By Trip Therapy on Mercoledì, 05 Giugno 2019
Category: video

Alcuni luoghi sono un enigma. Altri una spiegazione.

Ogni tanto mi piace fermarmi a fissare delle mappe o delle cartine. Un giorno, osservando quella europea, mi sono accorto che l’unico paese dell’Europa occidentale che non avevo ancora visitato era il Portogallo. Un paese molto gettonato ultimamente e che rappresentava la mia meta perfetta estiva: caldo, spiagge, le coste frastagliate e spettacolari dove dronare a più non posso e alcune città davvero degne di una visita.

Preso un aereo, atterrato a Lisbona e noleggiato un’automobile mi sono immediatamente messo alla scoperta della terra lusitana in direzione Sintra e Cabo da Roca, il punto più ad ovest del nostro continente.

L’idea era quella di percorrere la costa giù fino all’Algarve e poi risalire per chiudere proprio con la capitale, un viaggio di circa dieci giorni n totale. Le strade in Portogalllo sono ben tenute e il traffico è sempre scorrevole quindi questo mi ha permesso ti visitare tantissimi luoghi.

Parlando portoghese, sebbene con l’accento brasiliano, sono riuscito facimente a conversare e soprattutto a ridere e scherzare con le persone del posto, da queste parti molto ospitali e gentili.

SINTRA

Sintra si raggiunge con circa mezz’ora di percorrenza da Lisbona ed è una cittadina davvero curiosa e affascinante, ricca di arte, storia e cultura, ma anche mistero...

Per la sua bellezza e austerità, nell'Ottocento fu molto amata da artisti e scrittori europei come Hans Christian Andersen, che la definì “il posto più bello del Portogallo” o il poeta tragico inglese Lord Byron, che in "Childe Harold's Pilgrimage" la definisce "giardino dell'Eden". Camminare per le sue stradine ciottolose mette a rischio le mie fragili caviglie ma da l'impressione di essere sospesi in una situazione senza tempo.

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LA QUINTA DA REGALEIRA

Tra i luoghi che più mi incuriosiva visitare a Sintra c’era assolutamente la Quinta da Regaleira, disegnata dell’architetto italiano Luigi Manini tra ‘800 e ‘900. Effettivamente quel posto si è rivelato assurdo con il suo pozzo iniziatico che rimanda ai gironi dell’inferno di Dante e le sue innumerevoli simbologie massoniche. È un luogo a cui dedicare almeno mezza giornata per perdersi tra i suoi giardini, le cascate, le grotte e le sue stanze. Quello che non avevo calcolato per poi poter anche visitare l'altro simbolo di sintra, ovvero il Palacio da Peña, una costruzione coloratissima in cima ad una collina. Poco male, ecco un buon motivo per tornarci!

Tutta la città di Sintra - patrimonio dell’umanità UNESCO- è un posto così strano e magico, un po’ sovrannaturale e assurdo forse perché si sono incrociate durante la storia moltissime tradizioni, prime fra tutte quelle moresca, spagnola e italiana. E dista solo 18 km dal punto più a ovest dell’Europa e quindi avrei dovuto perdermi il tramonto sull’Oceano Atlantico? Certo che no e infatti la prima sera, ancor prima di mettere lo zaino in albergo, mi sono precitato a godere di quel sole caldo, arancione, a tratti rosso immergersi nelle acque, tra le onde. Il primo approccio con il Portogallo è stato quindi emozionante e non vedevo già l’ora di raggiungere le mitiche coste dell'Algarve... ma questa è un'altra storia che vi racconterò la prossima settimana!

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"Alcuni luoghi sono un enigma. Altri una spiegazione." è una citazione di F.Caramagna

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