Quell’antica città inca diroccata sulle Ande, carica di mistero e affascinante come pochi luoghi al mondo. Per tanti è il desiderio di una vita intera, e a volte la vita stessa non da il tempo per riuscire a conquistarsela. Ogni giorno sempre di più mi rendo conto di quanto la mia vita sia piena di emozioni, ricca e fortunata.
La seconda volta a Machu Picchu
Non solo sono riuscito ad arrivare fin lassù durante il mio giro del mondo e non solo ci sono arrivato nel giorno dell’anniversario della scomparsa di mio padre, guarda caso proprio una delle persone a cui, appunto, la vita ha negato questa possibilità nonostante fosse uno dei suoi desideri più grandi. Ci sono voluto tornare una seconda volta, la scorsa estate con i ragazzi della #BackpackersAcademy. Ogni volta sembra di conquistarlo: fin dalla stazione di Ollantaitambo da cui siamo partiti per un viaggio in treno tra i più spettacolari al mondo. L’arrivo ad Agua calientes con il paesaggio intorno che tutto cambia: le montagne ora sono puntellate da giungla, si è scesi di quota e soprattutto ci si è avvicinati alla foresta amazzonica. Abbiamo scelto di salire sulle rovine due volte, una al tramonto appena giunti è una al mattino, il giorno dopo. Prendi il bus, sali su per i tornanti e poi, come sempre, sembra di entrare in un teatro con le Ande a fare da palcoscenico. L’emozione è stata fortissima non solo per me, ma anche per tutte le persone che viaggiavano con me. Ho ancora nella memoria l’immagine dei loro occhi brillanti, le lacrime di gioia e l’incredulità del momento. Foto, video, selfies, ci mancherebbe! Ci troviamo in uno dei luoghi più belli al mondo... ma poi c’è anche il tempo, per ognuno, di sedersi a contemplare la vista, queste antiche rovine, queste antiche mura.
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Che cos’era Machu Picchu?
La nostra guida il mattino dopo ci racconta tante storie e leggende, ma non solo, anche tante informazioni stilistiche e culturali, anche se, alla fine, rimane comunque avvolto nel mistero. E invece che cos’è Machu Picchu per chi lo visita? Machu Picchu è questo: un luogo magico e speciale che rimane indelebile nei ricordi di chi ha avuto il privilegio di poter camminare tra le sue antiche mura. Un desiderio, un sogno per molti altri, una chimera. Per me che, seduto in un angolo ad osservare le rovine, la natura e le montagne, è semplicemente il luogo dove più di ogni altro mi sento connesso con il trascendente, sento di appartenere al genere umano per l’incredibile perizia e tecnica di costruzione e poi di appartenere a madre natura, la pachamama. A volte sembrano frasi gettate al vento o claim per raccontarla ai lettori. No, Machu Picchu mi ha stupito anche stavolta, facendo sorgere un arcobaleno che ha fatto capolinea tra le montagne. Era già successo quel giorno, due anni prima, ma stavolta la stagione è invece quella secca.
"Allora per la scala della terra sono salito,
fra gli atroci meandri delle selve sperdute,
sino a te, Machu Pichu.
Alta città di pietre a scalinata,
dimora degli esseri che il terrestre
non poté celare nelle vesti assonnate."
Pablo Neruda
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