By Trip Therapy on Mercoledì, 10 Luglio 2019
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#STOPOVER: 12 ORE A MONACO

Sono sempre stato una persona che cerca di cogliere le opportunità dai contrattempi. È una lezione imparata drasticamente durante il mio giro del mondo senza aerei: se succede qualcosa che ti fa cambiare strada oppure stravolge i tuoi piani non piangerti addosso, rimboccati le maniche e cerca di trasformare quella noiosa seccatura in qualcosa di memorabile.  

Inoltre oggi tra la tecnologia e internet tutto è ancora più alla portata di mano così come i flussi di informazioni.

Ma andiamo con ordine...

 

Mi trovavo in Portogallo durante una vera e propria vacanza -il che fa strano sentirlo dire da una persona che passa più di 300 giorni all’anno in viaggio- quando, di ritorno verso l’Italia, ho scoperto che il mio volo da Monaco di Baviera, che era il mio scalo, era stato cancellato. Sarei stato reimbarcato su un medesimo volo ma 12 ore più tardi.

Poco male, sono arrivato a Monaco in mattinata e avevo a disposizione tutta la giornata per visitare una città in cui non ero mai stato e di cui non conoscevo assolutamente nulla. Figata!!! Non stavo già più nella pelle all'idea di poter vedere un luogo nuovo, scoprirne le storie, i colori, i profumi, le architettutre e il cibo.

MONACO

Per prima cosa ho dato un’occhiata alla mappa e mi sono accorto che dall’aeroporto era facilmente raggiungibile  la piazza principale della città e così mi diressi proprio la per iniziare la mia inedita esplorazione. Ho cominciato a pubblicare stories su Instagram in cui chiedevo ai miei follower dei suggerimenti e avendo più di 30.000 persone che mi seguono è stato facile ottenere decine di preziosi suggerimenti.

Arrivato nella piazza principale, Marienplatz - la piazza dedicata alla Madonna la cui statua campeggi sulla colonna nel centro della piazza, ho scoperto che vi sono ben due municipi, uno moderno e l’altro antico (Alte risalente al '400 e Neue Rathaus invece dei primi '900) anche se all’inizio li ho confusi. La piazza è molto bella e pittoresca e la torre più alta del Rathaus ospita un orologio con uno dei carillon più grandi al mondo, il Glockenspiel meglio conosciuto come il grande carillon. Nella stessa piazza si trova anche lo Spielzeugmuseum, il Museo del Giocattolo. Dopo quello dell’orologio astronomico di Praga, quello di Monaco di Baviera è tra i più belli da vedere in Europa ed è caratterizzato da due differenti rappresentazioni, che si susseguono l’una all’altra.

La prima è una giostra in onore di Guglielmo V di Wittelsbach che sposò Renata di Lotaringia, la seconda è la famosa danza dei Bottai (Schäfflertanz). Ben 43 campane e 32 statue ogni giorno prendono vita, per inscenare una delle rappresentazioni più importanti di tutta la città, che desta sempre molto interesse dei numerosi turisti che affollano la città. 

Mi hanno raccontato che anche la sera qualche minuto prima delle 21.00 c’è una sorta di “ninna nanna” che i tedeschi chiamano Das Münchner Kindl wird zu Bett gebracht (il bambinello di Monaco viene portato a letto) quando alcune statue iniziano a muoversi con due diversi carillon, con sottofondo la famosa ninna nanna di Brahms.

la cattedrale e la sfida al diavolo

“Devi visitare la cattedrale, è bellissima e al suo interno c’è l’orma del piede del diavolo” mi scrivono. “L’orma del diavolo in una chiesa? Devo subito visitarla!” E infatti la trovai ma purtroppo la facciata principale era in restauro. Vi confermo tuttavia che al suo interno vi è davvero l’impronta di un piede e la storia è quantomeno bizzarra: si racconta che i costruttori della chiesa sfidarono Satana, affermando che avrebbero realizzato una cattedrale senza finestre. Puntando lo sguardo verso l’altare dal punto in cui si trova l’orma, le finestre sono coperte dalle colonne: a quanto pare, grazie a questo stratagemma, i costruttori riuscirono a vincere la scommessa con il Diavolo, che si accorse di esser stato preso in giro soltanto dopo la consacrazione della Cattedrale.

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Birra, surf e pretzel

Mi era venuta fame e così sono andato a mangiarmi un bel hot dog poco distante dalla piazza nel mercato di Monaco chiamato Viktualienmarkt. È un mercato semi aperto, coloratissimo, profumatissimo e soprattutto gustosissimo! Lo so che il cibo tedesco non è famoso e non certo uno dei migliori al mondo ma vi assicuro che potete mangiare molto bene anche qui.

Ben rifocillato mi sono così diretto verso l'Englischer Garten, ossia Giardino inglese, un parco molto vasto e ben curato dove gli abitanti di Monaco amano passare le giornate, specialmente d’estate. Distesi sui prati oppure camminando tra i prati o ancora in bicicletta o addirittura con una tavola da surf.

Avete letto bene, infatti nel mezzo della città, vi è un luogo chiamato Eisbach, un piccolo fiume artificiale affluente dell'Isar che, in un determinato punto, genera una particolare onda dove le persone del posto si danno appuntamento per surfare. Davvero insolito e a mio avviso imperdibile perché estremamente interessante è anche la schiera di persone e il modo con cui tutti, in rigoroso ordine tedesco, aspettano il proprio turno per lanciarsi a cavalcare l’onda.

Essendo un pomeriggio estivo ovviamente tanta era anche l’arsura e ovviamente non mi ero per nulla dimenticato del fatto che la Germania é il più importante produttore mondiale di birra e quindi nessuno avrebbe potuto negarmi un bel litrozzo accompagnato da un paio di pretzels.

Ho scelto il birrificio più antico ovvero l’HB e ho potuto constatare come davvero la birra sia parte imprescindibile della cultura tedesca e come questi luoghi siano belli e affascinanti. Camerieri vestiti con abiti tradizionali, un bel giardino ampio, boccali solo da un litro, risate e vociare, stinchi fumanti e patate.

Tra un pretzel e una birra  perdo il senso del tempo ed erano infatti  già trascorse nove ore e la ripartenza era ormai prossima, così trangugiai l’ultimo sorso di birra per fiondarmi in metropolitana e raggiungere l’aeroporto per tornare finalmente a casa. Decisamente stravolto, ma con una città in più nel mio bagaglio vissuta per poco ma intensamente.

Potevo davvero perdermi tutto questo aspettando in aeroporto e mangiando patatine fritte?

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