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283 giorni, 17 nazioni, 46.662 chilometri, senza aerei.

283 giorni, 17 nazioni, 46.662 chilometri, senza aerei.

"Non siamo ricchi in base a ciò che possediamo, ma in base a ciò che possiamo fare senza possedere nulla." I.Kant

Chi sono quelle persone che, come me, hanno scelto il viaggio come stile di vita? Chi siamo? Mi guardo in giro mentre viaggio il mondo e vedo una tribù di uomini e donne provenienti da ogni parte del globo, dispersi a ricercare, a sperimentare, a fotografare, a raccontare.



Nomadi? Può darsi, di sicuro siamo persone che non riescono a stare ferme, e tantomeno ad adattarsi a certe regole della società che ci vogliono in uniforme predefinita a barattare la nostra vita, il nostro preziosissimo tempo, in cambio di pochi spiccioli.
Siamo persone che non riescono ad essere sedentari, con il corpo e la mente che ne rifiutano il concetto stesso, ribellandosi.
L’abitudine è pura nemesi.

Chi viaggia non viaggia tuttavia solo per il gusto di andare, per evadere, per lasciarsi tutto alle spalle. No, si viaggia per evolversi. Confrontandosi quotidianamente con nuove esperienze, spostando ogni giorno la linea dell’orizzonte un po’ più in la, non passa ora che non si impari qualcosa di nuovo. Affascinati da ogni cultura, ci si immerge in ogni esperienza pronti a goderne con l’anima le sue profondità.

Se ci penso sembriamo animali con lo zaino, in spalla o sempre lì, pronto ad essere riempito, ed il sorriso stampato sulla faccia e riflesso negli occhi.
Siamo degli animali disadattati. È vero.
Nel momento in cui si chiude la porta di casa e ci si lascia tutto alle spalle, si entra nel club.
Non si sta male anzi, ma non lo nego: siamo incapaci di adattarci alla società.
In compenso sviluppiamo un’incredibile capacità di adattamento al mondo, quello vero, quello della natura, degli animali e delle relazioni umane.
Come per magia il punto di vista cambia e i disadattati, per noi, sono gli altri, quelli che non riescono ad adattarsi al sorgere e al tramontare del sole, al ritmo delle stagioni, alla natura che li circonda.
Forse siamo dei pazzi e come tali crediamo che il resto del mondo sia folle.
Non abbiamo verità in tasca anche se molte persone tendono ad attribuircene qualcuna. Abbiamo tante domande in testa, forse più di quelli che stanno a casa.
Ci limitiamo ad ascoltare la nostra voce interiore e parliamo, conversiamo e ci confrontiamo con essa. Parliamo tantissimo a noi stessi e la cosa più bella è che a se stessi si parla sempre senza menzogne o filtri.
Meditiamo. Sempre. Sia che stiamo camminando, che stiamo viaggiando su un bus locale, o che seduti su di una roccia, contempliamo un tramonto.
La nostra voce interiore ci dice di provare ad essere liberi ed inseguire i sogni.
Ma inseguire i propri sogni ricercando la libertà significa affrontare le proprie paure, fare sacrifici, lasciare la famiglia, gli affetti , gli amici, dover lasciar andare le persone che ami.
Non credo sia importante con quanti soldi si viaggi, anche se la maggior parte delle persone pensano che chi ha scelto questa vita ne abbia in abbondanza per permettersi di non lavorare. Non è vero: sono i risparmi di una vita, o di un periodo passato a lavorare sodo e duramente solo per potersi guadagnare una piccola bolla.
Una piccola bolla itinerante in cui vivere veramente.
Intendiamoci, viaggiare costa sacrifici e a volte occorre lavorare durante il viaggio per potersi permettere di prolungare la vita sulla strada.
I soldi non vengono più misurati in quantità di cose da poter comprare, ma in numero di giorni per poter continuare a viaggiare. Diventano a tratti quell’unica variabile che permette di gustare un giorno in più nel mondo, nelle sue culture, nelle sue religioni, nelle sue persone, nei suoi paesaggi e nelle sue opere d’arte.

