Le emozioni che mi ha dato il trekking di Torres del Paine sono difficili da spiegare. Ho provato tuttavia a raccontarvele attraverso il racconto di una notte, quella tra il quinto e il sesto giorno (leggi qui il post).
Ora, visto che è uno dei trekking più famosi al mondo, provo con questo articolo a raccontarvi la mia esperienza in una sorta di diario, sperando così di poter essere d'aiuto a chi volesse cimentarsi nel circuito della grande Q, ma non solo.
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I circuiti disponibili:
Sono tre, il più famoso, frequentato e abbordabile è il circuito W, ovvero quello nella parte sud del parco che comprende i migliori highlights. Ve ne parlo nel diario dei giorni 1/2/3
Durata consigliata: 3 notti/4 giorni
Difficoltà: media
Il grande circuito O, che comprende tutto il parco naturale, inclusa ovviamente la W.
Difficoltà: medio-alta
Durata: minimo 6 notti/7 giorni
Circuito Q, ovvero il più esteso, ovvero il "mochillero" perché evita qualsiasi mezzo a pagamento e risulta quindi il più economico. Considerate mezza giornata in più rispetto al circuito O.
Difficoltà medio/alta
Minimo 6 notti/7 giorni
Consigliato 8 notti/ 9 giorni
Quando andare: il periodo migliore è da ottobre ad aprile e soprattutto è l'unico periodo in cui potrete aver la scelta sul circuito da percorrere. Dal 15 di aprile infatti il Q e l'O non sono percorribili se non con una guida autorizzata.
Cosa mettere nello zaino:
Una premessa è doverosa: il clima in Patagonia è sfuggevole e imprevedibile, può stravolgersi in pochissimi minuti. Quindi di base portatevi capi per la bella stagione e per l'inverno. La notte la temperatura scende sotto zero. È importantissimo a mio avviso avere sempre vestiti asciutti per la notte, quindi io ho portato due cambi, uno per il giorno, a strati o a cipolla (t-shirt, poleron, giacca guscio e kway) e uno per la notte (t-shirt, maglietta termica, medesimo poleron, maglione o pile).
Non dimenticatevi guanti e copricapo oltre a pantaloni da trekking, io l'ho fatto in jeans ma ho corso un rischio eccessivo, la pioggia è dietro l'angolo.
Cibo: portatevi sempre cibo per almeno tre giorni in più rispetto a quelli pianificati. Il passo Gardner può restare chiuso per maltempo e dovrete aspettare o tornare indietro. Spesso non è possibile rifornirsi, soprattutto fuori stagione.
Comprate riso, formaggio, olio, zuppe liofilizzate come gustoso, ma leggero, condimento. A pranzo meglio pane e formaggio, tonno o salumi; non si può cucinare lungo il sentiero , ma solo nelle aree dedicate, quindi sostanzialmente la sera.
Non dimenticate biscotti e snack per zuccheri veloci e a rapida assimilazione, io ho portato anche una vaschetta di dulche de leche per combattere le improvvise ipoglicemie.
Ecco il mio zaino:
1 tazza
1 pentola
1 forchetta
2 coltellini svizzeri
1 torcia frontale
1 corda
1 kg riso
4 zuppe liofilizzate
3 scatolette di tonno
4 buste di formaggio a fette
6 bustine di parmigiano(falso... Siamo in Cile!!! Però non era male!)
2 kg di pane in cassetta
400 grammi di dulche de leche
6 confezioni di biscotti
3 confezioni di legumi
1 felpa
1 maglione
1 pantalone tuta
2 t shirt
1 maglietta termica
1 cuffia
1 giàcca guscio
1 poleron
Guanti
4 paia di calze
4 paia di mutande
1 pannello solare
1 power bank
E poi tutto il mio equipaggiamento tecnico per video/ foto. (Gopro, macchine fotografiche, video, microfoni, batterie, memori card, treppiedi...)
Tenda, un buon sacco a pelo, materassino isolante, fornelletto, bomboletta di gas, accendini e si parte.
Il peso dello zaino farà la differenza, io sono partito con circa 20 kg sulle spalle, sono giunto al termine con circa 15kg.
Considerate sempre che una buona regola è non superare con il peso dello zaino il 20% del vostro peso.
Pronti? Partiamo!
Giorno 1: sede amministrativa - accampamento italiano
Si parte presto al mattino con i bus da Puerto Natales, verso le 7/7,30.
Arrivate massimo alle 7, in bassa stagione anche con posto riservato non vi sarà garantita la partenza. Quando sono pieni partono!
