Desiderio di stare a contatto con la natura, di rilassarsi lontano dal caos e di vivere con ritmi diversi: queste sono alcune delle motivazioni che spingono sempre più persone a trascorrere le loro vacanze negli ecovillaggi sparsi in tutto il mondo.
Cosa sono gli ecovillaggi
Vivere secondo modelli eco sostenibili, condividere ideali socioculturali ed economici a misura d’uomo, in armonia con la terra e con tutto ciò che ci circonda: è questo il principio di base degli ecovillaggi.
Nello specifico, parliamo di comunità vere e proprie, per l’appunto villaggi, in cui ogni aspetto della vita quotidiana, dalle scelte abitative alle tecniche di coltivazione della terra, viene gestito nel pieno rispetto dell’ambiente: dall’uso di materiali naturali quali legno, sughero, pietra per le costruzioni, alle coltivazioni puramente biologiche, fino all’uso di energie rinnovabili con l’utilizzo di pannelli solari, pale eoliche ecc.
Da un punto di vista più filosofico, possiamo definire un ecovillaggio come un luogo di sperimentazione, in cui si cerca di vivere a impatto zero. Un modo per dimostrare che il cambiamento verso la salvezza dell’ambiente è possibile. E che si può avere una società in cui il rapporto dell’uomo con l’ambiente che lo circonda assume un carattere costruttivo piuttosto che distruttivo.

Visitare gli ecovillaggi
Oggi quella degli ecovillaggi è una realtà ben consolidata in tutto il mondo. Anche in Italia ne sono sorti diversi, sia rurali che cittadini, la maggior parte dei quali associata al Rive (Rete italiana villaggi ecologici).
Queste comunità sono aperte - anche se non in tutti i periodi dell’anno - a ospitare viaggiatori e curiosi, persone interessate a provare lo stile di vita naturale sia attraverso visite giornaliere che con permanenze medio/lunghe.
Visitare un ecovillaggio significa immergersi totalmente nello stile di vita di chi lo abita, entrare in contatto con i membri della comunità e con le loro attività e magari dare una mano durante la permanenza. È importante sapere che passare un periodo di tempo - che può spaziare da qualche giorno a qualche mese - non è da considerarsi una vacanza “classica” in cui ci si rilassa semplicemente, si è serviti e riveriti e tutto è a nostra disposizione.
Seppur molte strutture hanno fatto dell’ecoturismo una fonte di reddito con cui contribuire al sostenimento della comunità, non è corretto considerare gli ecovillaggi come reali b&b o agriturismi, ma piuttosto come strutture aperte ad ospitare in casa propria, in cui si è trattati in maniera informale e amichevole.
Il più delle volte, chi è interessato a soggiornare in un ecovillaggio dovrà tenere in considerazione anche l’idea di dover contribuire al lavoro giornaliero, avendo così la possibilità di immergersi totalmente nella vita comunitaria dell’ecovillaggio.
La vacanza in un ecovillaggio è prima di tutto un’occasione di scoperta, conoscenza e condivisione. Un’esperienza di vita naturale e semplice, che non è sicuramente per tutti ma che tutti dovrebbero provare una volta nella vita.
Se vuoi saperne di più sugli ecovillaggi ti consiglio di seguire il videocorso di Campus del Cambiamento per scoprire cosa li ispira, la loro storia, dove si trovano, chi li anima, come farne parte o realizzarne di nuovi: dagli intenti individuali alla creazione collettiva di un progetto di vita.

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