Un viaggio straordinario, alla scoperta delle aree più remote dei deserti e altopiani namibiani. Fuori dai sentieri battuti, con le nostre esperte guide namibiane abbiamo vissuto un'avventura semplicemente indimenticabile. La conoscenza e l'esperienza di queste guide sono state preziose per poter organizzare in completa sicurezza esperienze che ti portano in un terreno a volte desolato e inospitale.
Safari
Arriviamo nella capitale Windhoek nel pomeriggio, giusto il tempo di recuperari i mezzi per poi concederci una delle pochissime notti su un letto di albergo, ma ci sta, alla prima sera, dopo un lungo volo, è importante partire pieni di energie e carica. Il gruppo è fantastico, insieme al fido Stefano ci alterniamo alla guida e dopo aver fatto un po' di spesa (tra cui ovviamente il cappello da safari) in meno di un'ora siamo già in modalità off road. Sì perché le strade namibiane sono per lo più non asfaltate e ho imparato presto a mangiarne la polvere. Safari, dai più erroneamente riferito solo ed escousivamente all'avvistamento di animali, significa in realtà "in viaggio" e sinceramente non pensavo che questo safari si sarebbe tradotto in una delle esperienze più belle, intense e divertenti di tutta la mia vita.
Deadvlei
Se bisognava iniziare col botto ci siamo riusciti perché la nostra primissima destinazione è stato il deserto del Sossusvlei, situato nel pittoresco parco nazionale Namib-Naukluft, ovvero il luogo in cui si trovano le iconiche dune di sabbia rossa del Namib. I limpidi cieli blu contrastano con le gigantesche dune rosse per rendere questa una delle meraviglie naturali più panoramiche dell'Africa e il paradiso dei fotografi. Questa maestosa destinazione è probabilmente l'attrazione principale della Namibia, con le sue dune uniche che raggiungono quasi i 400 metri, alcune delle più alte del mondo. Queste iconiche dune prendono vita alla luce del mattino e della serae non si può far altro che restare li a contemplarle. Siamo saliti in cima a Big Daddy, 385 metri di sabbia rossa per poi lanciarci a correre in discesa verso Deadvlei, un bianco deserto di sale e argilla punteggiato da alberi secolari: per molti l'immagine simbolo di tutto il territorio namibiano. Questa antica teglia di argilla era un tempo un'oasi, costellata di acacie e alimentata da un fiume che improvvisamente cambiò rotta, lasciando che la terra si prosciugasse con gli alberi che precedentemente sosteneva. Così asciutte erano le condizioni climatiche che gli alberi non si erano mai decomposti, ma erano completamente dilavati di umidità, cosicché oggi, 900 anni dopo, rimangono come sentinelle essiccate e annerite che punteggiano la superficie incrinata della padella. Circondati dalle dune rosso-rosa del deserto della Namibia, creano uno spettacolo semplicemente surreale.
L'oceano atlantico
Lasciate le dune rosse la nostra avventura ha spostato l'orizzonte verso ovest, verso l'oceano Atlantico fino a Swakopmund, città situata lungo la spettacolare costa della Namibia, nota per i suoi viali ampi, l'architettura coloniale e il suo terreno desertico ultraterreno. Fondata nel 1892 come porto principale dell'Africa occidentale del Sud, Swakopmund è spesso descritta come più tedesca della Germania. Oggi Swakopmund è una città balneare, capoluogo dell'area turistica della Skeleton Coast e gode di un mix eccentrico di influenze tedesche e namibiane e nelle sue acque si possono scorgere colonie di fenicotteri rosa e addirittura foche, sicuramente non l'animale che uno si aspetterebbe a queste latitudini! Infatti già dal giorno seguente ci siamo mossi rientrando nel cuore del paese, attraverso sentieri e strade off road non segnalate alla ricerca del raro e in estinzione rinoceronte nero. Non siamo stati fortunati anche se già solo l'esperienza di guidare in quelle condizioni è stata un'esperienza che da sola vale il prezzo del viaggio!
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Save the Rhino Trust
Niente rinoceronte nero, ma per gli animali selvatici era solo questione di ore quando siamo infine giunti all'Ugab Save the Rhino Trust Camp, a Brandberg. Situato nel nord-ovest della Namibia, il massiccio di Brandberg (Fire Mountain) è la vetta più alta della Namibia, con il Königstein (King's Stone), che si erge a ben 2573 metri sul livello del mare. Save the Rhino Trust Namibia ha lavorato instancabilmente in questa zona per proteggere il rinoceronte nero adattato nel deserto delle regioni di Kunene ed Erongo. Dal punto di quasi l'estinzione, la popolazione di rinoceronti è ora in aumento e tanto è stato grazie a questa associazione. Ci siamo ritrovati nel loro camping, in un'area remota di oltre un milione di ettari, con poche recinzioni, senza status di parco nazionale che ha il solo fine di preservare questa ultima popolazione di rinoceronti neri veramente libera al mondo.
Elefanti ma non solo
Il camping si posa al lato di un letto di un fiume che, in questa stagione, era completamente secco. Decidiamo insieme alla nostra guida di percorrerlo, lo avevano avvisato della presenza di alcuni elefanti selvatici, di quelli che raramente entrano in contatto con gli esseri umani. Con la jeep ci ritroviamo a volte impantanati o nel bel mezzo di un bosco di erbe altissime, ma dopo circa mezz’ora, quando ormai era giunto il momento di desistere la nostra guida li addocchia e ci apprestiamo a fotografarli. Cinque elefanti bellissimi e anche oltremodo seccati dalla nostra presenza, infatti abbiamo vissuto minuti elettrizzanti quando sembrava che uno volesse caricarci! Che esperienza straordinaria poter essere in una situazione completamente fuori dal contesto dei parchi nazionali e ritrovarsi a tu per tu con questi bellissimi animali. Le sorprese tuttavia non erano finite perché al nostro rientro vicino alle tende abbiamo scorto tante orme di leone, il ranger ci ha detto che erano addirittura nove! Lì, a due passi di dove avremmo dormito.