Comunque scegliate di arricchire la vostra esperienza di un luogo, provate sempre cose nuove. E continuerete ad imparare.

Rishikesh

1968, Rishikesh, Uttarakhand, India.
Tutto il mondo e la contro cultura giovanile di quegli anni guardava con attenzione a questa località dispersa ai piedi dell'Himalaya sulle rive di una Ganga poco più che un torrente.
I Beatles, all'apice della loro carriera, avevano deciso di isolarsi dal mondo per quattro mesi ritirandosi nell'Ashram del guru Maharishi Mahesh Yogi. Si conosce oggettivamente poco di quell'esperienza intima e introspettiva dei Fab Four. Come sempre girano storie e leggende.


Non mi interessa quello che si dice, il fatto è che l'ashram di Rishikesh ha permesso un vero contatto tra occidente e oriente. Da quell'incontro molto è cambiato: concetti come meditazione e yoga sono entrate con prepotenza nel nostro mondo occidentale. Una moda all'inizio, sicuramente. Poi però anche uno stile di vita che tante persone hanno fatto loro con radicali cambiamenti e successi importanti nella piena realizzazione di se stessi.
Rishikesh da allora è cambiata molto e per nulla allo stesso tempo. Non c'era l'elettricità e per raggiungere gli ashram occorreva attraversare la Ganga in barca. Ora ci sono resort, ristoranti, un ponte sospeso sul fiume, internet café, motorini, souvenir e migliaia di scuole di yoga e al riguardo è considerata la capitale mondiale di questa disciplina.

Ma oltre a tutto questo business c'è qualcosa che non è cambiato rispetto ad allora. Esistono ancora ashram non legati esclusivamente a spennare gli occidentali, i ristoranti sono tutti vegetariani, sono centinaia le mucche per strada, c'è una cerimonia Ganga aarti al tramonto da mettere i brividi, ma soprattutto il villaggio è ancora popolato da migliaia di asceti. Proprio così, qui a Rishikesh vengono ancora sadhu, baba, yogi, sikh a tributare onori al fiume sacro. Questi non sono influenzati dal turismo e se ne stanno tranquilli in riva alla Ganga con le loro meditazioni, le loro puja e tutti gli altri riti. Qui la Ganga viene vissuta appieno, le lavanderie sono sul fiume e ovviamente i vestiti che lasci a lavare vengono puliti con l'acqua sacra. I bambini giocano in riva al fiume, gli adulti ci fanno il bagno.

Io a Rishikesh ci sono venuto per caso. Non sapevo dei Beatles, non sapevo degli asceti. Interessato ad unire alla meditazione la pratica dello yoga mi sono semplicemente fidato del consiglio di un amico.
Non sapevo da dove iniziare e così mi sono affidato all'istinto. Sono arrivato di prima mattina e dopo aver sistemato lo zaino in una guest house e aver fatto colazione ho iniziato a girovagare per il paese alla ricerca di un corso introduttivo di yoga. Mille cartelli e pubblicità ovunque, ero disorientato. Scopro che esistono scuole, dottrine e pensieri differenti.

Da dove inizio? Quale scuola seguo? Quanto dovrò pagare? Quanto dovrò rimanere per poter imparare?

