By Trip Therapy on Mercoledì, 11 Gennaio 2017
Category: video

Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.

Marrakech.
É uno di quei luoghi il cui solo nome richiama alla mente musiche, colori e profumi. È la terza volta nella mia vita che capito tra questi souk. Oltre vent'anni fa giunsi qui con mio padre e mia madre, una delle ultime vacanze tutti insieme. Ricordo che alloggiavamo in un villaggio vacanze, ma anziché voler trascorrere le giornate in piscina ero maggiormente attratto dalla città.

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Dalla piazza con incantatori di serpenti, bancarelle di dentisti e venditori d'acqua. Ora è ancora la stessa piazza Jamaa Lefna, con gli stessi incantatori di serpenti e i venditori d'acqua colorati, ma prostituiti al turismo, in caccia di dirham senza vergogna o ritegno. I dentisti invece, con quelle bancarelle piene di denti, quasi fossero un trofeo, scomparsi.
Anche il souk è lo stesso. Ma non l'atteggiamento dei venditori. Malmostosi e insistenti, mentre anni fa erano sorridenti e disponibili.
Quanto il denaro e il turismo ha distrutto in poco tempo.
Peccato perché la città è meravigliosa, con angoli e anfratti affascinanti.
Prima di tornare a camminare per quelle strade in quest'ultimo viaggio avevo visitato la città quattro anni fa, proprio un anno prima della mia partenza. Ero con la mia ragazza all'epoca e ci eravamo avventurati fino ad oltre le montagne dell'Atlante. La mia guida era Mohamed, un ragazzo berbero con cui sono rimasto in contatto e che ora mi ospita.
Il viaggio: amici in ogni angolo nel mondo. Il viaggio: cerchi che prima o poi dobbiamo chiudere.
Marrakech è questo per me: un cerchio che si chiude, un'avventura iniziata tanto tempo fa.

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