L’ultimo anno di pandemia, che purtroppo è una realtà a cui dobbiamo ancora far fronte, ci ha visti molto limitati negli spostamenti, con conseguente crisi dell’indotto turistico. L’industria però non si ferma e continua a guardare avanti, intercettando i bisogni e le richieste dei viaggiatori.
In questo scenario si sta facendo avanti un nuovo trend, che rende il viaggio non più solo una vacanza di relax ed evasione, ma un’esperienza con una connotazione più profonda, diventando un vero e proprio momento significativo di conoscenza: parliamo del viaggiare per apprendere.
Viaggio di apprendimento per i giovanissimi
Il viaggio di apprendimento è una tendenza che coinvolge sicuramente i più giovani, cresciuti in un’epoca di continui stimoli e cambiamenti, più proiettati a fare esperienze significative che accrescano il loro bagaglio culturale e diano anche un boost al curriculum vitae.
Viviamo in un periodo in cui le università sembrano non saper stare al passo con le richieste del mercato del lavoro, così molti ragazzi, piuttosto che imbarcarsi in lunghi percorsi di studio che potrebbero rivelarsi non sufficienti per trovare l’impiego desiderato, preferiscono affidarsi agli insegnamenti pratici e dinamici che possono scaturire da un viaggio di apprendimento.
Scambi culturali, viaggi di volontariato e tirocini internazionali sono quindi le richieste di viaggio più gettonate da parte dei rappresentanti della generazione Z.

Alla scoperta delle tradizioni
Nuovi interessi verso l’apprendimento in viaggio coinvolgono però anche le fasce più adulte. In particolare, negli ultimi anni si è registrato un interesse sempre crescente verso i viaggi consapevoli ed esperienziali.
Questo tipo di bisogno viene soddisfatto per gli italiani con scelte di viaggio verso città d’arte, dove la vacanza diventa anche occasione per visitare musei, chiese e monumenti e approfondire la conoscenza della storia e della cultura del luogo, che sia in Italia o all’estero.
Nel 2020, complici le restrizioni dovute alla pandemia, si è assistito ad un ulteriore accrescimento del turismo culturale di prossimità, non solo visitando le grandi città, ma anche con soggiorni in piccoli borghi, dove è possibile riscoprire le antiche tradizioni artigiane e culinarie e magari dedicare qualche ora o una giornata intera a seguire un piccolo corso di arti manuali.

Viaggiare per conoscere mondi diversi
Stesso discorso per chi desidera trascorrere le proprie vacanze più lontano da casa ed entrare in contatto con culture totalmente diverse dalla nostra.
Una vacanza in questo senso diventa un’ottima occasione di scoperta di nuovi modi di vivere e di fare, un punto di partenza per ampliare la propria educazione e cambiare punto di vista, crescere come persona e, perché no, stringere amicizie internazionali.
Da sottolineare anche che, al di là della vacanza vera e propria, la forte spinta verso lo smart working e la digitalizzazione sta contribuendo alla crescita esponenziale dei nomadi digitali: persone che lavorano full time da remoto e decidono di farlo vivendo brevi o lunghi periodi lontano da casa, dedicando il tempo libero a conoscere nuovi luoghi e fare nuove esperienze. Un’occasione in cui il viaggio non è più solo vacanza, ma un nuovo modo di vivere la conoscenza dell’altro in modo continuo e consapevole.