Ogni anno così come ogni viaggio, porta con sé un cambiamento dentro di noi.
E anche lo scorso 2020 ha portato forti cambiamenti fuori e dentro di noi.
Se prima in pochi sfruttavano al massimo il loro tempo senza rimandare al domani, oggi più che mai ci rendiamo conto che il tempo è ora, adesso. La quarantena ci ha insegnato che se prima il tempo lo perdevamo, ora abbiamo imparato a riempirlo. Trascorrere giorni e giorni in casa ha maturato dentro di noi un certo tipo di adattamento, in quanto essendo esseri in continua evoluzione, come diceva Darwin, solo coloro che si adattano al cambiamento sopravviveranno. Un cambiamento radicale, diverso dall’adattarsi in viaggio ma pur sempre un modo per uscire dalla nostra comfort zone pur non potendoci muovere da lì.
Questo periodo proprio come un viaggio in solitaria ci ha aiutati a credere in noi, a stare bene con noi stessi o per lo meno ci abbiamo lavorato su non potendo essere sempre a contatto con amici o parenti e familiari in alcuni casi. Ci ha forse fatto capire che siamo cresciuti, ci siamo evoluti, siamo diventati più forti perché come diceva Kim Bayne, “Sii grato per le sfide, stanno cercando la tua forza”. Parole sagge, dobbiamo ricordarci sempre che la vita non succede a noi ma per noi, anche se apparentemente possiamo giudicare “negativo” quanto accaduto.
Una ripartenza più consapevole
Sarà proprio questo periodo ad averci reso anche più sensibili a tematiche sui cambiamenti climatici e l’ecosostenibilità? Durante la quarantena si è potuto osservare come la natura si sia mano a mano rinvigorita e in alcuni casi e località, ripresa i suoi spazi.
Lo scorso anno ci ha probabilmente fatto riscoprire l’unione tra i cittadini e quel senso di umanità che forse era stato dimenticato. Vedere come le persone di tutto il mondo comunicavano tra un terrazzo e un altro delle palazzine e coppie e anziani ballare sui balconi è sicuramente una prova evidente di resilienza. Se da una parte mascherine, gel, guanti e distanziamento sociale ci hanno allontanati, quel senso di umanità che è stato riscoperto ci ha reso più forti, con l’anima.
Questa situazione ci ha fatto capire quanto la vita sia bella se condivisa, che dopo la salita c’è sempre la discesa e che se abbiamo sfruttato questo tempo per la nostra crescita come persone, individui, sicuramente contribuiremo a migliorare collettivamente la società.
Come le nuove abitudini acquisite durante la pandemia e come si ripercuoteranno nel 2021?
Si stima che molti si sposteranno dalle città alle zone rurali o in villaggi fuori porta alla ricerca di una qualità della vita migliore e a contatto con la natura. Aumenterà anche il numero di lavoratori da casa e cambieranno anche i trasporti, l’auto privata così come molti altri mezzi saranno maggiormente condivisi. Negli uffici oltre al distanziamento delle scrivanie verrà applicato uno sfondo verde per poter cambiare facilmente location durante le conferenze.
Tutto ciò che può essere automatizzato lo sarà e molti dovranno cambiare lavoro. Inoltre grandi attori dell’internet, dell’e-commerce e dei social network, ragioneranno globale ma venderanno locale.
Le relazioni sociali che sono alla base della nostra società e di qualsiasi viaggio, sono state messe a dura prova e ridimensionate nel digitale e coloro che faranno più fatica ad uscirne saranno sicuramente i più giovani.
Nonostante ciò, si è capito ancora una volta che si può essere lontani ma vicini a livello emotivo e questa ulteriore presa di coscienza potrebbe essere un gran beneficio per coloro che non hanno mai avuto il coraggio di fare quel primo passo e viaggio per paura della lontananza.
In un mondo globalmente connesso, far fronte a questa paura diventa sempre più semplice in quanto il digitale può essere un aiuto e un sostegno, un canale in più per esprimere i nostri sentimenti.
Ci sarà la forte esigenza di ripensare all’aspetto umano e il settore dei viaggi, tornerà e aumenterà ovunque, ci sarà l’opportunità di soggiornare in sicurezza perché la gente non vede l’ora di farlo, anche coloro che hanno rimandato col senno di poi si metteranno in marcia.
Si avrà più spazio per il turismo di prossimità, i viaggi esperienziali piuttosto che le rotte turistiche, e non mancheranno di certo le uscite fuori porta perché anche esplorare la propria regione e dintorni diventerà un lusso.
Marcel Proust diceva «Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi» e credo che questa frase al giorno d’oggi sia più attuale che mai.
Tornerà quella genuina voglia di conoscere l’essenza di un luogo, che sia vicino casa o una meta distante.
Come tutti sappiamo, ci sono vari modi di vivere un viaggio, c’è chi si approccia al nuovo continente con la mentalità frivola del souvenir o testimonianze da mostrare ad amici e parenti per essere stati in certi luoghi, e chi invece, con curiosità ed estrema umiltà, desidera guardare la nuova terra con gli occhi di chi la abita, mangiare i cibi e vivere le loro emozioni e dolori.
Questo rallentamento ha espanso la nostra consapevolezza e approccio verso il nuovo e la natura.
Viaggi esperienziali e ritorno all’autenticità
Il turismo ha da sempre un gran impatto ambientale, culturale, sociale ed economico e se questo periodo ci è servito per ritrovare la nostra vera natura e aumentare la nostra consapevolezza, ci godremo ancora di più ogni nuova scoperta e, oltre a crescere come individui, contribuiremo al benessere del nostro pianeta.
Verrano valutati e riscoperti anche i luoghi meno turistici e alternativi da una gran parte della popolazione in cerca di benessere, tranquillità ed esplorazione.
Il nostro modo di viaggiare avrà come primo proposito la consapevolezza: di sé, della realtà dei paesi di destinazione, della possibilità di una scelta meditata e diversa.
Il Turismo Responsabile interesserà una gran fetta della popolazione e ognuno di noi contribuirà al ruolo di viaggiatore etico e consapevole che va incontro ai paesi di destinazione, alla gente, alla natura con rispetto e disponibilità.
Vedremo anche un aumento verso quelle aree naturali incontaminate, con lo specifico obiettivo di studiare, ammirare e apprezzare lo scenario.