Inizio a pensare di essere nel posto sbagliato e medito un ritorno sulla strada in direzione Dharamsala, a nord.
Cammino freneticamente sulle rive della Ganga quando mi fermo a bere un chai in una baracca sul sentiero. Mentre chiacchiero con il ragazzino che mi stava preparando questo delizioso the al latte scorgo poco più in là un accesso al fiume coperto da alberi bellissimi e rigogliosi. Una vera e propria terrazza con piante di gelsomino, menta e peperoncino. A picco sulla Ganga. Che quadro meraviglioso!
Poco prima di entrare un cartello malmesso indica una scuola di yoga con diverse specifiche di cui francamente non ne capisco nulla. Entro con la scusa di voler iniziare a studiare questa disciplina. Mi riceve un uomo piccolino, barbetta e occhiali rotondi. Dimostra quarant'anni, ma sono certo ne abbia di più. Tono di voce pacato e morbido, imperturbabile.
Mi dice che è lui l'insegnante, ma ha smesso di insegnare circa sei mesi prima in quanto il suo cammino nell'insegnamento si era concluso.
Mi offre un chai, un altro, ma non si può rifiutare, e iniziamo a parlare.
Gli racconto la storia del mio viaggio e del perché ero capitato li. Andiamo in profondità e gli spiego che sono stato in qualche modo attratto da quella porta sulla Ganga e che amavo la vista che si poteva godere da quel terrazzo. Mi trasmetteva calma ed armonia, gli spiego che anche vicino a casa mia c'è un fiume molto bello dove mi piace recarmi d'estate e con cui ho un rapporto speciale. Sulle cui rive , per esempio, ho trascorso la notte dopo l'esame di maturità in tenda con la mia ragazza e il mio cane. Anziché festeggiare ero andato a perdermi nella natura. La Ganga qui ricorda molto la Trebbia.
Parlo della mia esperienza di meditazione Vipassana e di come sento il bisogno di poter avere un rapporto del genere anche con il mio corpo, non solo con la mente.
Arriva così il momento di congedarsi e mi saluta dandomi appuntamento al mattino seguente. Si era reso disponibile ad insegnarmi yoga due volte al giorno. Inevitabilmente dovevo fare i conti col budget sicché gli ho posto la fatidica domanda sui costi. Mi risponde che dipende da me e che lui insegnava solo dietro ricompensa volontaria, quindi una donazione.
Non mi curo nemmeno della dottrina che insegna e accetto al volo! Ero molto felice e stimolato, solo un paio d'ore prima volevo andarmene e ora ho un maestro privato che ha deciso di concedermi i suoi insegnamenti nonostante avesse deciso di smettere.

Due appuntamenti al giorno, uno alle 8 del mattino e uno alle 5 del pomeriggio. La lezione è impegnativa e non immaginavo di essere così tanto contratto. Faccio molta fatica ad eseguire le posizioni richieste, ma sento subito un gran beneficio. Dopo un'ora di yoga pratichiamo mezz'ora di meditazione , diversa rispetto alla tecnica Vipassana, ma comunque efficace.
La tecnica da lui insegnata è la rajadhiraja, una delle più radicali e antiche. Unisce l'esercizio fisico alla meditazione.

Ottime sensazioni, benessere fisico e mentale.

Dopo ogni seduta mi prepara un the e ci fermiamo una mezz'oretta a chiacchierare su quella meravigliosa terrazza sulla Ganga.
Mi racconta di quando qui non c'era nulla se non ashram e asceti. Ora mi dice che è tutto business e spesso i turisti si fermano qui pochi giorni e quando tornano a casa si professano tutti insegnanti. In pratica, con grande amarezza, mi dice che la yoga si è totalmente screditata.
Passo a Rishikesh otto giorni anziché i quattro previsti e l'ultimo giorno il maestro mi invita a pranzo concedendoci l'ultima chiacchierata su quel meraviglioso terrazzo.

Il tempo scorre via come l'acqua del fiume e si fa sera.

Vado a vedere l'ultimo Ganga aarti e faccio un offerta al fiume. Credo di doverglielo. Da quando sono in India le vibrazioni più forti me le ha regalate proprio la Ganga.

È notte ora, e sono nuovamente sulla strada.

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1968 Rishikesh, Uttarakhand, India.
All the world, especially the youth culture of those years, looked carefully at this location wich is scattered at the foot of the Himalayas on the banks of Ganga.

Beatles here, at the peak of their career, had decided to escape from the world for four months retiring in the guru Maharishi Mahesh Yogi's ashram.
Actually we know just a little of that intimate and introspective experience of the Fab Four. As always there are many stories and legends.

I don't really care about that; the fact is, this Rishikesh ashram allowed a real contact between East and West. From that encounter, much had changed: concepts such as meditation and yoga have imposed themselves in our western world. Just a fashion at the beginning, definitely. Later, it became a lifestyle for many, bringing a full realization of themselves with radical changes and important successes.

Rishikesh has transformed a lot since then but non at all at the same time. There was no electricity and people had to cross the Ganga by boat to get to the ashrams. Now there are resorts, restaurants, a big bridge over the river, internet café, scooters, souvenirs and thousands of schools of yoga. Actually Rishikesh is considered the world capital of this discipline.
But, besides all this business, there is still something that hasn't changed yet. Many ashrams are not exclusively related to pluck the Westerns, the restaurants are all vegetarians, there are hundreds of street cows, a beautiful Ganga aarti ceremony at sunset, and the village is still mostly populated by thousands of ascetics. That's right, here you can find sadhu, baba, yogi, Sikhs bestowing honors to the sacred river. These are not affected by tourism, they keep quiet on the river of Ganga with their meditations, their puja and other rituals. Ganga is plenty lived, laundries are on the rivers and of course, the clothes to be washed, are cleaned with the sacred water. Children play on the rivers, adults bath.

