By Trip Therapy on Giovedì, 16 Gennaio 2020
Category: video

In un paese bruciato dal sole: il mio ritorno in Australia

Il 4 ottobre 2004 mi laureai, all’università Bocconi di Milano, corso di laurea in Economia dei Mercati e Intermediari Finanziari. Una laurea prestigiosa, faticata e sudata. Ricordo perfettamente la mia soddisfazione nel discutere la tesi, la proclamazione, gli occhi lucidi della mia famiglia, gli abbracci degli amici. La mia prima parte di vita credo sia terminata proprio lì, in quel momento.

Avevo già un aereo prenotato e pochi giorni dopo atterrai a Sydney. Ricordo che ci arrivai una domenica mattina dopo un interminabile viaggio passando per Dubai, che ancora non era la Dubai di oggi. Alloggiavo nel quartiere diNewtown che non era assolutemente come oggi, e infatti la sera me la facevo sotto a girare solo per quelle vie. Adesso è tutto fuorché un quartiere malfamato, è diventato hipster, pieno zeppo di locali e ristoranti alternativi, il mood che si respira è quello dei quartieri più cool in giro per il mondo: una sorta di Camden Town dell’emisfero australe. Ecco, tra la mia prima vita e la seconda vi è un periodo di limbo trascorso a Sydney. Mi trasferì su Bay street qualche giorno dopo e trascorsi circa due mesi in questa città per poi lasciarla il giorno dopo la notte di capodanno e i suoi pirotecnici fuochi d’artificio. Con mio padre che era venuto a trovarmi per Natale prendemmo un aereo verso l'Ayers Rock.

Byron Bay e la discesa a Sydney

Si iniziava già a chiamare quel monolite Uluru, ovvero il nome in lingua aborigena, ma sebbene restituito agli indigeni non era ancora ben conosciuto nel mondo come il loro monte sacro. Esattamente 15 anni dopo torno per la terza volta nella mia vita laggiù dove tutto ebbe inizio. Stavolta con il mio gruppo di viaggiatori a cui faccio da  coordinatore ripercorro invece il tratto di viaggio che mi permise di tornare da queste parti la seconda volta, ovvero cinque anni fa. Ci ritroviamo a Brinsbane dopo un volo infinito stavolta via Abu Dhabi e scendiamo la costa verso il villaggio di surfisti di Byron Bay, il luogo ideale per acclimatarsi al mood australiano e riprendersi dal jet-lag. Con un bus notturno che ci permette di scorgere i primi incendi raggiungiamo Sydney dove trascorriamo il capodanno. Proprio a causa degli incendi ormai divenuti tristementi popolari nel mondo i fuochi d’artificio sono più corti e morigerati rispetto a quindici anni fa, ma sempre altamente spettacolari. Fin qui mi preoccupo unicamente che il viaggio scorra liscio e che i miei viaggiatori se la godano ma sotto sotto non vedo l'ora di tornare dove iniziai il mio lungo viaggiare per il mondo...

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Il Red Center

Lasciamo Sydney di buon mattino per raggiungere poco dopo l'ora di pranzo il piccolo aeroporto di Ayers Rock dove finalmente riabbraccio la visione dcel famoso monolite rosso. Qui non devo preoccuparmi di nulla, ci pensano Dave e Federica a rendere la nostra permanenza indimenticabile tra varie foto alla roccia, una notte sotto le stelle in un campo tendato e una lungo viaggio attraverso l'outback verso la città di Alice Springs. Non posso che commuovermi alla vista di Uluru che, tra l'altro,  il 26 ottobre 2019 ne è stata finalmente vietata in modo permanente la scalata in quanto proprio montagna sacra al popolo aborigeno. Una grande vittoria per questa comunità da troppo tempo costretta ai margini della società australiana, probabilmente la più grande sconfitta di questa nazione che stimo e dove ho sognato tanto a lungo di viverci.  Proprio gli aborigeni ci fanno da guida, spiegandoci la loro tradizione cantata e i loro walkabout (se vuoi approfondire leggiti il libro di Bruce Chatwin "Le vie dei canti" o anche il meraviglioso racconto di Marlo Morgan "E venne chiamata due cuori") e di come la montagna in questione sia sacra e rappresenti il luogo della creazione. Arriva il tramonto e con un buon bicchiere di spumante brindiamo all'inizio della nostra avventura nell'outback, al mio ritorno qui dopo 15 anni, a tutta la mia seconda vita che è trascorsa nel frattempo, ai suoi colori che cambiano con l'uscita di scena del sole. 

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Queste le ultime disponibilità 2020:

Irlanda On the Road dal 13 al 19 marzo

Cappadocia dal 9 al 15 maggio

Marocco dal 27 maggio al 4 giugno

Madagascar dal 6 luglio al 21 luglio

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