In Giappone con il diabete

Super sushi

Come vi ho raccontato nel precedente articolo (che puoi leggere qui) la cucina giapponese è una delle più gustose, colorate, profumate e varie del mondo. Mi sono addirittura spinto oltre, affermando che, a mio personalissimo parere, è la migliore cucina al mondo al di fuori dell’Italia.

Ma come si è comportato il diabete durante il mese che ho trascorso nella terra del Sol Levante? In questo specifico caso posso affermare tranquillamente che è il miglior cibo al mondo che abbia mai potuto provare in compagnia del mio scomodo amico, meglio anche della tanto decantata dieta meditterranea.

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Il Giappone e la sua cucina: è la migliore del mondo?

sushimi

Visitare e vivere il Giappone senza dedicarsi al cibo tradizionale è una vera e propria bestemmia esperienziale. Sì perché ovviamente questa terra è sì ricca di templi, santuari, paesaggi, cultura, grattacieli, luci e stranezze varie, ma è anche, udite udite, la miglior cucina al mondo dopo l’Italia.

Attenzione, è ovviamente una mia personalissima e opinabile opinione, tuttavia ho potuto visitare ben 76 stati nella mia vita e, avendoli attraversati quasi tutti “on budget”, cioè con pochi soldi, posso permettermi di confrontarli in maniera equilibrata  mettendo a confronto proprio i piatti tipici della tradizione, quelli poveri per intenderci, che tra l'altro oggi i grandi chef hanno iniziato a rielaborare.

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La libertà è sovrana e noi siamo felici in ogni angolo della terra.

Marocco

Il Marocco sta diventando ormai sempre di più una mia seconda casa: ci ho infatti trascorso alcuni giorni in una vacanza da piccolo con i miei genitori, quasi 25 anni fa. Chi mi conosce e ha letto il libro sa che ci ero tornato nel 2013, pronto a compiere un passo che poi per fatalità non si concretizzò.  Ho chiuso in pratica il mio giro del mondo in quella terra trascorrendoci quasi due mesi per prepararmi al ritorno in Italia e per terminare gli ultimi ritocchi al mio libro “L’Orizzonte Ogni Giorno Un Po’ Più In Là”.

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Le buffe e ironiche statue Rakan di Kyoto

Rakan

Quando viaggio mi concedo spesso visite a luoghi insoliti e per nulla conosciuti, un po’ per evadere dai classici itinerari turistici e un po’ anche perché mi piace il gusto della scoperta, del nuovo, del poter portare a casa un pezzettino della mia personale ricerca ed esperienza.

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Le mille luci di Tokyo

japan

Non basterebbe una vita per poter dire di conoscere Tokyo. 

Una popolazione di quasi dieci milioni di abitanti, oltre ai tanti pendolari e perchè no, anche i tanti visitatori quotidiani. 

Ecco però di questo sono certo, non è una metropoli che sa di esserlo. Mi spiego: nella mia vita ho avuto la fortuna di visitare tutte le più grandi città del mondo, mancano al mio personale appello solo Miami, Singapore e Shangai. Tokyo non sembra questo incredibile agglomerato urbano. Sembra piuttosto un insieme di tante città, di mille sfacettature. 

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La magia tiene sempre la porta aperta. Davvero, sempre. Trovarla dipende solo da noi.

Kyoto

 Durante la mia avventura in giro per il mondo senza aerei ho dovuto fare determinate scelte in modo da conciliare spostamenti, logistica e soprattutto budget risicato. Fu così che dovetti rinunciare ad uno dei paesi che più stuzzicavano la mia mente fin da adolescente, ovvero il Giappone. 

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Capodanno in Patagonia! 28 dicembre - 8 gennaio 2019

patagonia

Quante volte tornato dal mio Giro Del Mondo Senza Aerei ho sentito questa domanda:
QUAL È IL POSTO PIÙ BELLO DEL MONDO?

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Tappa 14: San Vito al Tagliamento / Monte Zoncolan

Zoncolan by ape

Quando mi dissero di andare a percorrere con un Ape rosa le strade del Giro d'Italia ero ovviamente molto contento e soddisfatto e scorrendo le pagine con l'itinerario una tappa e in particolar modo una dedstinazione solleticava la mia fantasia: Il monte Zoncolan. 

LA conoscevo, ovviamente, per le edizioni recedenti ma rimase nella mia testa per una intervista, effettuata ad Ivan Basso, in cui dichiarava che quando un corridore inizia a pedalare su quella salita non lo fa per la vittoria, ma perchè finisca  il prima possibile. Circa 10 chilometri di salite, tornanti, pendenza che arrivano fino al 26%, tre gallerie strette e buie, io che manco riuscivo ad inserire la terza marcia. Cercando un po' su internet mi accorsi che viene definita la salita più dura d'Europa , mi scaricai da youtube le immagine delle tappe già percorse qui. E mai nessuna tappa fu noiosa anzi, su questi chilometri si sono scritte vere e proprie pagine di leggende ciclistica. 

