DA BOBBIO A SANTIAGO DE COMPOSTELA, A PIEDI E CON IL VOTO DEL SILENZIO #7: L'arrivo a Santiago

arrivo a Santiago

72 giorni camminando in silenzio da Bobbio, ovvero dalla Valtrebbia e gli appennini piacentini fino a Santiago De Compostela: 2089 chilometri per arrivare di fronte alla sua maestosa cattedrale.

È la fine di un viaggio che, non dimentichiamolo mai, è innanzitutto un pellegrinaggio e come tale, da credenti o meno, bisogna approcciarsi. Da qualunque punto inizi questo cammino, si parte turisti, a volte viaggiatori, e si giunge comunque pellegrini. È un cammino che offre tante risposte, ma che prima di ogni cosa è in grado di mettere a nudo con le nostre domande più profonde e recondite. 

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DA BOBBIO A SANTIAGO DE COMPOSTELA, A PIEDI E CON IL VOTO DEL SILENZIO #6: due mesi in cammino -300 km a Santiago

IL CAMMINO

60 giorni tondi tondi di cammino silenzioso. 

1750 chilometri circa percorsi. 

Questo il bilancio numerico degli ultimi due mesi della mia vita. Dal ponte gobbo di Bobbio, da quel 15 settembre sembra passata una vita e allo stesso tempo sembra ieri che litigavo con le vesciche ai piedi sulla riviera del ponente ligure. Del silenzio voglio essere sincero, non mi pesa per nulla. Potrei continuare ancora settimane, addirittura mesi. Pesa indubbiamente più a chi mi sta vicino sia fisicamente che emotivamente. Due mesi trascorsi a svegliarsi ogni mattina all'alba con un solo scopo: camminare. Questo aspetto invece non ve lo nascondo, pesa eccome. Ho voglia di arrivare a destinazione, ho voglia di darmi una pacca sulla spalla e dirmi che ce l'ho fatta. Ho voglia di svegliarmi la mattina e passeggiare per le vie di una città. Ho voglia di mettere il Cammino nella mia vita quotidiana perchè questo ad oggi è l'insegnamento più grande che porto con me: la vita semplice, umile e gentile del Cammino dovrà essere la mia vita anche a casa.

 

I momenti difficili

Ovviamente ci sono stati e lo sono stati dal punto di vista fisico appena lasciata la Costa Azzurra, quando, addentrandomi tra i boschi della Provenza, una vescica non mi lasciava in pace ed ero arrivato al punto di voler mollare tutto. È successo poi vicino a Carcassonne quando mi sono trovato nel bel mezzo dell'esondazione dell'Aude e  tutto intorno a me era ricoperto di fango: mi sono sentito così piccolo e impotente e così in balia dell'universo poichè sarebbero bastate un paio di circostanze diverse per ritrovarsi invece nel bel mezzo di quella piena improvvisa. Ma non solo, ricordo la salita a Roncesvalle, con oltre mezzo metro di neve e la pioggia fitta a valle che mi hanno fatto arrivare in cima dilaniato. Gli ultimi 200 chilometri percorsi poi qui in Spagna, sull'altopiano delle Mesetas, 200 km piatti, monotoni e dalle condizioni atmosferiche proibitive: pioggia e raffiche di vento a 40 km/h quotidiane. Oggi, dopo due mesi in cammino costante i talloni  fanno male la sera, un ginocchio è infiammato, ma la testa tiene eccome, con tenacia e determinazione mi sta portando oltre quota 2000 km, verso Santiago e Finisterre. 

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DA BOBBIO A SANTIAGO DE COMPOSTELA, A PIEDI E CON IL VOTO DEL SILENZIO #5: l'inizio del cammino francese

Alto del perdono

Il cammino francese è iniziato e il mio pellegrinaggio verso Santiago de Compostela radicalmente cambiato. Non è più un viaggio solitario, ora con me ci sono altri pellegrini sulla strada. Pochi a dir la verità perché ora è la stagione con meno affluenza sul cammino, saremo circa una ventina a muoverci a mo’ di carovana.