Si varca la porta di ingresso al parco, si paga il biglietto (18000 pesos, circa 25 euro) e poi si viene smistati nei vari posti di partenza dei circuiti: Torres è per chi fa il W o il circuito O, per il Q la partenza è presso la sede amministrativa del parco.
Si raggiunge destinazione intorno alle 12, ci si registra e si parte.
Il primo tratto, da amministrazione a Paine Grande sono 11 km per lo più pianeggianti. Non vi sono difficoltà ad eccezione del forte vento proveniente dal ghiacciaio Grey ad ovest. Le mappe parlano di 5 ore di cammino, personalmente ho impiegato 3 ore e 20 minuti. Si può accampare a Paine Grande, ma io consiglio di fare uno sforzo in più ed arrivare fino all'accampamento italiano, distante ulteriori 8 km. Si incomincia a salire, il dislivello è ora pari a 200 metri, la durata prevista sono due ore e mezza di cammino. Io ne ho impiegate due scarse.
Qui potete accamparvi gratuitamente e l'ambiente è quello dei mochilleros. Enjoy!
Difficoltà: bassa
Giorno 2 Accampamento italiano- rifugio Los Cuernos
Svegliatevi con calma, siamo solo agli inizi, e belli scarichi di zaino percorrete la camminata fino al mirador britannico. Circa due ore e mezza, belle in salita, ma potete lasciare tutto al l'accampamento e smontare la tenda a pranzo quando tornerete. I km sono 6,5, ma dovete raddoppiarli perché una volta raggiunto il mirador potrete solo tornare indietro. Godetevi una delle viste più belle di tutto il parco, siete al centro di una valle strepitosa.
Io sono partito verso le 9 e sono rientrato all'accampamento verso le 14, ho pranzato e ho smontato la tenda in modo da rimettermi in cammino per le 15. Cuernos dista 6 km, la camminata è tutto un sali e scendi non particolarmente impegnativo, direi che sono necessarie circa due ore di percorrenza. Ho visto e conosciuto persone che il medesimo giorno sono arrivate fino all'accampamento Torres, ma in questo caso sono partite non oltre le 13 e arrivate a destinazione sfiancate la sera, stiamo parlando di 36km!!!
Cuernos è un camping a pagamento, ma si possono fare docce calde.
Questa è stata una delle notti più fredde con il termometro che ha toccato i meno 8...
Difficoltà bassa
Giorno 3 Los Cuernos - accampamento Torres
Uno dei giorni più difficile del mio trekking a Torres del Paine, ma anche uno dei più belli.
20 km praticamente tutti in salita con un dislivello di circa 700 metri. Il primo tratto è meraviglioso, potrete godere di bellissime montagne alla vostra sinistra e del lago Nordenskjold sulla destra. Ad un certo punto troverete la deviazione verso l'accampamento cileno e da lì entrerete in una valle meravigliosa con un tratto in discesa che vi farà perdere tutto il dislivello guadagnato nelle precedenti 4 ore di cammino.
All'accampamento Cileno non credete alla segnaletica, l'accampamento Torres dista ancora 3 km, tutti in salita dentro un bellissimo bosco.
Sembrerà quasi irraggiungibile ad un certo punto, ma come vi ho detto, è una delle giornate più dure.
Difficoltà media
Giorno 4 Accampamento Torres- accampamento Seron
Gli sforzi del giorno prima vengono ampiamente ripagati da una delle albe più belle che possiate vivere nella vostra vita. Si sale col buio fino al mirador Base Las Torres, un chilometro per 500 metri di dislivello, considerate circa 40 minuti di pura fatica.
All'arrivo non vi sembrerà vero: una laguna verde e sullo sfondo le tre torri che ricordano le nostre cime di Lavaredo. All'alba si colorano di rosso e a quel punto sono tali e quali alle nostre dolomiti.
C'è sempre qualche pazzo che si tuffa nel lago, ma attenzione, può essere un grosso shock termico per il vostro corpo, l'acqua del lago proviene dal ghiacciaio e supera di pochi gradi lo zero.
Oggi quello che aspetta è la lunga discesa fino all'Hotel Las Torres dove, chi avrà scelto di percorrere solo il circuito W, terminerà il suo cammino.
Noi invece, stoici andremo avanti fino all'accampamento Seron, 9 infiniti km oltre. Il tragitto è in semipiano e accompagna il fiume Paine. L'accampamento si trova alla base della montagna e se arrivate ad un orario decente potrete anche tuffarvi nel fiume.