Chi dominerà lo Zoncolan entrera di diritto nel novero dei grandi scalatori, una montagna che, come mi ha insegnato il mondo, ti strega, ti ammalia, ma di cui averne rispetto. 

Oggi ci aspetta la TAPPA. 

  La tappa di oggi: 
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Tappa 9: Pesco Sannita / Campo Imperatore

Gran Sasso d'Italia

Il giro d'Italia significa veder sfrecciare biciclette a tutta velocità, ciclisti in posizioni improbabili per avere la migliore areodinamica possibile durante le tappe a cronometro, ma soprattutto le grandi cavalcate in salita, con la gente pronta a spingerti letteralmente con il cuore oltre l'ostacolo. 

La tappa di oggi è una di quelle con un arrivo in salita fino a 2100 metri sul livello del mare, una salita tanto dura da essere intitolata proprio a Marco Pantani. Già mi immagino i corridori agognare quel traguardo ammazza gambe. 

E poi lo scenario intorno, uno dei più belli di tutta Italia ovvero il parco del Gran Sasso, montagne ad ergersi nel centro dell'Italia per dipingere un quadro di rara e maestosa bellezza. I campi verdi, i pastori, le rocce a rendersi evidenti nel contrasto dell'erba, la neve ancora presente abbontante sulle montagne, i laghi, i rifugi. 

L'Italia è meravigliosa e questa regione ne è uno degli assoluti tributi.

 

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Tappa 8: Praia a Mare / Montevergine di Mercogliano

DJI_0146 PAESTUM

 

Il Giro d’Italia accompagna i miei più lontani ricordi. Ricordi di estati passate in alta Val Trebbia a casa dei miei nonni. Un televisore piccolo, in bianco e nero, che mi era vietato utilizzare nel pomeriggio fino alle 17. Perché mio nonno lo monopolizzava proprio con il Giro. Mio nonno, un uomo all’apparenza burbero e severo ma con un cuore d’oro, mi cacciava da quella poltrona e si sedeva lui, per seguire la corsa. Non ho mai capito se prediligeva più Coppi o Bartali, ma ogni volta che si commentava qualcosa era sempre un riferimento a quei due campioni. Ricordo Bugno, Chiappucci, Fondriest e il primo Indurain. Ricordo che era buffo vedere che il primo della corsa avesse una maglia rosa. Ricordo che pian piano quel momento divenne il nostro momento in cui quell’uomo a tratti duro si lasciava andare. Poi venne la televisione a colori, io ero cresciuto, ma ancora adolescente, e la passione per quella corsa che non scemava. Con l’età e la scuola i nostri appuntamenti davanti al televisore si erano spostati all’altra corsa, il Tour de France, ma io nel frattempo, da solo, non mancavo mai l’appuntamento col Giro. Mi chiedevo sempre come mai non passasse dalle mie parti e finalmente un giorno passò a pochi chilometri dalla mia città. Scesi sulle strade e mi impressionò la velocità con cui i corridori passarono, il gruppo era compatto e quasi non me ne accorsi, durò tutto pochi secondi, il giorno del mio compleanno.

 

Il Pirata

E poi venne lui, il Pirata, colui per il quale mettevo la sveglia e non potevo perdermi una sola pedalata. Marco Pantani. Fu l’unico ciclista moderno a far emozionare mio nonno. Per Marco non vi erano confronti col passato, non esistevano Coppi o Bartali, Pantani era semplicemente Pantani. Leggevo tutte le mattine la Gazzetta e si ipotizzava il suo attacco alle 16. Io la sveglia la mettevo alle 15 e iniziavo ad incollarmi al televisore con i libri di Latino sulle gambe. E lui prontamente scattava, era un appuntamento fisso, come il gol di Baggio e il rigore rubato della Juve a 90mo minuto la domenica pomeriggio. Come la vittoria di Tomba la domenica a pranzo, o quelle di Valentino e Schumacher la domenica pomeriggio. Marco Pantani, con quell’aria di ragazzo normale, quell’accento romagnolo, quella pedalata. Mi alzavo dal divano e lo incitavo urlando come un pazzo e quando lui tagliava quel traguardo ero a pezzi senza voce, ma felice, emozionato. 

Il giro d’Italia per me oggi.

Il Giro d’Italia ha una storia importante, ha segnato la mia storia personale ed essere oggi chiamato a raccontarlo, secondo il mio stile e la mia natura è l’ennesima grande soddisfazione della mia vita. Ogni giorno in giro, per luoghi abbandonati e dimenticati, per le vie dei centri o per le stradine di montagna su quell’ape rosa, è come avere il mio caro nonno con me, a raccontarmi delle gesta dei corridori del passato. E forse prima che se ne andasse glielo avrei dovuto chiedere: ma chi era più forte: Coppi o Bartali? Secondo me lui tifava per Bartali non fosse altro per il simile carattere, ma Pantani... eh Pantani!

