Sono ormai settimane che sentiamo parlare di vaccini e forse siamo davvero arrivati al punto in cui ci si può finalmente chiedere come cambierà il mondo dei viaggi senza dover a tutti i costi fare degli scongiuri. L’Inghilterra ha iniziato proprio pochi giorni fa a somministrare le prime dosi seguita a stretto giro dagli Stati Uniti. Cina e Russia invece hanno già iniziato da tempo. In Italia si parla di un V-Day già dal 27 dicembre... Tutto vero, la luce in fondo al tunnel pare essere ormai vicina al netto di recenti e "strane" pericolose mutazioni del virus, ma la domanda che attanaglia i viaggiatori di tutto il mondo è: nei prossimi mesi sarà obbligatoria o no la vaccinazione per entrare in uno stato o addirittura per salire su un aereo?
Negli scorsi giorni sono incappato in un interessante articolo di Lonely Planet a firma del giornalista dell'aviazione John Walton che mi ha chiarito non poco le idee. Nei prossimi mesi, è probabile che molti di noi saranno vaccinati contro questa terribile malattia e questo è un enorme conforto. Ma mentre ci prepariamo a farci vaccinare - e, salvo specifici motivi di salute che solo un medico può indicare, dovremmo vaccinarci tutti- è importante rendersi conto che è probabile che alcune compagnie aeree e governi richiedano le prove di tale vaccinazioni. Allo stato attuale i lavori burocratici internazionali sono ancora in alto mare in tal senso e quindi ciò potrebbe significare che dovremo agire di nostra iniziativa ed essere preparati ad alcuni inevitabili sbattimenti.
Le compagnie aeree possono permettere di salire a bordo solo ai vaccinati?
Sì, ti anticipo già la risposta... ma voglio spiegarti il perché: Qantas, compagnia di bandiera australiana, ad esempio - che ha tagliato i voli internazionali fino al 2021 - è stata in prima linea nell'affermare che è molto probabile che i passeggeri debbano aver completato il processo di vaccinazione prima di volare. L'amministratore delegato Alan Joyce ha suggerito che il suo piano è quello di modificare i termini e le condizioni della compagnia aerea per richiedere tale vaccinazione, ritenendo che "che sia una necessità" per i viaggiatori internazionali che arrivano in Australia e per chiunque voglia lasciare il paese. SBAM! Porta, o sarebbe meglio dire portellone, sbattuto in faccia ai No Vax...

Ma andiamo nello specifico: se una compagnia aerea può richiedere di essere vaccinato prima di salire a bordo dipenderà dalla nazione in cui ha sede la compagnia aerea, ma di regola, sì, le compagnie aeree sono generalmente compagnie private e hanno tutto il diritto di richiedere una certificazione ai loro clienti. Detto questo, ci saranno anche passeggeri che non saranno in grado di farsi vaccinare oltre a quelli che invece non lo vorranno per obiezione personale. La gestione di queste esenzioni sarà fondamentale e complessa per le compagnie aeree: già ora non si esclude che in molti casi, passeggeri senza scrupoli, potrebbero anche abusare di diverse tipologie di esenzioni, utilizzando false società di certificazione online per farlo. Negli Stati Uniti pullulano già siti internet dedicati e, per esempio, si teme anche che pazzi leader religiosi certificheranno che la loro particolare setta ha principi religiosi contro i vaccini.
Come si comporteranno gli stati?
Indipendentemente da ciò che decideranno le compagnie aeree, potrebbe essere che anche alcuni governi richiedano la vaccinazione dei passeggeri come condizione per l'ingresso nel Paese quantomeno per evitare i costosi sistemi alberghieri di quarantena di due settimane. Questo potrebbe essere il caso di quei paesi particolarmente virtuosi tra cui Australia, Cina, Hong Kong, Islanda, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Taiwan, ma anche altrove. Ecco che anche in questo caso sarà fondamentale quantomeno scansionare la prova della vaccinazione, quindi è imprescindibile ottenere e conservare la prova delle vaccinazioni eseguite.