I came to Rishikesh by chance. I did not know the Beatles, I did not know of the ascetics. I simply trusted a friend's advice cause I was interested in joining yoga meditation practice.
I did not know where to start and so I relied on instinct. I arrived early in the morning and after putting the backpack in a guest house and having breakfast I started wandering through the city in search of a yoga introductory course. Thousands of signs and advertisements everywhere, I was disoriented. I found out there are schools, doctrines and different thoughts.
Where am I going to start? What school do I follow? How much will I pay? How long will I stay in order to learn?
I started thinking I was in the wrong place and pondering a return on the road in the direction of Dharamsala, in the north.
Walking frantically on the banks of the Ganga, I stopped by a shack on the trail to drink a chai. Chatting with the boy who was preparing this delicious milk the, I saw a little access to the river covered in beautiful trees and lush in the nearby. A true terrace planted with jasmine, mint and chilli, precipitous on the Ganga. Such a wonderful picture!
Just before entering, a rundown sign indicates a school of yoga with different specifications which frankly I didn't understand anything about. I got in, using the excuse of being interested in starting to study yoga. I was received by a small man, with beard and round glasses. He proved forty years, but I am sure he has more. Calm and soft tone of voice, unperturbed.
He told me he is the teacher, but he had stopped about six months before cause his journey as a instructor was over.
He offered me a chai, then another one, you cannot refuse, and talking started.
I told him the story of my journey and why I ended up there. We got close and I explained that I was somehow drawn to that gate on the Ganga and I loved enjoying the view from the terrace. He impacted me with calm and harmony, I told him that even near my house there is a very nice river where I like to go in the summer and with I have a special relationship to. For example, I had spent ​​the night there after an exam in a tent with my girlfriend and my dog. Instead of celebrating I left to get lost in nature. The Ganga here is very reminiscent of the Trebbia.

I spoke of my experience of Vipassana meditation and how I needed to be able to have such a relationship with my body, not just with my mind.
So it got late, time to say goodbye, and he does so giving me an appointment for the next morning. He was available to teach me yoga twice a day. Inevitably, I had to deal with my budget so I asked him the big question about purchases. He replied that it was on me and that he taught only on a voluntary reward, so a donation.
I didn't even care about the doctrine that teaches and i agree right the way! I was very happy and stimulated, only a couple of hours before I wanted to leave and now I have a private tutor Who grants his knowledge to me even though he had decided to quit.

Two meetings per day, one at 8am and one at 5 am .The lesson is challenging and i didn't immagine to be so tight. I found it hard to carry out the required positions, but I immediately felt a great benefit. After an hour of yoga we practiced half an hour of meditation, different from Vipassana technique, but nonetheless effective.
Rajadhiraja is the technique taught by him, one of the most radical and ancient. It combines physical exercise with meditation.
Good feelings, physical and mental wellbeing.
After each session, He prepared a cup of tea and we stopped half an hour talking on that wonderful terrace overlooking the Ganga.
He told me when there was nothing if not ashrams and ascetics. I was said that now it's all business and tourists often stop here a few days and when they go back home affirm to be teachers. In practice he told me, with great bitterness, yoga has disgraced.

I stood by Rishikesh eight days instead of the planned 4 and the last day the teacher invited me to lunch giving me the latest chat on that wonderful terrace.
Time goes by like river's water and it is getting evening.
I go to see the last Ganga aarti and make a bid to the river. I think i should. The strongest vibrations i received from India have been given to me by the ganga.

It's night now, and I'm on the road again.

Location (Map)

Quello che non hai mai visto lo trovi dove non sei...
Una lacrima di marmo ferma sulla guancia del tempo

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Commenti 7

Ospite - Mukti il Giovedì, 18 Settembre 2014 16:17

..osservo con la speranza che nello zaino tu abbia messo qualche petalo di rosa secco o un fazzoletto bianco.il mio destino vuole che proprio oggi io abbia potuto visivamente pregare guardando la tua ultima offerta al Ganga, che conservero' e riguardero' ogni volta che il fato sarà duro come roccia e l'acqua tarderà ad arrivare...

