Il diabete in Asia

Di tutti i continenti visitati durante il mio giro del mondo senza aerei, indubbiamente l’Asia è quello che meglio si presta alla gestione del diabete da parte del viaggiatore.

Come sempre accade, infatti, in viaggio la variabile legata al cibo è sempre la maggiore discriminante nonchè la più difficile da gestire.

 

In Asia scompaiono il pane, la pasta e l’olio extravergine di oliva, alimenti che a casa andrebbero dosati con grande attenzione per evitare scompensi glicemici. Già nei primi giorni si hanno i primi effetti positivi e questa è la buona notizia, ma.. non mancano le cattive sorprese! Innanzitutto l’onnipresente riso che con il suo amido, se non attentamente controllato, crea non pochi problemi. Inoltre tutte le bevande, soprattutto quelle tipiche e non confezionate, sono cariche di zucchero. È praticamente inesistente la pratica del dolcificante e ogni volta che si ordina da bere occorre ricordare al cameriere di non aggiungerlo, spesso tuttavia la comunicazione in questo angolo di mondo è difficile.

Frutta e verdura, soprattutto nella zona sud in prossimità del tropico del Cancro sono alimenti gustosi e ricchi di fibre che aiutano una sana e corretta alimentazione.

La cucina asiatica predilige cotture veloci o al vapore, oltre a ricche e gustose zuppe. È una tradizione diversa di stato in stato e completamente diversa rispetto alla nostra italiana.

Mi sono perso a gustare ogni tipo di improbabile piatto in Cina, o i saporiti e piccanti piatti indiani, così come la creativa e stuzzicante cucina thailandese, in assoluto la mia favorita.

Tutto buono? Beh a volte in Asia non si è così fortunati. Ad esempio in Nepal il Dhal Bat, ovvero il piatto tipico nepalese a base di riso e zuppa di lenticchie, oppure in Mongolia, in assoluto la peggiore cucina mai provata al mondo, le pietanze a base di patate, cetrioli, carne di montone, sono state delle vere e proprie “sfide gastronomiche”!!

Come è stato quindi possibile gestire tutto questo con il diabete?

Come sempre credo che la soluzione stia nell’attento automonitoraggio, soprattutto nella fase post prandiale perché alimenti come riso e patate, così diffusi, contengono amido e la reazione glicemica occorre monitorarla attentamente. L’aiuto che può arrivare dalla tecnologia, come ad esempio le App, in particolare la App OneTouch Reveal, può davvero esser utile, semplificando questo monitoraggio e facilitandone la condivisione con il proprio medico.

Altri aspetti essenziali da tenere in considerazione quando si viaggia in questo meraviglioso continente è la scarsezza di alcune condizioni igieniche come in Nepal e soprattutto in India: per persone che devono pungersi le dita e iniettarsi insulina più volte al giorno non è ovviamente la cosa migliore. Occorre tenere presente anche l’assenza di freezer dove poter far ghiacciare le mattonelle refrigeranti necessarie alla conservazione dell’insulina nelle borse termo protettive, ma in compenso non mancano i frigoriferi dove la proverbiale gentilezza e premura asiatica, vi permetterà di riporre le vostre medicine senza mai sganciare un singolo baht o rupia.

L’Asia è una terra straordinaria che personalmente adoro, ma con il diabete occorre prestare la dovuta attenzione e focalizzarsi sul monitoraggio dei valori glicemici perché le differenze culturali e gastronomiche danno gustose sorprese ma possono anche regalare amari imprevisti.

 

Articolo scritto in collaborazione con One Touch