Ecco dove tutto diventa più complicato: sapere cosa effettivamente richiederanno le compagnie aeree e i governi in termini di vere e proprie prove. Se consideriamo che ciò che sta succedendo nel mondo sta accadendo molto velocemente e che subito dopo Natale verranno avviate le vaccinazioni avete già capito di che problema sto parlando. D’altronde è una situazione che non ha precedenti nella storia e le cose probabilmente cambieranno ancora più rapidamente, quindi prima di tutto, il mio consiglio è di assicurarci di salvare, scansionare e fotocopiare ogni documento, dalla richiesta firmata dal dottore, ovvero l'impegnativa e perché no, anche le confezioni stesse del vaccino, se possibile.

Quale futuro per i viaggi del 2021?
A mio avviso i primissimi vaccinati dovranno esigere una sorta di certificato di vaccino: dovrebbe indicare le generalità del vaccinato, la data della vaccinazione (o vaccinazioni - in caso di vaccino a due dosi), il medico che l'ha somministrato, il nome del vaccino somministrato e il numero di lotto.
In Italia poi, sarà FONDAMENTALE esigere una certificazione redatta anche in inglese che il medico o altro professionista medico possa timbrare e firmare. Nel certificato dovremo prestare molta attenzione al fatto che vengano inseriti questi dettagli:
- Generalità del vaccinato
- Centro di vaccinazione
- Nome del dottore o del professionista sanitario che dichiara sotto sua responsabilità di aver somministrato il tipo di vaccino contro il coronavirus SARS-CoV-2 per proteggersi da COVID-19
- Data di vaccinazione (o date se il vaccino prevederà più di una somministrazione)
- Tipologia di vaccino effettuato.
In Italia qualcosa (finalmente) si muove
Certo, pensare che l'Italia possa adeguarsi tempestivamente a quanto potrebbe essere richiesto a livello internazionale parrebbe un'utopia, invece... Invece forse non è così, stavolta potremmo essere già pronti! Recentemente ho scaricato l'app ER Salute, in quanto residente in Emilia Romagna, ma soprattutto ho attivato il mio Fascicolo Sanitario Elettronico: quando mi hanno somministrato il vaccino antinfluenzale mi è arrivata prontamente una mail che ha aggiornato tutto il documento relativo alle mie vaccinazioni di tutta la mia vita! Trattasi di un documento ufficiale quindi potrebbe essere proprio questo il documento necessario al fine di potersi imbarcare sugli aerei. Per attivare questo Fascicolo Sanitario Elettronico occorre dotarsi di SPID, ovvero il sistema pubblico di identità digitale: l'attivazione è piuttosto semplice anche se occorre trovare il modo di procedere al riconoscimento che in alcune regioni è possibile fare in farmacie prestabilite. Non tutte le ciambelle riescono però col buco: il documento delle vaccinazioni al momento è solo in italiano, speriamo che presto venga anche adeguato e tradotto in inglese. Ma soprattutto speriamo che presto si torni a viaggiare!!
Aggiornamento al 20 gennaio 2021: LO IATA TRAVEL PASS
Visto l'argomento in continua evoluzione ho pensato di volerlo aggiornare ogni qualvolta ci fosse una notizia meritevole e soprattutto verificata: pare infatti che lo IATA TRAVEL PASS sia sempre più vicino a divenire realtà.
Che cos’è la IATA? E che cos’è lo IATA TRAVEL PASS?
La IATA è l'organizzazione che riunisce e regolamenta quasi 300 compagnie aeree, e lo IATA TRAVEL PASS riguarda l'utilizzo di una sorta di passaporto digitale che possa attestare un test covid negativo ed eventualmente anche la prova di vaccinazione.
Negli scorsi giorni le prime due compagnie aeree hanno dichiarato di avere aderito all'utilizzo dello IATA TRAVEL PASS: si tratta di Emirates e Etihad per i voli in partenza da Dubai e Abu Dhabi.
Sarà completamente digitale: il passeggero, o meglio ancora il centro analisi, dovrà caricare l'esito del test sull'app; verrà poi creato un QR code che gli addetti in aeroporto scannerizzeranno.
E L'EUROPA?
Lo IATA TRAVEL PASS potrebbe avere un'applicazione molto interessante anche in Europa che, da tempo, va cercando una soluzione unificata per poter creare una sorta di "bolla" entro la quale si possa viaggiare liberamente se vaccinati. Il Primo Ministro greco Kyriakos Mitsotakis sta lottando in prima linea su questo punto e nei prossimi giorni si attende una pronuncia del Consiglio Europeo.