Quando giunsi per la prima volta in Perù nel gennaio 2016 avevo già iniziato a sentir parlare di Vinicunca, la montagna arcobaleno e i suoi fianchi dai sette colori distinti. Allora si poteva raggiungere solo grazie ad un lungo trekking con passaggi ad oltre 5000 metri di altitudine.
Senza considerare poi che mi ritrovavo in Peru durante la sua stagione delle piogge quindi sarebbe stato un problema anche arrivato in vetta perché avrei potuto non distinguere alcun colore dato che me la sarei ritrovata con tutta probabilità imbiancata.
Proprio quell’anno, qualche mese dopo, la montagna iniziò ad essere visitabile in giornata, con escursioni da poche decine di euro. Instagram poi ha fatto il resto rendendola oggi il secondo sito più visitato dell’intera nazione dopo, ovviamente, Machu Picchu.
La salita alla montagna
La giornata è effettivamente sfiancante con la sveglia nel cuore della notte per partire e giungere alle prime luci dell’alba alla base della montagna a circa 4700 metri. Il respiro è già pesante e siamo tutti eccitati ma anche preoccupati per la grande salita di oltre 500 metri e i cinque chilometri di cammino. Io stavolta alzo bandiera bianca e, complice una distorsione alla caviglia rimediata qualche giorno prima a Machu Picchu, scelgo l’opzione di salire a dorso di un mulo. Non è tuttavia da prendere sottogamba nemmeno con questa modalità poiché i punti più ripidi devono comunque essere percorsi a piedi così come gli ultimi 200 metri, ma è una buona opzione per chi non è particolarmente in forma o ha problemi fisici.
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L'arrivo in cima
La camminata dura tra l’una e le due ore e, ovviamente, chi prima arriva, prima gode di una vista straordinaria, non solo sulla montagna: infatti tutto intorno è un paesaggio meraviglioso tra altipiani, vette incappucciate di neve, ghiacciai e.... quei sette colori ben distinti figli di diverse ossidazioni di minerali. Il respiro é corto ma la gioia è incontenibile una volta in cima. È pazzesco quanta questa vita mi dia la straordinaria opportunità di vivere questi momenti, trovarmi nei luoghi più belli del mondo, potersi stupire ancora come un bambino e, soprattutto, avere ancora gli occhi lucidi, non a causa del vento, del freddo o dell’altitudine. No, a causa del l’emozione di un momento, di quel momento in cui la natura si manifesta in tutto la sua geniale bellezza.
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"Dove finisce l’arcobaleno, nella tua anima o all’orizzonte?" è una citazione di Pablo Neruda