È la seconda volta che torno in Giappone. Un paese molto particolare, dalle tante e diverse sfaccettature ma che ha sempre richiamato la mia mente per una cosa che almeno una volta nella vita va vissuta e ammirata: l'hanami, ovvero la fioritura dei ciliegi. In realtà HANAMI significa letteralmente un'altra cosa, ovvero l'atto di guardare i fiori.
Si scrive infatti 花見 dove Hana 花 è fiore, mentre 見 è Mi ovvero la contrazione del verbo 見る che significa guardare. Oggi quindi Hanami, significa guardare i fiori di ciliegio, i sakura, nella loro sbocciatura, anche se probabilmente sarebbe più corretto "contemplare la bellezza" di questi fiori delicati e bellissimi. L'origine di questo fenomeno è millenaria e si basa ovviamente su storie, leggende e persino superstizioni.
L'ORIGINE DELL'HANAMI
Innanzitutto chiarisco subito che questi alberi sono prettamete ornamentali, alcuni non danno proprio frutti, ma altri ne danno ma non golosi come le ciliegie europee. Sono quindi coltivati unicamente per la loro bellezza e per il significato del senso della vita intrinseco che il Giappone è riuscito a offrirgli. La leggenda pare nascere dal VII secolo d.C. quando un sacerdote potentissimo della città di Yoshino piantò questi alberi e lanciò una infausta maledizione contro chiunque osasse abbatterli. Guarda caso, il ciliegio più diffuso in Giappone è il Somei Yoshino (Prunus x Yedoensis), caratterizzato da 5 petali, numero molto importante in Giappone perché richiama nel Buddhismo la divisione dei 5 punti cardinali e se ciò non bastasse il dio del fuoco secondo la cosmogonia giapponese era diviso proprio in 5 parti. Inizialmente si contemplavano i fiori di prugno ma il fiore di ciliegio divenne presto il simbolo della casta dei guerrieri giapponesi, i samurai, in contrasto invece con i pruni che erano il fiore simbolo della nobiltà.
I SAMURAI E I FIORI DI CILIEGIO
Cosa lega indissolubilmente il fiore di ciliegio ai samurai? Era il simbolo dei valori in cui bisognava credere ciecamente come la lealta’ verso il proprio daimyo, 大名 letteralmente "grande nome", traducibile oggi con signore feudale. Lealtà sì, ma anche coraggio e purezza. Ed è proprio la purezza, così come la fragilità di questo fiore che ancora nel pieno della sua bellezza si stacca dai peduncoli e preso dal vento cade a rappresentare la bellezza effimira e la fragilità, la caducità della vita stessa e per un samurai, la metafora della morte ideale. Il guerriero samurai crede fermamente che nel pieno della forza e del vigore si cerchi la morte in battaglia, anelandola come un tramite per la vita eterna.
L'HANAMI NELLA STORIA
Durante la Seconda Guerra Mondiale i giovani soldati giapponesi erano considerati i "fiori di ciliegio" e ciò fu dovuto anche dal governo stesso che incoraggiava l’idea di vedere nei fiori di ciliegio caduti le anime dei soldati morti in battaglia. Nei diari dei giovani piloti kamikaze spesso si leggevano frasi del tipo "Lasciateci cadere come fiori di ciliegio". Parlando di queste storie i giapponesi amano ricordare il sacrificio dei marinai della corazzata Yamato, nell’ultimo loro viaggio verso la battaglia di Okinawa. Consapevoli del destino che li attendeva, nel pomeriggio del 6 aprile 1945 salparono durante la fioritura dei ciliegi stessi e voltandosi verso la propria terra pregavano che il loro sacrificio riuscisse a salvare il Giappone "Addio ciliegi in fiore" le loro parole mentre le coste dell’amato Giappone con una fioritura che sembrava un inno alla bellezza della vita sembravano dire anch’esse addio a quei giovani. E infatti, il 7 aprile, il giorno dopo la loro partenza, morirono nella distruzione della Yamato.
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L'HANAMI OGGI
Ormai, complici i mezzi di comunicazione moderni e la globalizzazione, l'Hanami è diventato un fenomeno mainstream ma non ne è stata minimamente intaccata la bellezza. Alcune curiosità:
- Ogni rete televisiva ha un servizio metereologico sul’esatto giorno di fioritura.
- Anche grandi artisti occidentali ne celebrarono la bellezza come per esempio Neruda che, in una delle sue poesie più belle disse "voglio far con te quello che la primavera fa con i ciliegi"
- I grandi direttori d’azienda mandano i loro sottoposti il giorno prima nei grandi parchi per poter prendere i posti migliori vicino a questi grandi alberi di ciliegio.
- Il fiore simbolo del Giappone è in realtà il crisantemo, ovvero il fiore che rappresenta l'Imperatore
- Il colore dei fiori varia dal bianco al rosa porpora, il colore porpora si dice, nei detti popolari che venga preso da quei alberi di ciliegio dove vengono sepolti i guerrieri più gloriosi.
- In Giappone, l’anno scolastico inizia in primavera, ed anche i nuovi diplomati e laureati cominciano la loro vita lavorativa con la fioritura dei ciliegi.
"Tu e io, fiori di uno stesso ciliegio,
sbocciamo nel cortile dello stesso corpo di aviazione.
Così come sbocciamo alla stessa data,
dovremmo cadere nello stesso giorno.
Siamo destinati a sfiorire con coraggio e insieme
per difendere il nostro paese."
da Ero un kamikaze di Nagatsuka Ryuji