Se l’isola di Oahu era ciò che esattamente mi aspettavo dalle isole Hawaii le prime sorprese sono arrivate visitando la seconda isola del nostro itinerario, ovvero Kauai.
La natura è tornata prepotente e soprattutto l’impatto umano, e quindi statunitense, è davvero limitato. Una vegetazione talmente lussureggiante da apparire a tratti assurda, inimmaginabile. Le sue spiagge a dir poco perfette dove rilassarsi, prendere il sole, passeggiare e ammirarne soprattutto i tramonti. Se non fosse abbastanza aggiungici pure che in tutte queste spiagge è possibile ammirare le gigantesche tartarughe verdi proprie dell’Oceano Pacifico che arrivano sul bagnasciuga per riposarsi alcune ore. I trekking nella foresta che portano alla scoperta di cascate, fiumi e panorami mozzafiato come la famosissima Napali Coast, il punto probabilmente più scenografico di tutta l’isola, raggiungibile solo a piedi attraverso vertiginosi sentieri sui costoni, dal mare per godere di spiagge paradisiache completamente da soli oppure si può ammirare dal cielo grazie a volo frequenti e panoramici in elicottero.
L’esperienza in elicottero
Ci sono esperienze e avventure che andrebbero provate almeno una volta nella vita e sicuramente un giro in elicottero alle Hawaii è una di queste. Tuttavia ho dovuto fare i conti con la mia incapacità ad essere tranquillo in volo. Attualmente prendo circa una settantina di aerei all’anno ma nonostante questo, durante il decollo mi tendo come una corda di violino, sudo freddo nel palmo delle mani e al minimo rumore o scossa mi agito molto. Tutto si risolve fortunatamente pochi minuti dopo aver staccato i piedi da terra e soprattutto la cosa non ha mai avuto alcuna ripercussione sul scegliere o meno se viaggiare in aereo verso quella o quell’altra destinazione. Non mi agito neppure in aeroporto ma solo ed esclusivamente sulla pista di decollo. Ho capito che la mia mente semplicemente fatica ad accettare il semplice concetto di volare e necessita il suo tempo per adeguarsi. Tutta questo per dire che a un certo punto mi sono trovato dentro quella che altro non era che una scatoletta di tonno con le eliche a sorvolare a duemila metri di altezza l’oceano Pacifico e le montagne hawaiane di Kauai. Per di più senza le porte per garantirmi un’esperienza ancora più forte e ovviamente poter fare le migliori foto e riprese possibili.
Come è andata quindi?
Penso di non essermela mai fatta più sotto in tutta la mia vita ma è stata senza dubbio una delle esperienze più forti e adrenaliniche di tutta la mia vita.
La paura, limite o opportunità?
La domanda a questo punto sorge quindi spontanea: se avessi ascoltato le mie paure e mi fossi fatto condizionare da queste non avrei mai vissuto un’esperienza talmente entusiasmante come quella appena vissuta. In tanti mi chiedono della paura e di quello che ne penso e quindi è giunto il momento di parlarne anche qui sul blog: credo che non bisogna aver paura della paura. Troppe volte ci facciamo limitare da questa prendendola come pretesto per non fare qualcosa. Io tuttavia credo sia invece un meccanismo mentale he semplicemente ci pone all’erta. Diffido da chi non ha paure, mi sembra francamente un incosciente e nulla più, non un coraggioso. La paura dobbiamo imparare a convincerci e farcela amica in modo da superarla e sorridere dei nostri limiti superati guardandonsi indietro compiacendosi di quanto appena fatto.