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In mezzo a tutti questi voli da prendere, a questi video da montare e a questi zaini sempre da preparare, a volte capita che mi fermo e ripercorro il mio giro del mondo. Ci sono posti che inevitabilmente per un po' dimentico, ma poi quando riaffiorano nella memoria si raccontano nitidi in un fermo immagine. Big Sur, California: estate 2015.

 

Alla fine del mio coast to coast americano ho percorso l’Highway 1 per scendere da San Francisco verso Los Angeles. Mi sono così imbattuto in quella regione della costa centrale della California che si estende per circa 110 km tra Carmel-by-the-Sea a nord e San Simeon a sud. Uno dei percorsi più selvaggiamente scenografici degli Stati Uniti, se non del mondo. Un viaggio on the road pazzesco, in cui ad ogni singola curva si ha la tentazione di fermarsi a scattare decine di fotografie perché sai che un paesaggio così, una volta a casa, non lo vedi più.

 

Big Sur è un piccolo gioiello naturale preservatosi così grezzo e solitario grazie alle restrizioni poste allo sfruttamento del suolo. Gli alloggi per i turisti sono limitati e spesso, purtroppo, molto costosi; quindi attenzione durante la più affollata stagione estiva: in questo tratto di Highway 1 ci sono meno di 300 camere d'albergo in 150 km, inoltre non sono presenti nemmeno catene alberghiere, supermarket o fast food.

NOVE PARCHI STATALI E MOLTO ALTRO

Big Sur è particolare: conta ben nove parchi statali e ognuno di essi ha molti luoghi di interesse, tra cui una delle poche cascate che si riversano direttamente nell'Oceano Pacifico, la cascata Mc Way; ci sono le affascinanti rovine di una grande casa in pietra sulla scogliera che fu una delle prime abitazioni elettrificate della regione, e poi l'unico faro completo del XIX secolo aperto al pubblico in California, Point Sur Lighthouse, collocato su una solitaria collina sempre accarezzata dal vento che sembra un'isola nella nebbia.

Uno dei punti più suggestivi – e quindi fotografati – è il Bixby Bridge che, sull'omonimo torrente, è il punto di partenza per trovare la capanna dove lo scrittore della beat generation, Jack Kerouac, abitò per qualche tempo alla fine degli anni ’50. È ovviamente qui che scrisse Big Sur, uno dei suoi romanzi più celebre dopo On the road, libri che sono un must per qualsiasi viaggiatore affetto da wanderlust!

Ma a Big Sur non sarà solo la costa con i suoi tramonti rossi a farvi innamorare; ci si metterà anche la vallata interna a farvi emozionare. La cosa che mi ha proprio affascinato dell’entroterra, nonostante sia durato solo per poche miglia, è il momento in cui ci si addentra nella foresta di sequoie: visivamente nulla ricorda la costa appena lasciata all'ultima curva, solo la brezza oceanica e l’odor del sale che passa tra i rami degli alberi.

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COSA FARE E VEDERE A BIG SUR

È qui nella valle, dove sono ammassati alloggi e ristoranti, che Big Sur offre escursionismo, alpinismo, e altre attività all'aperto. Le spiagge sono poche e piccole, popolari per le passeggiate, ma non adatte ai bagni a causa delle correnti imprevedibili e delle basse temperature dell'acqua; sono ideali invece per colonie di leoni marini, come Point Lobos, dove si possono osservare da vicino decine di questi grandi mammiferi che se ne stanno simpaticamente spiaggiati al sole anche se ogni tanto qualcuno inizia a litigare e a lottare.

Perdendomi tra i ricordi di quelle morbide curve e di quelle scogliere alte che baciano l’Oceano Pacifico, torna una gran voglia di tornarci e magari in una stagione come l’autunno, meno affollata e con i colori caldi che garantiscono tramonti inspiegabili. Così, come spesso capita, in mezzo a tutti questi viaggi già programmati ho voglia di incastrarne uno con destinazione prorpio Big Sur: mi siedo alla scrivania, apro il Mac e cerco un volo Lufthansa per San Francisco, che dista solo un’ora da queste meraviglie naturali. Con Lufthansa, infatti, dall’Italia è sempre più facile raggiungere la California!

 

 

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"Il mondo è troppo vecchio perché noi possiamo parlarne con le nostre parole nuove." è una citazione tratta dal libro "Big Sur" di J.Keruac

 

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