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DA BOBBIO A SANTIAGO DE COMPOSTELA, A PIEDI E CON IL VOTO DEL SILENZIO #4: l'arrivo a Saint Jean Pied de Pord

Verso Santiago

1251 chilometri e 44 giorni in silenzio. Questo è stato il tempo e la distanza per raggiungere un piccolo punto sui Pirenei che solo un mese fa vedevo così lontano è così inarrivabile. Sì, ve lo giuro, chi mi conosce lo sa molto bene, ci sono stati momenti in cui raggiungere  Saint Jean Pied De Pord è stata una vera e propria utopia.  

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DA BOBBIO A SANTIAGO DE COMPOSTELA, A PIEDI E CON IL VOTO DEL SILENZIO #3: 1000 km, metà cammino

Pirenei

37 giorni di cammino, 1000 chilometri percorsi camminando in silenzio. Ho raggiunto e superato metà del mio cammino silenzioso da Bobbio fino a Santiago de Compostela. Fa sempre un certo effetto giungere a metà di un percorso, ancor di piuù se questo porta in dote anche una cifra tanto tonde come i 1000 chilometri. Proprio ora tra l'altro che il percorso inizia a snodarsi trai Pirenei, in salita, ma moralmente la strada è tutta in discesa. 

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DA BOBBIO A SANTIAGO DE COMPOSTELA, A PIEDI E CON IL VOTO DEL SILENZIO #2 I PRIMI GIORNI IN FRANCIA

moint victoire

Passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, ho raggiunto il traguardo di un mese in pellegrinaggio e, guardacaso, ho anche superato la soglia degli 800 chilometri percorsi che altro non sono che la durata, approssimativa, proprio del classico cammino di Santiago, per intenderci quello che parte da Saint Jean Pied de Pord, attraverso il cammino francese, porta fino all'Oceano Atlantico. So pertanto cosa vuol dire, almeno a livello di chilometraggio, effettuare un cammino. Un'esperienza forte, a tratti dolorosa sia fisicamente che mentalmente. È sicuramente un'esperienza temprante, che fortifica l'animo in profondità. 

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Da Bobbio a Santiago de Compostela, a piedi e con il voto del silenzio #1 Italia - Francia

San Lorenzo a Mare

Sono passati 15 giorni esatti dalla mia partenza, in quel di Bobbio, dalla Val Trebbia, quel luogo tra le colline piacentine che più amo e più ho ritrovato in giro per il mondo. I chilometri percorsi toccano i 400, dai primi per le montagne degli Appennini, fino a quelli sulla riviera di Ponente, da Genova a Ventimiglia. Con il sole ad abbrustolirmi il fianco sinistro del corpo e della faccia ho avuto, devo  ammetterlo, la fortuna di un clima meraviglioso, fin qui ho preso solo un brutto temporale a Torriglia, ovvero quando gli Appennini erano ormai in discesa. Ho percorso i lungomare, quelli che sono stati riqualiicati recentemente grazie al recupero della vecchia linea ferroviaria. Un progeto meraviglioso che sono stato flice di scoprire e percorrere. 

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L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni

Dresda

Le sorprese che spesso regala il mettersi in viaggio sono tante e inaspettate.

Come vi ho raccontato nell’articolo su Berlino, questo inverno ho deciso di trascorrerlo in Europa e soprattutto in Germania. Come da mie abitudini non volevo  percorrere i classici itinerari turistici e così, dopo un rapido assaggio della capitale sono saltato su un bus in direzione Dresda, una città che da tanti anni riecheggiava nella mia testa a causa di un quadro.

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Berlino: qui sono straniera e tuttavia è tutto così familiare. In ogni caso non ci si può perdere: s'arriva sempre al muro.

Berlino

Dopo tanto, tantissimo mondo, una volta rientrato a casa ho iniziato a sentire la necessità di conoscere anche le realtà più vicine a me, e così dopo aver attraversato l’Italia in lungo e in largo per presentare il mio libro L'Orizzonte Ogni Giorno Un Po' Più In Là e la mia avventura era giunto il momento di volgere i miei orizzonti verso la vicina Germania e soprattutto verso una città che non potevo perdonarmi di non aver ancora vissuto: Berlino.

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A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte. A solo pochi eletti la luce dell'aurora

Iceland below zero

 

Il viaggio come pura condivisione di momenti ed emozioni.

L’Islanda era la terra giusta, dove la natura ti lascia costantemente a bocca aperta per paesaggi straordinari: cascate, fiordi, geyser, vulcani.

Ma avevo un sogno che d’estate non si può realizzare poiché le tenebre manco appaiono. E di sogni io vivo.

