. Si conosce oggettivamente poco di quell'esperienza intima e introspettiva dei Fab Four. Come sempre girano storie e leggende.
Sono partito che non volevo tagliarmi nè i capelli, nè la barba per tutti i 1000 giorni di viaggio...
Ma non potevo privarmi dell'esperienza di Baba, the Cosmic Barber a Pushkar.
Date un'occhiata!
Qui in India esiste un ottima app per lo smartphone che permette di visualizzare in tempo reale la disponibilità dei posti sui treni e procedere direttamente all’acquisto. Comodissima e utilissima. Peccato che per acquistare il treno che da Khajuraho mi portasse ad Agra ha avuto diversi problemi e per ben tre giorni a Varanasi non sono riuscito a completare l’acquisto. Solitamente viaggio in classe sleeper, la più economica, quella che permette di stare a diretto contatto con la gente del posto e per un viaggio di circa otto, dieci ore si spende meno di trecento rupie ovvero circa tre euro. Quella volta mi è andata male, perché quando finalmente son riuscito a prendere i biglietti la classe sleeper era esaurita e così ho fatto l’upgrade alla seconda con aria condizionata. Mi ero un po’ innervosito al riguardo perché costa quasi il triplo, tuttavia ho imparato a prendere tutti questi inconvenienti come piccoli segnali. In Russia, per esempio, grazie ad un inconveniente simile ero riuscito ad evitare un errore madornale che mi avrebbe fatto perdere soldi, tempo e visto di ingresso per la Mongolia.
Il Kāma Sūtra è un antico testo indiano considerato come l'opera più importante nella letteratura sanscrita sull’amore.
Tratta dell’amore, del rapporto tra uomo e donna, del benessere, del senso etico e sì, anche delle unioni sessuali. Per la stragrande maggioranza della popolazione è unicamente un libro sulle posizioni, peraltro alcune veramente difficili, durante l’atto sessuale. Molti ne parlano e pochissimi hanno letto anche solo il libro secondo di questa vastissima opera, ovvero il libro dedicato proprio all’enciclopedia dei piaceri del sesso.
Varanasi.
Varanasi è sporca, sudicia e lurida.
Trovi più mucche che cani randagi per strada e le scimmie sono piuttosto aggressive.
I topi sono dappertutto e alcuni Sadhu ti mostrano cobra in cestini di vimini che tengono solitamente per terra, dove ci puoi tranquillamente inciampare.
Cento giorni per arrivare da Piacenza a Kathmandu.
In realtà ne sono stati sufficienti cinquanta, ma dal Nepal in poi molto è cambiato.
Ricordo perfettamente i giorni prima della partenza: frenetici e carichi di energia. I messaggi di stima, le critiche, gli abbracci, i baci, le discussioni. È stato uno dei momenti più belli, quello del conto alla rovescia.
Da quel 4 maggio il sole mi ha seguito praticamente ovunque mentre viaggiavo e lo ritengo un segnale dal momento che ho scelto di viaggiare verso est, per averlo sempre in faccia, sempre come obiettivo fisso.
Nel mio giro del mondo ho deciso di realizzare tanti piccoli sogni che covavo da diverso tempo. Tra questi vi era quello di partecipare ad una scuola di meditazione. Avevo iniziato ad interessarmi di meditazione dopo essermi recato in Birmania, nel 2011. C’era ancora la dittatura e pochi turisti la visitavano. Se si era abbastanza fortunati da trovare monaci capaci di parlare inglese, era quindi possibile chiacchierare e approfondire molte tematiche.
Nel mio giro del mondo ho deciso di realizzare tanti piccoli sogni che covavo da diverso tempo. Tra questi vi era quello di partecipare ad una scuola di meditazione. Avevo iniziato ad interessarmi di meditazione dopo essermi recato in Birmania, nel 2011. C’era ancora la dittatura e pochi turisti la visitavano. Se si era abbastanza fortunati da trovare monaci capaci di parlare inglese, era quindi possibile chiacchierare e approfondire molte tematiche.
Davanti a me enormi montagne verdi che scavano la valle che porta al lago di Pokhara. Sono a circa 2400 mt di altezza a Panchasse, uno sperduto villaggio di antiche case di montagna in fango e sassi che fa da base all’ultima salita per il tempio da cui si dovrebbe ammirare tutta la zona himalayana intorno all’Annapurna.
Una delle cose che volevo fare nella mi vita prima o poi era provare a vivere anche solo qualche giorno in un paese di montagna antico con quelle vecchie case in sassi senza comfort, in armonia con la natura. Ora che sono ai piedi dell’Annapurna sono riuscito a realizzare anche questo piccolo sogno nel cassetto. Mi addormento sapendo che all’alba mi aspettano tre ore di cammino, ma pensando alla mia terra, all’alta val Trebbia e alla val d’Aveto dove si possono trovare ancora villaggi simili, ma ormai morti. Trovo spunti della mia terra ovunque ultimamente e questo mi fa sentire terribilmente a casa, nel mondo.
"Credo che la felicità e la gioia siano lo scopo della vita. Se sappiamo che il futuro sarà molto buio o doloroso, perdiamo la nostra determinazione a vivere. Perciò la vita è qualcosa che si basa sulla speranza... Una qualità innata tra gli esseri senzienti, particolarmente tra gli esseri umani, è il bisogno o la forte inclinazione a incontrare o a provare la felicità e ad evitare la sofferenza o il dolore. Dunque l'intera base della vita umana è l'esperienza a vari livelli della felicità. Raggiungere o provare la felicità è lo scopo della vita."
Dalai Lama
Voglio raccontarvi una storia.
Sette anni fa una bambina nepalese è stata adottata da una donna europea, ora vivono felici e contenti e già questa è una bella storia.
Dall’altra parte del mondo, in Nepal, quattro anni fa una ragazza carica di tante speranze sta prestando servizio di volontariato in un orfanotrofio di Kathmandu. Un giorno uno degli orfani le si avvicina e le chiede se sa mantenere un segreto.
Provare a vivere con poco, sperduto in un villaggio di poche centinaia di anime nella valle di Kathmandu. Seguire il naturale scorrere delle giornate, dall’alba al tramonto. Vedere crescere rigogliose piantagioni di riso, mais e pomodori. Aspettare il monsone con gli abitanti del luogo, fastidioso quanto necessario per la sopravvivenza di tutta la zona. Tutto verde intorno e all’orizzonte nuvole scure, cariche di cattivi presagi, ma così importanti. Come una metafora della vita, occorrono cupi periodi di pioggia per poter godere poi dei campi rigogliosi.
Niente tv, niente acqua calda, energia che va e viene durante la giornata a seconda di quello che decide la capitale, e poi dormire su materassi nepalesi per terra, i quali sono poco più che delle coperte imbottite.
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