Santiago del Cile - Cile

TU RISA

Quítame el pan si quieres
quítame el aire, pero
no me quites tu risa.



No me quites la rosa,
la lanza que desgranas,
el agua que de pronto
estalla en tu alegría,
la repentina ola
de planta que te nace.

Mi lucha es dura y vuelvo
con los ojos cansados
a veces de haber visto
la tierra que no cambia,
pero al entrar tu risa
sube al cielo buscándome
y abre para mí todas
las puertas de la vida.

Amor mío, en la hora
más oscura desgrana
tu risa, y si de pronto
ves que mi sangre mancha
las piedras de la calle,
ríe, porque tu risa
será para mis manos
como una espada fresca.

Junto al mar en otoño,
tu risa debe alzar
su cascada de espuma,
y en primavera, amor,
quiero tu risa como
la flor que yo esperaba,
la flor azul, la rosa
de mi patria sonora.

Ríete de la noche,
del día, de la luna,
ríete de las calles
torcidas de la isla,
ríete de este torpe
muchacho que te quiere,
pero cuando yo abro
los ojos y los cierro,
cuando mis pasos van,
cuando vuelven mis pasos,
niégame el pan, el aire,
la luz, la primavera,
pero tu risa nunca
porque me moriría.

Una delle più belle poesie di Pablo Neruda.
Sono nelle sue città, Santiago e Valparaiso. Sono nelle sue vie, tra i suoi caffè e le sue vetrine. Sono tra le case e la gente.
Leggo le sue righe e camminando intravedo le sue storie, i suoi amori, le sue donne.

"Quítame el pan si quieres
quítame el aire, pero
no me quites tu risa."
ovvero
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Il sorriso. Ha ragione. Il sorriso è la chiave. Dell'amore e di tutta l'esistenza umana. Lo vedo tra i giovani nel plan di Valparaiso di fronte al Bar Cinzano. Lo vedo tra gli amici che condividono un asado a Santiago. Lo vedo, il mio, riflesso nelle vetrine patinate del centre, mentre cammino tra la folla.

"No me quites la rosa,
la lanza que desgranas,
el agua que de pronto
estalla en tu alegría,
la repentina ola
de planta que te nace."
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Il sorriso, che si trasforma in gioia, le rose sulle scale che conducono in cima ai cierros, queste colline che dominano la città, a Valparaiso sono patrimoni dell'umanità Unesco, ma anche a Santiago sono l'esperienza più coinvolgente per vivere la città. L'acqua, quella dell'oceano pacifico, qui così vicino.

"Mi lucha es dura y vuelvo
con los ojos cansados
a veces de haber visto
la tierra que no cambia,
pero al entrar tu risa
sube al cielo buscándome
y abre para mí todas
las puertas de la vida."
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
La terra che non cambia, esattamente il contrario del Cile, un paese stretto, ma lunghissimo, che attraversa tutti i climi del mondo, dal deserto più arido al mondo fino al gelo della tundra. Qui sto trovando una natura pazzesca e anche vicino alla capitale è così. Un'area mediterranea, dall'altra parte del mondo. Frutta e verdura che non trovavo da mesi, quelle della mia regione, della mia Italia.
E poi senza parole quando mi sono trovato a camminare tra le dune di sabbia a Con Con, un deserto all'interno di una area urbana e per di più di fronte all'oceano pacifico. E con la testa volgo già a sud, alla Patagonia, quello che mi aspetta tra poche settimane, ovvero il sud del mondo.

"Amor mío, en la hora
más oscura desgrana
tu risa, y si de pronto
ves que mi sangre mancha
las piedras de la calle,
ríe, porque tu risa
será para mis manos
como una espada fresca.

Junto al mar en otoño,
tu risa debe alzar
su cascada de espuma,
y en primavera, amor,
quiero tu risa como
la flor que yo esperaba,
la flor azul, la rosa
de mi patria sonora."

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Il sorriso, la cui mancanza inizia a sentirsi, dura, dolorosa.
Vicino al mare, come Valparaiso, città tanto amata da Neruda, la più bohemia, la più viva e frizzante. Murales e lotte politiche, quartieri popolari ora divenuti chic, esclusivi e costosi. Contrasti e contraddizioni, come piace a me. E fiori, fiori dappertutto.

"Ríete de la noche,
del día, de la luna,
ríete de las calles
torcidas de la isla,
ríete de este torpe
muchacho que te quiere,
pero cuando yo abro
los ojos y los cierro,
cuando mis pasos van,
cuando vuelven mis pasos,
niégame el pan, el aire,
la luz, la primavera,
pero tu risa nunca
porque me moriría."
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
Il passaggio più bello, struggente e forte di questa poesia. Ecco ora mi immagino di poter dire queste frasi ad una donna, che possa ridere dei miei passi, di quello che ho vissuto, che possa negarmi tutto, perfino il cibo o le stagioni che ho visto mutare in giro per il mondo. Ma che non possa negare il sorriso, perchè sì, Neruda ha ragione, il sorriso è la chiave. E al sorriso della persona che ami non c'è giro del mondo che tenga.

Perchè è l'amore la vita e dei sorrisi si nutre.