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In Argentina con il diabete

El Chalten - Argentina

Dopo aver toccato la fine del mondo a Ushuaia è tempo di volgere a Nord ed esplorare la parte rimanente del Sudamerica. Manca proprio la zona più grande ovvero quella occupata da Argentina e Brasile oltre ad Uruguay e Paraguay, in pratica il lato che si affaccia all’oceano Atlantico. È una zona molto vasta e ho pianificato una permanenza di oltre sei mesi per poterla assaporare in tutte le sue sfaccettature.

La calorosa accoglienza in territorio argentino

L’impatto con l’Argentina, a Sud non è diverso dal Cile nella zona della Patagonia.


I territori sono molto simili nella zona della cordigliera andina. Cambiano molto invece diradandosi verso l’oceano dove a regnare suprema è una pianura immensa e desolata chiamata Pampa. Dove in Cile si trovano fiordi imponenti ad accogliere l’oceano pacifico da questa parte chilometri e chilometri di nulla. Indubbiamente ha il suo fascino che si sprigiona quotidianamente al tramonto quando l’aria si colora e da lontano si stagliano i contorni dei gauchos a cavallo accompagnati dai fedeli cani pastore. Fieri come pochi si muovono con circospetta eleganza.

Quello che ho notato fin dal principio è la calorosa accoglienza del popolo argentino. La maggior parte delle persone hanno discendenza italiana e spagnola ed è facile sentirsi a casa. Il cibo tipico è praticamente di matrice italiana con poche varianti: gnocchi, lasagne, pasta di ogni genere. E poi le “milanesa” ovvero le cotolette che qui spesso servono alla “napolitana” ovvero con pomodoro, origano, prosciutto e formaggio fuso sopra. Non mancano le classifiche empanadas sudamericane che qui sono per lo più cotte al forno anziché fritte. Gli ingredienti di qualità non mancano ed è quindi molto facile mangiare bene.

Nuove sfide anche per il diabete

Il diabete di tipo 1, come al solito ad ogni nuovo stato, ha avuto bisogno di qualche giorno di aggiustamento, non fosse altro per le alte calorie e carboidrati prepotentemente reinseriti in dieta. Rispetto alla Patagonia cilena qui il sud è molto più popolato e sebbene mi muovessi in autostop non ho avuto i problemi di pianificazione come quelli legati all’esperienza cilena. Un leggero aumento della basale e la rapida costantemente ponderata al cibo.

Quello che colpisce maggiormente del popolo argentino è lo spirito di condivisione. Si condivide tutto e la sua espressione maggiore si ha nel mate e nell’asado. Quest’ultimo è la classica grigliata, priva di qualsiasi condimento eccetto l’onnipresente chimichurri, un gustoso intruglio a base di olio, aglio, prezzemolo e altre erbe. Il mate invece è la tipica bevanda Argentina. A differenza del tererè paraguayano si consuma con acqua calda, ma non bollente. È un mix di erbe che si pone in un contenitore ricavato da zucche con una cannuccia di metallo. L’acqua calda viene versata a piccole dosi e si fa girare tra i presenti che bevono. È una specie di tè amaro, ma il modo di condivisione è unico nel suo genere. Qui è autunno e tutte queste condivisioni mi hanno fatto scattare il campanello d’allarme. Considerando che i diabetici sono soggetti a rischio, sentito il parere del mio medico, mi sono recato in farmacia per ottenere il vaccino antinfluenzale. È molto importante tenere in conto anche queste variabili, legate alle diverse e opposte stagioni rispetto all’emisfero boreale.
Una delle tematiche maggiori del mio viaggio intorno al mondo come diabetico è anche l’approvvigionamento di insulina. Avevo ancora una scorta risicata quando sono arrivato a Mendoza e così ho cominciato ad informarmi su come poterla conseguire. Sono così stato indirizzato ad una associazione chiamata AMADI presente in tutto il territorio. Mi sono presentato alla porta e mi sono introdotto raccontando il mio progetto di viaggio in compagnia del diabete. I presenti si sono emozionati e dopo un’infinità di domande, senza batter ciglio, si sono prodigati nel fornirmi insulina per oltre un mese di autonomia, senza spesa e senza alcuna ricetta medica. Questo dimostra che con caparbietà, determinazione e un briciolo di fortuna nulla davvero ci può fermare.



L’Argentina quindi si è rivelata un paese ospitale e disponibile che mi ha fatto davvero sentire a casa come nessun altro luogo al mondo. Conto di rimanerci ancora un mese dopo una breve sosta in Paraguay e sono sicuro che saprà riservarmi ancora tantissime sorprese.


Leggi l'articolo completo e segui le mie avventure con il diabete su Diabete.com

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Martedì, 15 Gennaio 2019
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