By Trip Therapy on Mercoledì, 30 Agosto 2017
Category: Diabete in Viaggio

Parlando di diabete con Fraintesa

Spesso, girando l'Italia per raccontare la mia storia sul giro del mondo in 1000 giorni senza aerei, mi sono imbattuto nelle classiche domande sul mio compagno di viaggio, il diabete.

Ovviamente tante curiosità provenivano proprio dai diabetici stessi, ma pian piano, ho visto grandi interrogativi anche da chi non è diabetico o che non condivide questo problema con qualcuno vicino.
Così, quando Francesca del blog Fraintesa mi ha proposto una serie di interviste e articoli su questo argomento, grazie al supporto di OneTouch, mi è venuta l'idea di condividere questi articoli anche sul mio blog, perché Francesca è appunto una persona non diabetica, ma anche una persona con cui abbiamo molto in comune tra cui l'essere viaggiatori, la scelta vegetariana, il mettere in discussione certi dogmi.
E chi, quindi, per raccontare meglio le curiosità delle persone su questo compagno di viaggio?

-Ciao Claudio, io ti conosco già, ma hai voglia di raccontare anche ai miei lettori chi sei?

Certamente, lo faccio molto volentieri, anche se forse è meglio partire da chi ero…
Ero una persona come tante, un impiegato stanco e represso del suo lavoro. Ero un sognatore bloccato dalla sua vita e routine. Un giorno, quattro anni fa, decisi che dovevo dare un taglio a quella vita e provare a vivere secondo le mie passioni e inseguendo i miei sogni. Il mio più grande sogno era realizzare un giro del mondo senza mai prendere un aereo. Così mi sono licenziato e il 4 maggio 2014 sono partito. 1000 giorni e 44 paesi attraversati, lo scorso febbraio ho coronato il mio sogno!
Cosa sono oggi? Faccio il video maker, ho un blog chiamato Trip Therapy e ho pubblicato un romanzo che ha venduto 5000 copie in 4 mesi.

– Mi racconteresti un aneddoto divertente della tua grande avventura?

Ero a bordo di una nave cargo mercantile per attraversare l'Oceano Pacifico, sulla rotta da Adelaide (Australia), fino a Vancouver (Canada). Una tratta molto lunga, da calendario dovevo impiegare 25 giorni. Mi annoiavo a morte e un giorno lo speaker della barca disse: Vi comunichiamo che domani sara' ancora mercoledì 6 maggio" Ma come? È oggi il 6 maggio, pensai. Avevamo appena attraversato la linea internazionale di cambio data… Brutto scherzo, mi toccava stare a bordo un giorno in più ma almeno ho capito come aveva fatto a vincere la scommessa Foggs nel suo Giro del mondo in 80 giorni! Un altro episodio divertente fu quando scoprii che la CBD poteva riequilibrare gli zuccheri nel sangue di un diabetico, ne parlano addirittura degli scienziati!

– Se dovessi descriverlo a chi non ne sa nulla, come spiegheresti cos'è il diabete?

Il diabete è una parte di me e di altri individui. È come avere gli occhi azzurri o marroni. Ma nel nostro caso significa che non possiamo mai dimenticarci della nostra peculiarità: il nostro pancreas non produce più insulina, ovvero quella sostanza che permette il corretto equilibrio di zuccheri nel sangue. Dobbiamo iniettarla nel nostro corpo perché manca. A questo occorre aggiungere il fatto che dobbiamo iniettarne in giusta quantità. Se sbagliamo i dosaggi possono subentrare problemi e complicanze, anche gravi. La necessità diventa quindi auto monitorarsi, ovvero tenere sottocontrollo il livello glicemico nel sangue. Ritengo sia l'aspetto più importante, determinante ai fini di uno stile di vita corretto e sostenibile.
importanza Non basta, ogni volta che mangiamo per equilibrare gli zuccheri nel sangue dobbiamo calcolare quante unita di insulina iniettarci. Col tempo diventa abitudine e prassi, ma talvolta sbagliamo i calcoli o qualcosa non va per il verso giusto. Dobbiamo quindi riequilibrare gli zuccheri o assumendone o correggendo l'insulina iniettata.
Dobbiamo stare attenti ai cibi zuccherati, non propriamente raccomandabili, ma non dobbiamo rinunciare a niente.

– Nella vita di tutti i giorni che cosa cambia, rispetto a chi non è diabetico? Quante volte al giorno ti "ricordi" di avere il diabete?

Per me farmi insulina equivale ad allacciarmi le scarpe prima di uscire. È diventato un gesto automatico, sono diabetico da quando avevo 9 anni, manco mi ricordo la mia vita senza il diabete.
Non devo ricordarmi, è parte di me.
Rispetto ad un non diabetico devo solo ricordarmi di avere sempre con me tutto il necessario, tutto qui.
A volte è frustrante soprattutto con le persone che non conosci, ma non si vive così male, anzi! Si può addirittura fare il giro del mondo!

– Ti sei mai confrontato con altri diabetici sul tema del viaggio? Pensi che la loro (eventuale) paura sia la stessa di chi usa altre giustificazioni per non viaggiare?

Sì, spesso. Sono diventato un riferimento per la comunità diabetica italiana e ciò mi inorgoglisce molto. Credo che le paure di un diabetico possano solo essere maggiormente amplificate rispetto ad una persona senza questa patologia, ma la realtà è che ognuno di noi ha le proprie paure con cui deve combattere per prendere scelte così radicali.
La verità è che, con le dovute precauzioni, nulla ci è precluso, quindi se ci precludiamo qualcosa le nostre giustificazioni non sono diverse dalle giustificazioni dei "non diabetici".

Che cosa ti ha insegnato il diabete?

Mi ha insegnato a dialogare meglio con il mio corpo, ascoltandolo.
Mi ha insegnato la consapevolezza. Mi ha insegnato a rispettare i miei limiti, senza precludermi di poterli oltrepassare. Mi ha insegnato che la forza di volontà è ciò che di più prezioso abbiamo.

E io non posso che essere d'accordo con questa presa di coscienza. Fermatevi ad accettare con lucidità le domande che avete dentro di voi. E con la stessa consapevolezza scegliete di accogliere le ispirazioni che la vita vi offre. Senza paura.
Queste le parole mie e di Francesca, voi invece?
Che domande vorreste farmi sul diabete?

[Articolo scritto in collaborazione con OneTouch]

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