Digital art museum Tokyo

Chiariamo subito che il Museo di Arte Digitale di Tokyo curato da teamLab – un collettivo giapponese noto a livello internazionale per le sue enormi opere d'arte digitale e formato non solo da artisti, ma anche programmatori, ingegneri, animatori CG, matematici e architetti – non è un museo. O quantomeno non nei termini con cui conosciamo i musei: entrare in quei 10.000 metri quadrati e osservare le oltre 50 opere d'arte, supera il concetto tradizionale di museo perché non esistono confini tra il visitatore e lo spazio circostante che immerge il pubblico in opere tridimensionali impressionanti. Un’esperienza artistica totalmente coinvolgente, a 360 gradi.

 

Un museo che non è un museo

Non aspettatevi di trovare quadri, sculture o altre opere d’arte tradizionali, fisse o appese ad un muro. Nel MORI Building DIGITAL ART MUSEUM di Tokyo gli spazi sono continui, senza confini, dove il pubblico è completamente immerso e catturato da opere che paiono tridimensionali. All'interno dello spazio del museo, i visitatori possono letteralmente entrare all'interno di opere d'arte e interagire con loro. Questi spazi incantati del museo ruotano intorno al concetto di «borderless», cioè "senza confini”, annullando il limite tra arte e spettatore, tra finzione e realtà. Ciò che più mi ha colpito è stato che le opere d’arte cambiano e si trasformano in base alla presenza delle persone, infatti le installazioni sono in continuo mutamento in tempo reale, producendo un mondo complesso, apparentemente naturale. Proiettori, luci e computer insieme sono utilizzati per riprodurre all'interno un mondo che è difficile da descrivere a parole, ma forse il video che ho realizzato potrà rendervi meglio l’idea.

Alcune info utili:

Questo museo è diventato in pochissimo tempo uno dei musei più popolari di Tokyo. Nei giorni festivi o nei weekend è facile non trovare biglietti disponibili per la giornata, vi consiglio quindi di acquistare i biglietti online, che non dovrete nemmeno stampare(save the planet! 😁); infatti, da buon museo digitale, basterà mostrare il QR code ricevuto con la mail di prenotazione. Il museo può sostanzialmente dividersi in due aree principali su due differenti piani: il Borderless World al piano inferiore e la Athletic Forest al piano superiore. Vi è poi la Forest of Lamps, l'area per bambini Future Park, e la sala da tè En Tea House.

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Borderless World

La zona sicuramente più spettacolare del museo, quella in cui ci si ritrova subito dopo essere entrati. Caratterizzata da corridoi molto bui, presenta diverse stanze, più o meno grandi, dove ammirare le immateriali opere d'arte esposte in questo museo, ovvero giochi di luce, colori e forme che cambiano continuamente e che spesso interagiscono fra loro e con i visitatori (scaricate l'app e potrete infatti influenzare ciò che avviene in alcune stanze). Nessuna mappa o indicazione, il visitatore potrà letteralmente perdersi dentro l’opera d’arte. Potreste non riuscire a scovarle nemmeno tutte e ciò è fatto di proposito.

Athletic Forest 

Per raggiungere questa zona bisogna salire delle scale partendo dal Borderless World. Come lascia intendere il nome stesso, in quest'area potrete far interagire attivamente il vostro corpo con alcuni effetti speciali per un'esperienza ancora più coinvolgente. Il cuore di questa zona è un grande spazio con un pavimento tridimensionale formato da diversi pendii (Graffiti Nature - High Mountains and Deep Valleys), che insieme ai proiettori contribuiscono a creare effetti molto particolari. In un angolo della sala potrete colorare a piacere dei fogli raffiguranti diversi animali, e consegnarli allo staff, che provvederà a scannerizzare la vostra creazione all'istante. Da quel momento in poi, una volta proiettata, potrete incontrare la vostra creatura mentre girovaga sulle pareti della stanza e ovviamente potrete addirittura reagire anche con essa.

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La foresta delle lampade

Si accede in gruppi e il tempo è limitato (purtroppo….). All'interno vi sono centinaia di lampade, prodotte a Murano, con paralumi in vetro, che vanno cambiando colore e intensità in un gioco di luci mozzafiato. Ciò che può sembrare un movimento luminoso quasi casuale è in realtà frutto di calcoli matematici che fanno sì che ogni visitatore abbia l'impressione che la luce si vada spostando sempre da una lampada verso quella a lei più vicina.

La cerimonia del tè

Il Giappone è uno dei paesi del tè per eccellenza: in tutto il Paese la cerimonia viene presa molto seriamente, ma in un buon museo di arte digitale che si rispetti non potevano che reinventarsela in chiave contemporanea e tecnologica. L'atmosfera con luci molto soffuse, l'arredamento, la maniera in cui viene servito il tè, fino al suo punto forte: i giochi di luce proiettati all'interno della vostra tazza, al cui interno vedrete sbocciare fiori virtuali che dipaneranno petali sul tavolo ogni volta che muoverete la tazza stessa.

 

IN UNA SOLA PAROLA: ANDATECI! CONSIGLIATISSIMO!