In fondo credo che l’insegnamento più grande impartito dalla strada che ci accomuna sia che meno cose possediamo meglio viviamo. Quando si viaggia veramente si impara a vivere con pochi chili di bagaglio sulle spalle e, talvolta, per anni interi. Immaginatevi una vita senza cellulare né computer, molti l’hanno scelta proprio così.
Di sicuro riusciamo a vivere senza comfort. Può capitare una notte di dormire in ostello, un’altra in una capanna sulla spiaggia, un’altra in una luridissima guesthouse, in una tenda, in un amaca, nel piazzale di una stazione per terra con i gradini a fare da cuscino, oppure ospitati a casa di famiglie locali, in monasteri, in baracche. E poi ancora, per risparmiare, su treni, bus, furgoni, barche.
Il fatto è che un letto, un bagno in camera, l’acqua calda nella doccia diventano lussi apprezzatissimi perché si impara a non darli per scontati.

I piccoli fastidi quotidiani non rovinano le giornate, anzi. Le disavventure sono messaggi, segnali dell’universo, a cui abbandonarsi. Si soffre sulla strada, viaggiando su bus scassati, in classi popolari, con sedili scomodi, oppure in autostop.
Gli spostamenti, gli itinerari sono spesso programmati, ma poi quanto è divertente stravolgere tutto seguendo le correnti universali!

Capita che le persone ci definiscano coraggiosi perché viaggiamo soli e anche se per la maggior parte del tempo lo siamo, non siamo mai realmente soli. In realtà occorre affrontare le proprie paure senza nascondersi dietro un dito consci di essere noi stessi l’unica vera risorsa su cui fare affidamento. È coraggio? Non lo so.
Perché poi quando questo non basta c’è il mondo a venire in aiuto. Se si impara a rispettare le persone queste non ti lasceranno mai in difficoltà.

Chi ha scelto di dedicare la propria vita al viaggio guarda la Vita negli occhi con un sorriso, quel sorriso che permette di tenere accesa la luce ed illuminare le persone intorno.
Ma è un sorriso che è frutto di una ricerca: un sole nuovo ad ogni alba, un cielo stellato diverso ogni notte, amici nuovi in ogni città, umanità nelle piccole e povere cose.
È l’abbandonarsi alle situazioni che ci rende davvero felici.
I sorrisi che si incrociano sono universali e non importa quale linguaggio risuoni nell’aria, si possono scrutare le storie delle persone attraverso il sorriso.

Chi viaggia ha dedicato tutta la sua anima alla strada.
Anche quando non la sta percorrendo sta lavorando per risparmiare per il prossimo viaggio. Sapendo che quel giorno prima o poi è in arrivo, quel pensiero permette di combattere ogni giorno nella società in cui si è costretti a vivere: una sorta di linfa vitale.

Il viaggiatore, il nomade, lo zingaro, l’avventuriero lo riconosci subito: innamorato delle persone, delle loro storie, degli incontri, apre il proprio cuore a perfetti sconosciuti. Senza paura del prossimo, anzi, attratto per così dire, conscio che ognuno possa aggiungere qualcosa al proprio bagaglio di esperienza.

Quando saranno vecchi, e saranno definiti i pazzi del villaggio, avranno storie da raccontare ai vostri figli e nipoti. Saranno quelle storie di avventure selvagge, di sogni vissuti, di luoghi incantevoli, di amori consumati con passione selvatica, di paure superate, di frontiere conquistate, di lezioni imparate dalla strada e da una vita vissuta. Che questi viaggi possano ispirarli a combattere per difendere la propria dignità e la propria libertà! Ma basterà che imparino a ragionare con la propria testa rifiutando le verità pre costituite.

Per il viaggiatore il viaggio è la verità. È quella verità che illumina, mentre si continua a vagare nei territori del mondo.
Vive l'emozione di un momento conscio che un giorno finirà. Proprio questa consapevolezza lo fa assaporare e gustare pienamente.
E alla fine, tutto ciò che importa sono le esperienze. Ogni percorso, ogni strada che ha intrapreso, ogni persona incontrata, ed ogni esperienza vissuta diventa parte di sé.
La verità è che ci siamo aperti al mondo, lasciati sedurre abbracciandone tutto il suo valore, lasciando che tutti i suoi insegnamenti arrivassero senza filtri.

Il viaggio è metafora della vita. Si decide di lasciare, si viaggia, si cammina su nuove strade, si vedono posti nuovi, si conoscono nuove persone e alcune di loro diventano nuovi amici. Poi arriva il momento in cui tutto finisce.
Bisogna dire addio ai luoghi e alle esperienze.
Bisogna dire addio alle persone con cui si hanno condiviso momenti indimenticabili. Dire addio è difficile. Ma il bello è che ognuno prende la propria strada e a volte capita che queste strade si incrocino nuovamente.

