pensieri-in-quarantena

In questi giorni sono stati a lungo in silenzio perché incredulo. Non riesco a capacitarmi di ciò che vedo fuori dalla finestra: città chiuse, strade deserte, il silenzio rotto unicamente dalle sirene delle ambulanze. Qui a Piacenza purtroppo strillano ogni 10/15 minuti. All'inizio è la notizia di uno del quartiere poi è il turno della prozia di qualcuno che conosco e infine il cerchio si stringe a tal punto che mi è toccato pure viverlo in famiglia. 

 

Il virus, la morte, la quarantena.

Lunedì scorso ho perso la mia amata nonna per questo dannato virus.

Ora vivo questi giorni in quarantena isolato in casa con l’angoscia di poter essere stato contagiato. La preoccupazione verso mia mamma anche lei in quarantena, non poterci nemmeno abbracciare e dover assistere alla benedizione della salma attraverso lo smartphone. Voglio che lo sappiate perché questo è quello che si vive quando questo maledetto virus entra nelle nostre case.

L’umore è a terra ma voglio ancora trovare pensieri positivi: mi immagino di nuovo in viaggio, in affollati mercati, mangiare pad thai sulle bancarelle, visitare templi e buttarmi tra le onde dell’oceano; ritrovarmi la sera a bere una birra con sconosciuti e far festa fino al mattino in una spiaggia di San Blas.

Tutto però mi appare così lontano.IMG_0656.JPG

La natura

Stiamo vivendo un momento storico senza eguali, il mondo ci implora di fermarci e questa pausa forzata ci sta mostrando anche il meglio che la natura può offrirci: cieli tersi, aria pulita, poter udire nitidamente nel silenzio il cinguettio degli uccelli. Chissà cosa gli passa in testa a questi animali che tutto ad un tratto hanno visto il genere umano rinchiudersi nella propria tana?

Siamo in un momento storico perché da un momento all’altro siamo diventati una moltitudine di isole, vicine ma distanti. Un arcipelago grande come tutto il mondo.

Moralmente siamo uniti ma fisicamente non siamo mai stati così lontani.

Noi, nel mondo.

Stiamo comprendendo il peso della singola azione di un individuo, il peso che la stessa ha sul collettivo. È finito il momento delle scuse, del nascondersi dietro ad un dito. Ognuno di noi è responsabile, di sé stesso, della sua famiglia, della sua collettività, del mondo intero.

Dobbiamo lasciar spazio al mondo, alla natura, alla pachamama e permettergli di respirare.

E anche noi dobbiamo respirare, sentire quei respiri e non darli più per scontati, non lo sono più.

E ora?

Sono disorientato, lo ammetto. Difficile parlare di viaggi quando ci hanno chiuso le frontiere. In questi giorni ho iniziato a far pulizia, prima in casa e poi dentro di me. Infine anche negli hard disk dove ho quasi 8 terabyte di materiale. Nelle prossime settimane posterò su Youtube vecchi video inediti di viaggi ante 2014. Spero che a breve sarà pronto il videocorso di viaggio dove potrete imparare tutti i miei trucchi del mestiere, dal quale verranno estratti alcuni video che pubblicherò sempre su Youtube (iscriviti al canale!).  Ho iniziato a lavorare al video relativo al Kumbhmela dell'anno scorso, 90 gigabyte di materiale che spero vedrà la luce nelle prossime settimane. Infine ho iniziato a scrivere il mio terzo romanzo dove il concetto di viaggio, nel suo senso più puro e assoluto, sarà come non mai al centro della storia. Su questo blog pubblicherò presto degli itinerari che conosco bene e voglio condividere con voi per non smettere di sognare e di viaggiare... almeno con la testa. Troveranno spazio anche i miei appunti, pensieri in quarantena. Sui social troverete di tanto in tanto delle dirette, ci facciamo un po' di compagnia insieme.

Scrivetemi nei commenti gli argomenti che vi piacerebbe che io trattassi.

Peace