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Un altro modo di scoprire se stessi percorrendo una città, consiste nell'abbandonarsi alle sue vie

Melbourne

Melbourne è una città dai mille volti.
Sarà scontato, ma è la città australiana maggiormente simile a quelle europee. Sarà che la rete di trasporti pubblici è basata su tram oppure il fatto che ad ogni angolo si può ammirare un opera d’arte, anche se manca tuttavia la storicità stessa dell’arte, essendo l’Australia una terra ancora giovane.
Oppure sarà per i suoi quartieri, divisi per etnie. C’è uno dei quartieri italiani più belli e popolati del mondo.


L’architettura della città si concede veri e propri azzardi, tuttavia il buon gusto non manca mai. La skyline dei grattacieli si divide tra le sponde del fiume Yarra, così come l’intera città. Passeggiare sul lungo fiume fa pensare per un attimo di essere sui navigli, oppure lungo la Senna, oppure ancora sui canali di Amsterdam.

Nel mio viaggio verso sud arrivo in città verso sera nel quartiere di Santa Kinda, un piccolo sobborgo sul mare dall’atmosfera informale. È il vecchio quartiere a luci rosse, ma oggi è un piacevole quartiere ricco di bar e ristoranti etnici e dove sorge uno dei luna park più antichi del mondo.
Grazie al van ho un posto per dormire, ma non vi è traccia di camping in città. Per le strade è proibito campeggiare, ma non mi lascio prendere dallo sconforto.
Dopo qualche ora trovo una strada, di fronte all’oceano, ma semi nascosta, dove noto diversi ragazzi campeggiare direttamente sull’asfalto. Chiedo informazioni e mi spiegano che il campeggio abusivo qui è tollerato, che in tutti questi mezzi vi sono ragazzi zaino in spalla provenienti da tutto il mondo e che ci si considera alla stregua di una famiglia.
Ecco quello che cercavo, situazioni del genere, dove la condivisione è il valore più alto. Mi viene offerta una cena improvvisata su fornelletti da campo, e la sera un gruppo di ragazzi, grazie ad un video proiettore comprato per pochi dollari ad un banco dei pegni e ad un lenzuolo, organizzano un vero e proprio cinema.
Sarei potuto rimanere li per settimane, ma purtroppo dovevamo riconsegnare il van e così ho potuto godere di quella situazione solamente per una decina di giorni.
Viaggiatori, hippies, suonatori e artisti. Tutti si fermano almeno una notte in quella piccola strada. È il mio “albergo a cinque stelle” con una vista unica sull’oceano e la solidarietà della “strada”.

Ho deciso di vivere e godermi questa città che poco avevo conosciuto nella mia precedente esperienza. Ho camminato tanto perdendomi nelle vie e nei sobborghi. I viali sono larghi e alberati, e i ritmi molto più compassati rispetto a Sydney. L’atmosfera generale è di quelle cosmopolite, le persone paiono perfettamente integrate nonostante provengano da ogni angolo del mondo.
Ogni giorno vi sono esibizioni, festival, mostre d’arte, l’aria è elettrizzante. Torno a fare il turista, sebbene con spirito diverso. I parchi sono bellissimi e la lunga camminata di fronte all’oceano che da Santa Kilda porta alla città diventa il mio personale momento di meditazione e silente ammirazione. C’è spesso molto vento e al tramonto si stagliano contro il sole decine e decine di vele per kyte surf che danzano nel cielo color rosso.
L’impressione è che Melbourne sia una delle città migliori dove poter vivere, dove la qualità stessa della vita è decisamente alta. Tutto ciò nonostante il clima, uno dei più pazzi e imprevedibili del mondo. È estate, a quando soffia il vento da sud il freddo è pungente, mentre in assenza il sole il caldo scalda i corpi. In meno di un’ora il clima può cambiare repentinamente e questo ne fa la città dalle quattro stagioni in un giorno.

I giorni a Melbourne mi hanno permesso di entrare in contatto con tantissime persone, soprattutto grazie alla mia avventura. Ho conosciuto italiani che studiano e lavorano qui. Australiani che si sono fatti in quattro per me al fine di farmi sentire a mio agio. E poi sono stato intervistato da una radio ed un giornale locale, concedendomi per la prima volta il respiro internazionale del mio viaggio.