I viaggiatori hanno vecchi amici in ogni angolo del mondo.


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Who are those people who have chosen to travel like me? I look around while I discover the world and I see a group of men and women coming from all over the world, lost in searching, experiencing, taking pictures, telling stories.
Nomads? Maybe, for sure we are people who can’t stand still and adapt to some society’s rules that want us to wear predetermined uniforms to trade our life, our precious time in exchange for a few money. We are people who can’t be sedentary, our bodies and minds refuse the idea itself, rising up. The habit is pure curse.
Who travels doesn’t do it just to go, escape, leave everything behind. No, traveling is made to evolve yourself. Every hour, you learn something new, dealing daily with new experiences, moving further the skyline. We are charmed by every culture, every experience is plenty enjoyed in its intensity by our soul.
If I think about it, we look like animals with a backpack on our shoulders or always next to us, ready to be filled up and an imprinted smile glaring in our eyes. We are unsuited animals. It’s true. As soon as the house’s door is being closed, you enter in the club. It’s not bad actually, but I can’t deny we can’t adapt to society. On the other side, we develop a great capacity to adapt to the world, the real one, the one of nature, animals and human relationships. Magically the point of view changes and the unsuited ones for us are the others, those who can’t adapt to the sunrise and sunset, to the rhythm of seasons, to the surrounding nature.
Maybe we are crazy and so we believe the rest of the world is foolish. We have no certainties in our pockets even though many people tend to bestow us some. We have many questions in our head, maybe more than people at home. We just listen to our inner voice and speak, chat and we compare ourselves with it. We speak a lot to ourselves and the best thing is avoiding lies and filters.

We meditate. Always. While walking or sitting on a local bus or sitting on a rock, we admire the sunset. Our inner voice tells us to be free and follow our dreams. Following your dreams trying to find happiness means dealing with your fears, making some sacrifices, leaving your family, loved ones, friends, leaving people you love.
I don’t think the amount of money you travel with is important, even though most of people believe that who has chosen this life has plenty of it having left their job. It’s not true: they are life savings or past periods of hard work to earn a small bubble. A small itinerant bubble where living for real is possible.
Let’s make it clear, traveling means sacrifices and sometimes working during the trip is necessary to prolong your street life. Money is not measured by the amount of things you can buy with it but by the number of days to keep traveling. Money become the only variable to enjoy one day more in the world, in its cultures, religions, people, landscapes and works of art.

The most important teaching, coming from the street, is: the less you have the better you live. When you travel for real, you learn to live with few kilos on you back and sometimes it’s for years. Try to imagine a life without cellphones and computers, many took this choice. We can live without comforts for sure. One night you can sleep in a hostel, another one in a bungalow on the beach, another one in a dirty guesthouse, in a tent, in a hammock, on the train station ground with a step as a pillow, or again, hosted by local families, monasteries or shacks. To save money, trains, buses, vans and boats are fine. The fact is that a bed, a bathroom in the room, hot water shower become appreciated luxuries because you don’t give them for granted.
Actually, small daily inconveniences don’t ruin your day; misadventures are messages, universe’s signals to lose yourself into. On the road, traveling on busted buses, in low classes, uncomfortable seats or by hitch-hiking is painful. Transfers and itineraries are often planned but it’s so much fun to turn them upside-down and follow universal strains!
Sometime people call us brave because we travel by ourselves but, even though we are lonely most of the time, we are never really alone. Actually, being bold and dealing with our fears, without hiding ourselves behind a finger, is necessary because it’s our only resource to rely on. Is it brave? I don’t know. When this is not enough, the world comes for help. If you learn to respect people, they won’t ever leave you in a spot.
Who chose to dedicate his own life to travel, look at life in the eyes with a smile, that smile allows the maintenance of your inner light which illuminates people around you. This smile is the fruit of a research: a new sun every sunrise, a different starry sky every night, new friends in every city, humanity in little and poor things.
Lose yourself into experiences, makes us really happy.
You meet universal smiles and the language resounding in the hair is not important, people stories can be seen in their smiles. Who travels has dedicated his soul to the street. When he’s not sweeping the road, he’s working to save money for the next trip. He knows that day is coming, that thought allows him to fight the society he lives in: vital nourishment.
The traveler, the nomad, the gypsy, the adventurer is recognizable: he’s in love with people, with their stories, with encounters. He opens his own heart to perfect strangers. He’s not afraid of his neighbor, actually he’s enthralled by him, he’s aware everyone can add something to his life’s experiences.
In the old age, when he will be considered the foolish of the village, he will have stories to tell to your children and grandchildren. These stories concern wild adventures, fulfilled dreams, charming places, passionately consummated love, won fears, conquered borders, streets’ teachings and plenty lives. These journeys may inspire them to fight to defend their own dignity and freedom. It will be enough to learn to think with their own head, refusing established truths.
The journey is the truth for the traveler. That is the illuminating truth while he keeps wandering around the world. He lives the emotion of a moment aware of its caducity. This awareness allows him to fully relish and taste life. At the end, only experiences count. Every pathways, every roads he took, everyone he met, every experience he lived, are parts of him. The truth is we are open to the world; we have been seduced by it hugging its value, leaving its teaching reaching us without filters.
Journey is the metaphor of life.
You decide to leave and you travel, walk on new roads, view new places, met new people and some of them become your friends. Then here it is the end! You have to say goodbye to places and experiences. You have to say goodbye to people you shared precious moments with. Saying goodbye is hard. The good thing is that everyone takes different roads but maybe you met one another again.