..osservo con la speranza che nello zaino tu abbia messo qualche petalo di rosa secco o un fazzoletto bianco.il mio destino vuole che proprio oggi io abbia potuto visivamente pregare guardando la tua ultima offerta al Ganga, che conservero' e riguardero' ogni volta che il fato sarà duro come roccia e l'acqua tarderà ad arrivare...
Ospite - Claudio il Venerdì, 19 Settembre 2014 05:24

Grazie.... Nel mio zaino c'è posto anche per i petali di rosa, ma soprattutto è pieno di ricordi, emozioni e speranze! Quello che hai scritto è un'emozione che porto con me!

Grazie.... Nel mio zaino c'è posto anche per i petali di rosa, ma soprattutto è pieno di ricordi, emozioni e speranze! Quello che hai scritto è un'emozione che porto con me! :)
Ospite - Mukti il Venerdì, 19 Settembre 2014 17:37

e quando tornerai..potrai venire in Trebbia, appoggiare lo zaino sui sassi, aprirlo, rileggere tutto quello che stai scrivendo, ricordare tutto quello che stai vivendo. La musica dello scorrere delle acque, il suo colore verde, il caldo della roccia, i resti di un falo' ti faranno credere di non essere mai partito...o di non essere mai tornato..la terra è unica dovunque tu sia, dipende con quali occhi la osservi. ti proteggerà e ti guiderà sempre, che tu sia dove il cammino ti sta portando o che tu sia in Trebbia in una giornata d'autunno.

e quando tornerai..potrai venire in Trebbia, appoggiare lo zaino sui sassi, aprirlo, rileggere tutto quello che stai scrivendo, ricordare tutto quello che stai vivendo. La musica dello scorrere delle acque, il suo colore verde, il caldo della roccia, i resti di un falo' ti faranno credere di non essere mai partito...o di non essere mai tornato..la terra è unica dovunque tu sia, dipende con quali occhi la osservi. ti proteggerà e ti guiderà sempre, che tu sia dove il cammino ti sta portando o che tu sia in Trebbia in una giornata d'autunno.
Ospite - Claudio il Domenica, 21 Settembre 2014 18:02

Ho appena vissuto un momento di pura gioia, a casa di una poverissima famiglia indiana che mi ha invitato a cena a casa loro.... vivo per questi momenti... e li metterò in quel libro che rileggerò in Trebbia una giornata d'autunno!

Ho appena vissuto un momento di pura gioia, a casa di una poverissima famiglia indiana che mi ha invitato a cena a casa loro.... vivo per questi momenti... e li metterò in quel libro che rileggerò in Trebbia una giornata d'autunno!
Ospite - Fernanda il Lunedì, 22 Settembre 2014 16:00

A volte la nostra mente pensa di prendere delle decisioni, inconsciamente non vogliamo e allora il "destino" ci porta su una strada e ci fa dei regali, che vanno colti al volo. Come ti è successo di guardare quella terrazza... e a lasciarti trasportare li. E' davvero un piacere leggere i tuoi racconti!

A volte la nostra mente pensa di prendere delle decisioni, inconsciamente non vogliamo e allora il "destino" ci porta su una strada e ci fa dei regali, che vanno colti al volo. Come ti è successo di guardare quella terrazza... e a lasciarti trasportare li. E' davvero un piacere leggere i tuoi racconti!
Ospite - Claudio il Mercoledì, 24 Settembre 2014 11:15

Grazie Fernanda! hai proprio ragione!

Grazie Fernanda! hai proprio ragione! ;)
Ospite - Rino il Mercoledì, 24 Settembre 2014 13:50

Grazie per tutto quello che riesci a trasmettere . Sei di grande stimolo per chi, come me , vuole dare una svolta alla propria vita. Un abbraccio Claudio, Namastè!

Grazie per tutto quello che riesci a trasmettere . Sei di grande stimolo per chi, come me , vuole dare una svolta alla propria vita. Un abbraccio Claudio, Namastè!
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Mercoledì, 13 Dicembre 2017
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Mi chiamo Claudio, ho 36 anni, sono stato un bancario per caso, mentre sono sempre stato un viaggiatore per passione. Razionale, ma anche sognatore, amo la vita e credo fortemente che la stessa possa regalare alle persone che inseguono le proprie passioni le opportunità di realizzare i propri sogni.

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