Quest'ultimo tratto, dall'Hotel Torres fino a Seron è anche la prima tappa del circuito O che termina, dopo una settimana, come il W sempre all'Hotel Las Torres.
Difficoltà: bassa
Giorno 5 accampamento Seron- accampamento Los Perros
Giorno difficile, il quinto. Solitamente si percorrono solo i 18 km fino al l'accampamento Dickson. Tuttavia il clima era stato favorevole, esentandomi fino a quel momento dalla pioggia pertanto giunto alle 14,30 a Dickson ho optato per continuare fino a Perros per altri 10 km tutti per lo più in salita.
È un giorno difficile, uno dei più duri, ma anche uno dagli scenari più belli.
Si costeggia tutto il lago Paine fino alla guarderia Coiron, dove i rangers vi permetteranno una pausa calda e vi offriranno un buon mate. Tanti piccoli saliscendi vi accompagneranno fino all'empzionante vista del rifugio e camping Dickson, probabilmente il luogo più bello del parco dove pernottare. È un'area a pagamento, ma potrete ricaricare le batterie di macchine fotografiche. La salita a Perros non è difficile, il dislivello è pari a 400 metri in 10 km, ma tutto è concentrato all'inizio del percorso e alla fine. Nel mezzo uno dei boschi più belli visti in vita mia con alberi altissimi e incredibili giochi di luce.
L'arrivo a Perros è di quelli da lasciare di stucco, la vista del ghiacciaio e delle montagne intorno è da perdere la testa. Il lago poi, sorto dal ghiacciaio in cui le montagne intorno si riflettono, è sconvolgente
Nell'accampamento si respira l'aria più bella del parco, si è in pochi e si fa gruppo sapendo che il grande giorno è dietro l'angolo.
La casetta rifugio dove si cucina ha una stufa e volendo si può dormire dentro.
Difficoltà: media
Giorno 6
Accampamento Los Perros - accampamento Grey
Il primo tratto, da Perros a Paso è il più difficile di tutto il parco: 7,5 km, con un dislivello in salita di 600 metri e poi 800 a scendere.
Per le gambe ho sofferto più la discesa della salita. Per il clima e i repentini cambiamenti invece il punto peggiore è proprio il passo dove spesso si può trovare vento gelido, neve e ghiaccio a terra. Il primo chilometro tra l'altro è in mezzo al fango, prima di uscire dal bosco e incontrare poi solo grandi pietre.
La salita dura meno di due ore, mentre la discesa circa due ore e un quarto. Appena varcato il passo davanti agli occhi l'incredibile vista del ghiacciaio Grey ovvero la coda del Campo de Hielo Sur. Un ghiacciaio millenario di rara bellezza. Il bosco rossiccio che si apre sulle pendici del monte è anch'esso molto bello e nella discesa a Paso vi accompagneranno anche fiumi e cascate.
Dormire a Paso può essere un'idea alquanto fredda, soprattutto se si alza vento da nord-ovest, ovvero dal ghiacciaio, ma è anche uno degli accampamenti più belli e che godono di una vista privilegiata.
Decido di percorrere tutte le 4 ore di percorso che mi separano dall'accampamento Grey e i 7 km sono di una bellezza rara. Salite e discese pronunciate, sentieri sulla costa di fiordi ghiacciati, ponti sospesi a 50 metri di altezza.
Sentiero difficile soprattutto perché arriva alla fine di una giornata per nulla semplice.
Difficoltà: alta
Giorno 7
Sveglia presto e in marcia per le prime due ore e mezza, 11 km di sali e scendi per raggiungere il rifugio Paine grande. Avrete quindi completato il circuito percorrendo 132 km.
Si torna dove si è dunque iniziato con il baffetto Q che altro non è se non i 16 km da Paine grande fino alla sede amministrativa (totale quindi 148 km). Attenzione agli orari dei bus!
Calcolate almeno 2 ore e mezza da Paine grande e i bus nella bassa stagione partono solo alle 12,30.
Difficoltà medio- bassa
Questa dunque la mia esperienza, tutto il circuito Q in 7 giorni e 6 notti. Lo ammetto, è stata una bella tirata, ma ho avuto il clima dalla mia parte e fintanto che non pioveva o nevicava ho preferito macinare chilometri.
Non è facile, soprattutto perché una settimana di cammino è complicata con lo zaino così pesante sulle spalle. Il problema è che in Patagonia occorre essere pronti a qualsiasi clima, mi sono trovato a meno 15 gradi come a camminare in maglietta.
Di sicuro è uno dei trekking più belli e vari al mondo, consigliatissimo!