Quando penso ai viaggi on the road tra le prime immagini che mi vengono in mente vi è sicuramente la Great Ocean Road australiana. 243 chilometri di costa che da Torquay portano fino a Port Campbell. Una strada che è stata costruita in gran parte dai reduci delle seconda guerra mondiale per poterli reintrodurre in società. Una delle strade più spettacolari al mondo.
Quando penso ai viaggi on the road tra le prime immagini che mi vengono in mente vi è sicuramente la Great Ocean Road australiana. 243 chilometri di costa che da Torquay portano fino a Port Campbell. Una strada che è stata costruita in gran parte dai reduci delle seconda guerra mondiale per poterli reintrodurre in società. Una delle strade più spettacolari al mondo.
TORQUAY
Partendo da Melbourne si percorre prima una autostrada che in meno di due ore porta alla cittadina famosa in tutto il mondo per il surf. In una delle sue spiagge, Bells Beach, è stata fin ambientata l’ultima scena del film Point Break quando Patrick Swayze, ormai braccato da Keanu Reeves, moriva cavalcando l’onda del centenario. A onor di cronaca occorre dire che la scena è stata solo ambientata poiché invece è stata girata in Oregon e i più attenti potranno rendersene conto scrutando la diversa vegetazione. Qui tuttavia le onde sono assolutamente vere e maestose e solo i surfisti più sgamati sono in grado di cavalcarle. Infatti proprio a Torquay si tiene ogni anno una tappa del mondiale di surf e da sempre è una delle gare più leggendarie. Proseguendo in direzione Adelaide la strada diventa tortuosa e per lunga parte costeggia il mare regalando scorci pazzeschi e memorabili. Proprio come Melbourne anche questa parte di costa risente della grande imprevedibilità delle condizioni meteo ma nei giorni qui trascorsi un bel sole caldo ha sempre fatto capolino.
VERSO PORT CAMPBELL
Il mio personale consiglio è di vivere questa strada in un paio di giorni, possibilmente dormendo a bordo del proprio mezzo in modo da entrare nello spirito e nel mood dei viaggiatori che l’hanno percorsa negli anni e respirando quell’aria hippie che ormai nella zona di Apollo Bay si è invece persa. La sorpresa quest’anno, è infatti la terza volta nella mia vita che la percorro, me l’ha però riservata una spiaggia che è nascosta dalla strada poiché ad un certo punto si molla la costa per entrare in un fitto bosco di eucalipti: Johanna Beach.
Situata all’interno di un meraviglioso parco nazionale offre la possibilità di dormire a pochi passi dall’oceano a patto di avere con se una tenda o di muoversi con un motor home. Basta andare sul sito pagare una modica tassa di registrazione e ottenere il proprio spazio. Camminare praticamente soli in mezzo a questa lunga spighi deserta con le onde dell’oceano a definire l’orizzonte sono una delle immagini più belle e potenti che mi porto dentro da questo lungo viaggio in Australia e ancora una volta la consapevolezza che quest’isola ad ogni suo angolo è capace di sorprendermi.
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I DODICI APOSTOLI
Ovviamente c’è poi un punto che è maggiormente iconico rispetto ad altri ed è sicuramente l’immagine che scorre in testa quando si pensa alla Great Ocean Road: i dodici apostoli. Nel punto in cui la strada torna a costeggiare il mare il paesaggio cambia radicalmente e le bellissime spiagge sono ora puntellate da faraglioni nel mare a ricordare la bellezza di un altro luogo, stavolta europeo, ovvero la costa dell’Algarve in Portogallo.
Sicuramente è uno dei luoghi più fotografati d’Australia e come non essere d’accordo, questi pinnacoli dal mare sono estremamente fotogenici. La loro storia tuttavia trae spesso in inganno le persone infatti per quanto ci si sforzino a contarli non sono 12 bensì 8. A onor del vero erano nove ma nel 2005 uno di questi crollò proprio di fronte a centinaia di turisti basiti. Si chiamano così perché sono ravvicinati e nel dargli il nome si è pensato agli apostoli, non si è avuta abbastanza immaginazione da poter trovare qualcosa che nel mondo fosse famoso come nove. Anche questa tuttavia è l’Australia...
La Great Ocean Road finisce poco più in là con la vista dell’arco e del London bridge, punti che già da soli meriterebbero una visita del luogo.
Per finire un consiglio: percorretela da Melbourne ad Adelaide in modo da lasciarvi i dodici apostoli come gran finale e soprattutto cercate di raggiungerli al mattino in modo da non incontrare frotte di turisti in bus. Il momento migliore a dirla tutta è il tramonto con il sole che fa capolino tra i faraglioni ma è anche inevitabilmente il momento più affollato.
"Si può sempre andare oltre, oltre – non si finisce mai" è una citazione di J.Keruac