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IL MONDO HA BISOGNO DI SOGNATORI E I SOGNATORI HAN BISOGNO DELL’ISLANDA.

Islanda
Devo ammettere che tornare a viaggiare dopo circa quattro mesi trascorsi a casa mi ha suscitato strane e contrastanti emozioni. Da un lato sono stato ...
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I feel food in... Polonia!

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a cura della Dr.ssa Alessandra Bosetti Dietista Clinico Clinica Pediatrica – A.O. Luigi Sacco, Milano Le cronache medioevali descrivono la cucina polacca come molto piccante e basata su carni e grani. Rispetto ad altre cucine europee dell'epoca erano molto usate le spezie, soprattutto il pepe, la noce moscata e il ginepro anche perché era fiorente l'importazione dai paesi orientali a prezzi bassi. L'uso del miele e della rapa era molto comune. Tra gli alcolici più famosi la birra e l'idromele con il vino proveniente soprattutto da Slesia e Ungheria. Nel 1518 la regina Bona Sforza rivoluzionò la cucina polacca portando nel paese i cuochi italiani. Stanisława Augusta porterà ulteriori modifiche alla tradizione con la moda della cucina francese, molto leggera. Saranno successivamente pubblicati una serie di libri di Jan Szyttler, allievo di un celebre cuoco di re Paula Tremona. I piatti che si possono dire tradizionali provengono ancora oggi da ricette di autori del XIV secolo come Lucyna Ćwierczakiewiczowa L'ingrediente principale è la patata, ma sono molto celebri le carni di maiale affumicate e le zuppe. Il pranzo è il pasto principale della giornata, ed è consumato nelle prime ore del pomeriggio. Le portate sono una zuppa o minestra, seguita da un piatto generico e verdura ed infine il dolce accompagnato da tè, o succo di prugne o rabarbaro. Tra le minestre tradizionali la barszcz, una zuppa di barbabietole, la żurek, una minestra di farina di segale acida, la ogórkowa, una minestra di cetrioli, e la kapuśniak, a base di cavoli. Il più celebre e tradizionale piatto polacco è il bigos, uno stufato di carne, cavoli e crauti, con aggiunta di prugne secche ed altre spezie. Tra i piatti celebri i pierogi, ravioli ripieni, a scelta, di formaggio, funghi, frutta, cavoli o carne, i Gołąbki, involtini di cavolo ripieni di carne e di riso, i pyzy, gnocchi di patate con o senza ripieno di carne, e la karp, carpa in gelatina o fritta. Tra i dolci tipici si possono annoverare: makowiec, il cui ingrediente principale sono i semi di papavero, sernik a base di formaggio fresco e piernik a base di miele e spezie. Qualche numero….nutrizionale: (valori medi per porzione) BIGOS energia: 205Kcal protidi. 15g Lipidi: 13,5g di cui 9,60g animali Colesterolo: 35mg CHO: 5,8g Indice glicemico: 67,39g Fibra alimentare: 2g PIEROGI: energia: 244Kcal protidi. 30g Lipidi: 4,5 g di cui 5 g animali Colesterolo: 36mg CHO: 21,48g Indice glicemico: 70 Fibra alimentare: 2g SERNIK: energia: 582Kcal protidi. 38,9g Lipidi: 31g di cui 18,60g animali Colesterolo: 87mg CHO: 38,87g Indice glicemico: 80 Fibra alimentare: 2g

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Из России с любовью

Cattedrale di San Basilio

Sul treno che da Varsavia mi ha portato a Mosca credo di aver assaggiato per la prima volta l’esperienza di un treno dell’ Est, sono partito alle 17 e l’arrivo era previsto per le 11 del mattino seguente. Mi sono trovato nello scompartimento con un ragazzo moldavo e con Andriy, un signore russo che si è da subito mostrato una bravissima persona. Andriy è un pendolare e fa spesso la tratta Varsavia – Mosca. Ingegnere, lavora tra Polonia, Germania e anche Italia. E’ stato pertanto facile fin da subito far conversazione, pur con le difficoltà del caso: i russi infatti, oltre che scrivere in un altro alfabeto, il cirillico, non parlano una parola di inglese. La notte è passata bene, Andriy mi ha offerto una cena nel vagone ristorante a base di una Salamka Sbornaje, una tipica zuppa della zona, e di una birra. 

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