maldive

Le 1.192 isole coralline della Repubblica delle Maldive sono davvero il paradiso da cartolina che le foto anni ’90 alle pareti delle agenzie viaggio ci hanno sempre fatto sognare: un’armonia perfetta di alte palme verdi, sabbia bianchissima e mare azzurro cristallino. Chi non le desidera?

 

Anche a me, nonostante non ami più crogiolarmi al sole senza far niente tutto il giorno, solleticava l’idea di andarle a visitare. Eppure non è solo la loro risaputa ed eccezionale bellezza a far sì che fossero sulla mia wishlist, ma soprattutto la passione che ho per la subacquea – sempre sarò riconoscente a mio fratello per avermela trasmessa! Le Maldive infatti sono uno dei migliori posti al mondo dove fare immersioni.

L'OCCASIONE GIUSTA!

 Potete quindi immaginare l’incredulità quando ho ricevuto l’offerta dal tour operator con cui collaboro di andare alla scoperta di un’isola abitata solo da Maldiviani, senza alcuna traccia dei resort di lusso da luna di miele. Avrei dormito in una guesthouse e avrei goduto di un atollo semideserto perché ancora poco conosciuto: insomma le Maldive adattate ad un backpacker! Inoltre, cigliegina sulla torta, sarei stato in compagnia dei miei tre amici e colleghi Edo @mentenomade, Fabio @viaggioergosum e Tatiana.

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L'ALTRA FACCIA DELLE MALDIVE

La permanenza a Mandhoo non è stata niente male: c’erano le alte palme verdi, c’era la sabbia bianchissima e c’era l’azzurro del mare cristallino. C’è stato tutto quello che le agenzie di viaggio hanno sempre promesso. Purtroppo però ho visto anche molta plastica, una vera e propria discarica formatasi in un punto dell’isoletta a causa della corrente, ma anche a causa dell’incuria umana. Questa ahimè è l’altra faccia della medaglia, il lato oscuro del paradiso. Credo vivamente che, soprattutto in ecosistemi così delicati come questo, la plastica vada assolutamente bandita, altrimenti non ci saranno più viaggi con paesaggi mozzafiato da organizzare. Il mondo è nostro, ma dobbiamo preservarlo!

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I FONDALI DELLE MALDIVE

Anche le immersioni, che tanto ho amato, mostrano quello che le fotografie non fanno vedere al turista, ossia il corallo non sempre colorato e vivo, bensì morto e grigio. Certamente in questo caso però la colpa non è solo ed esclusivamente dell’incuria umana, ma ha avuto un ruolo cruciale lo tsunami del 2004. Nonostante ciò ogni volta che mi immergevo avevo la sensazione di stare in un grande acquario. Ho potuto coronare il sogno di nuotare danzando con le mante e ho ammirato tante specie diverse di squali tra cui i pinna bianca, i pinna nera e persino quelli nutrice; mi sono perso lo squalo balena e lo squalo leopardo, ma lo considero il motivo in più per ritornarci un giorno.

Ho sentito dire che tra vent’anni le Maldive potranno scomparire a causa dell’innalzamento dei mari … Sarebbe senz’altro un grande fallimento mondiale perdere queste autentiche perle dell’oceano indiano solo perché non siamo stati in grado di prenderci cura dell’ambiente. Torno quindi con un grande insegnamento in tasca e con nuovi precisi intenti da attuare nella mia vita: impiegherò più attenzione ed energie al problema del consumo di plastica, riducendola dove possibile. Con il mio blog nelle prossime settimane cercherò di farvi capire quanto sia importante affrontare queste tematiche.