Murales a Bogota - Colombia

Un Natale diverso.
L'ennesimo, il secondo da quando ho iniziato questa avventura in giro per il mondo. Lo trascorro a cavallo delle due città più importanti della Colombia: la capitale, Bogotà, e la cosmopolita Medellín.

Arrivo a Bogotà direttamente dalla costa caraibica. Da Santa Marta per la precisione, dove una febbre altissima mi aveva costretto a diversi giorni di riposo. Passo dal caldo al freddo, arrivo in una città a 2700 metri sul livello del mare. Qui dicono 2700 metros mas cerca de las estrellas. Poesia.
Mi ospita Omar, un ragazzo colombiano che avevo conosciuto in Nepal. Insieme avevamo costruito il campo da calcio per i bambini dell'orfanotrofio Human Traction.
È stato bello riabbracciarsi dopo un anno e ritrovare una persona con cui si è condivisa un'esperienza così importante.
Lui ora si dedica alla rivendita di oggettistica proveniente dal nord dell'India e ha un banchetto in un mercatino sulla strada.
Capita così che lo aiuto e passo alcune giornate nella zona di Usaquen, ovvero quella che preferisco. Non c'è traffico, i palazzi sono coloniali, i muri con mattoni bianchi a vista, la strada è lastricata di ciottoli.
Bogotà è strana, è una città da 9 milioni di abitanti, ma finché non si sale fin in cima alle montagne circostanti non si percepisce la reale grandezza.
La vista dal cerro de Montserrat è gloriosa e permette di apprezzarne la grandezza e la complessità.
Di giorno il clima è caldo, ma la sera fa decisamente freddo e non sono in piena forma. Probabilmente non mi ero ancora rimesso dal febbrone di Santa Marta.
Passo le giornate in centro, passeggiando tra i murales della Candelaria, mentre le serate le trascorro nel quartiere Chapinero, il più elegante con ville in pieno stile britannico.
Ma è tempo di volgere più al caldo e il giorno di Natale lo trascorro a Medellín, la seconda città più importante della Colombia.
Questa è la città del l'eterna primavera ed in effetti ha un clima straordinario. Passeggiare per le vie della città, tra le sculture di Fernando Botero è davvero piacevole.
La sera poi la città si accende nel quartiere del Poblado e per le strade migliaia di bellissime ragazze.
È il luogo al mondo dove ho potuto ammirare più bellezza, e tutte con il loro amabile sorriso.
È un Natale a base di Salsa, il tipico ballo sudamericano che qui la fa da protagonista. La ballo e ne resto coinvolto pur essendo un pessimo ballerino.
Mi fermo a guardare le persone ballare ed è bellissimo vederli muovere al ritmo, sorridersi e guardarsi negli occhi, senza malizia o a volte anche si.
Fatto sta che la Salsa è lo spirito di questo bellissimo popolo colombiano. Un popolo che sta vivendo un forte sviluppo sociale, come testimoniato dalle sue città, ma che resta ancorato ai valori antichi.
Un popolo il cui buon umore è contagioso così come la loro voglia di fare festa.
Un natale diverso, anche quest'anno.
Lontano da casa, dagli affetti.
Vicino tuttavia alle persone, persone che non mi hanno risparmiato alcun sorriso o qualche passo di danza e che hanno riempito il mio cuore di felicità!