Nel frattempo il cargo mercantile continua a ritardare la sua partenza e così decido che dopo le città è giunta l’ora di ritornare nella natura. Capisco ormai che posso stare tra il cemento e l’asfalto solo per un periodo limitato di tempo sebbene sia stato in due strepitose città dove potrei trasferirmi in un futuro.
Faccio il punto della situazione, tra finanze limitate e tempistiche da rispettare. Voglio visitare qualcosa di nuovo e non continuare a rivedere posti già vissuti sebbene bellissimi.
Penso ai piani futuri mentre passeggio sulla strada di fronte al mare.
All’orizzonte noto una barca rossa, un traghetto. Sulla sua livrea un nome: Tasmania.

Mi dico perché no, e pochi giorni dopo sono su quella stessa barca da cui sto scrivendo adesso. Ma questa è già un’altra avventura.


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Melbourne is a city by thousands faces. It may be obvious but it’s the most similar city to European ones. It may be for its public transportation based upon trams or the presence of a work of art at every corner of the city even though the historicity of the art itself is missing because Australia is a still young land. It may be for its quarters divided by ethnicity. There is one of the most beautiful and populated Italian district of the world. Architecturally speaking, it cedes in real hazards, but good taste is never missing. Skyscrapers skyline is divided between Yarra river’s banks, as the entire city. Walking by the river it reminds Navigli or the Seine or Amsterdam canals. During my trip to the South I reach the quarter of Santa Kinda in the evening, a small suburb on the sea with an informal atmosphere. It’s the oldest red lights quarter but today it’s a nice quarter rich in bars and ethnic restaurants where the oldest amusement park resides also. Thanks to the van I have a place to sleep but there is no trace of camp sites in the city. Camping by the streets is forbidden but I don’t give up. After few hours I find a street in front of the ocean but it’s half hidden, where I see some guys camping directly on the road. I ask for information and they explain to me that abusive camping here is permitted, in all these vehicles there are backpackers coming from all over the world and they feel like a family. Here it is what I was looking for, situations where sharing is the highest value. I was offered an improvised dinner, cooked on camp stove, and, during the evening, a group of guys, thanks to a projector, bought for a few money by a pawn shop, and a sheet, organize an out-and-out cinema. I could have spent my weeks there but unfortunately I had to give back the van and so I could enjoy that situation for ten days. Travelers, hippies, musicians and artists. Everyone stop in that street only if for a night. It’s my five stars hotel with the ocean view and the solidarity of the road. I decided to live and enjoy this city that I had not known much in my previous experience. I walk a lot, losing myself in the streets and suburbs. Boulevards are wide and tree-lined, their rhythm are more self-controlled compared to Sydney. General Atmosphere is cosmopolite; people appear perfectly integrated even though they come from all over the world. Everyday there are exhibitions, festivals, art shows; air is thrilling. I go back to the tourist mode but with a different spirit. Parks are beautiful and the long walk in front of the ocean, from Santa Kilda to the city, become my personal moment of meditation and admiration. It’s windy most of the time and during the sunset dozens and dozens of kyte surf stand out in front of the sun and they dance in the red sky. Melbourne seems to be one of the best city to live in, where the quality of life is really high. All that besides the climate, one of the craziest and unpredictable of the world. It’s summer, when the wind blows from the south cold is biting, when there is no sun, hotness warms the bodies. Climate can change in less than an hour and this makes it the city of the four seasons in a day. Days in Melbourne allowed me to get in contact with many people, above all thanks to my adventure. I met Italians working and studying here, Australians who bent over backwards for me. I have been interviewed by a local radio station, giving me an international breath of my trip for the first time. Meanwhile, my cargo keeps delay and so I decide to go back to the nature. I understand I can be between cement and tar only for a short period of time even though I have been to two great cities where I’ll be possibly move in my future. I take stock of the situation, I have limited finances and times to respect. I want to visit something new and stop visiting beautiful places that I have seen already. I think to my future plans while walking in front of the sea. I see a red boat on the sea line, a ferry. On its side a name: Tasmania. I say: why not? And after few days I’m on the same boat where I’ve been writing from right now. But this is another adventure.

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Viaggiare intima il pieno funzionamento dei sensi....
Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

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Giovedì, 15 Novembre 2018
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