Travelers have old friends all over the world.

Conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte. Non es...
Le mille luci di Hong Kong

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Commenti 8

Ospite - Fernanda il Venerdì, 13 Marzo 2015 08:15

Credo sia l'articolo più bello che tu abbia scritto finora *_*

Credo sia l'articolo più bello che tu abbia scritto finora *_*
Ospite - Claudio il Lunedì, 23 Marzo 2015 06:21

Wow... lo covavo da un po'... aspettavo il momento buono per pubblicarlo!!!

Wow... lo covavo da un po'... aspettavo il momento buono per pubblicarlo!!! ;)
Ospite - CLAUDIA il Venerdì, 13 Marzo 2015 09:48

Mi hai emozionato nel profondo , con questo tua scrittura fluida , essenziale , vera , riesci con semplicità e chiarezza a descrivere i tuoi stati d'animo , i tuoi pensieri , che poi sono anche i nostri e tu ci rendi partecipi del tuo mondo, della tua vita ! Sei un grande comunicatore , emani energia positiva , gioia di vivere , felicità , fanne un libro in futuro di tutti questi tuoi scritti !! Complimenti per come sei , perché tutto questo arriva ... e un enorme grazie ! Namastè

Mi hai emozionato nel profondo , con questo tua scrittura fluida , essenziale , vera , riesci con semplicità e chiarezza a descrivere i tuoi stati d'animo , i tuoi pensieri , che poi sono anche i nostri e tu ci rendi partecipi del tuo mondo, della tua vita ! Sei un grande comunicatore , emani energia positiva , gioia di vivere , felicità , fanne un libro in futuro di tutti questi tuoi scritti !! Complimenti per come sei , perché tutto questo arriva ... e un enorme grazie ! Namastè
Ospite - Claudio il Lunedì, 23 Marzo 2015 06:20

Puoi scommetterci!

Grazieeeee

Puoi scommetterci! ;) Grazieeeee
Ospite - Arioh il Sabato, 14 Marzo 2015 15:14

...chi ha scritto prima di me mi ha tolto le parole di bocca, mi associo in pieno a quanto scritto sopra, Claudio complimenti anche per queste bellissime testimonianze scritte!
Come sta andando in Australia?

Ciao ciao
Arianna

...chi ha scritto prima di me mi ha tolto le parole di bocca, mi associo in pieno a quanto scritto sopra, Claudio complimenti anche per queste bellissime testimonianze scritte! Come sta andando in Australia? Ciao ciao Arianna
Ospite - Claudio il Lunedì, 23 Marzo 2015 06:20

Ciao Arianna!!!! Grazieeeeeee! alla grande qui downunder!

Ciao Arianna!!!! Grazieeeeeee! alla grande qui downunder! ;)
Ospite - micky_swarz il Lunedì, 11 Luglio 2016 21:12

I veri eroi non indossano le calzamaglie.
I veri eroi sono quelli che ci regalano una speranza.
Grazie, grazie davvero per questa speranza. Buon cammino Claudio.

I veri eroi non indossano le calzamaglie. I veri eroi sono quelli che ci regalano una speranza. Grazie, grazie davvero per questa speranza. Buon cammino Claudio.
Ospite - Claudio il Martedì, 12 Luglio 2016 21:32

Cavolo grazie per l'altissima considerazione!!!!

Cavolo grazie per l'altissima considerazione!!!! :)
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Ospite
Mercoledì, 16 Gennaio 2019
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