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Un amico conosce la melodia del nostro cuore e la canta quando ne dimentichiamo le parole.

Halong Bsy

 

HANOI, LA CAPITALE DEL NORD

Le sue architetture, il record mondiale di fili della luce penzolare dagli edifici, la sua città nuova con negozi e locali alla moda, la sua città vecchia. Proprio quest’ultima sarebbe da visitare all’alba, quando una sottile coltre di nebbia aleggia nell’aria, le persone iniziano a preparare i banchi del mercato mentre altri si svegliano praticando Tai Chi sulle rive del suo lago centrale.

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Sabrina
Sarebbe interessante proporre il Trip Therapy già ai più piccoli, per una generazione più curioso e più aperta. Viaggiare, scoprir... Leggi tutto
Domenica, 22 Aprile 2018 01:30
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Con la mia lanterna, ho trovato un uomo: me stesso. Lo guardo.

Vietnam

 

La magia di una notte

La magia di una notte speciale in  un villaggio di pescatori del Vietnam, una notte che, se vissuta, rimarrà indelebile nella memoria e nel cuore di un viaggiatore.

Le stradine pullulano di gente e sul lungo fiume alcune vecchine stanno iniziando ad appoggiare a terre alcuni copricandele di carta. Il sole via via si fa rosso e lentamente si adagia sulla riva opposta. Il fiume inizia a riempirsi di barchette e anche noi vogliamo per l’occasione effettuare un giro al tramonto. Dalla barca si può osservare molto bene il volgere dell’oscurità e la magia delle prime lanterne accese.

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Goodmorning Vietnam!

vietnam-1

 

Dovevo arrivarci dalla Thailandia e dalla confinante Cambogia per attraversarlo con mio padre, da sud a nord prima di volgere verso il Laos e poi la Cina, ma poi il destino della Vita mi ha voluto mettere i bastoni tra le ruote e complice un dovuto e forzato rientro a casa di alcune settimane e un cargo mercantile pronto a salpare da Hong Kong ho dovuto saltare questo paese così affascinante.

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Placentia diaries: #1 la Pietra Parcellara

Pietra

Complice una stupenda giornata di sole fuori stagione, non ho resistito e me ne sono andato a fare un giro nella mia provincia e la destinazione non poteva essere altro che uno dei luoghi che più amo della Val Trebbia ovvero la Pietra Parcellara.

Ne ho approfittato per realizzare questo semplice video senza pretese che però, se vi piace, potrebbe essere una nuova serie di video vlog sul mio canale in cui vi racconto le mie terre. 

Commentate e fatemi sapere cosa ne pensate! 

 

 

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L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni

Dresda

Le sorprese che spesso regala il mettersi in viaggio sono tante e inaspettate.

Come vi ho raccontato nell’articolo su Berlino, questo inverno ho deciso di trascorrerlo in Europa e soprattutto in Germania. Come da mie abitudini non volevo  percorrere i classici itinerari turistici e così, dopo un rapido assaggio della capitale sono saltato su un bus in direzione Dresda, una città che da tanti anni riecheggiava nella mia testa a causa di un quadro.

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Viaggio di gruppo in Perù - Agosto 2018 - #BackpackersAcademy

PERU SOLD OUT

IMG_3480.jpgItinerario dettagliato

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Trip Therapy
Ciao Aurora, mi spiace ma per la tipologia di viaggio, le altitudini e i lunghi trasferimenti tipici del sudamerica ti direi che n... Leggi tutto
Mercoledì, 21 Marzo 2018 09:31
Trip Therapy
Ciao Barbara! Assolutamente no! È un viaggio impegnativo solo per alcuni trasferimenti in bus che in Sudamerica sono piuttosto len... Leggi tutto
Venerdì, 23 Marzo 2018 10:46
Trip Therapy
Certo che sì Massimiliano!
Giovedì, 12 Aprile 2018 14:31
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Berlino: qui sono straniera e tuttavia è tutto così familiare. In ogni caso non ci si può perdere: s'arriva sempre al muro.

Berlino

Dopo tanto, tantissimo mondo, una volta rientrato a casa ho iniziato a sentire la necessità di conoscere anche le realtà più vicine a me, e così dopo aver attraversato l’Italia in lungo e in largo per presentare il mio libro L'Orizzonte Ogni Giorno Un Po' Più In Là e la mia avventura era giunto il momento di volgere i miei orizzonti verso la vicina Germania e soprattutto verso una città che non potevo perdonarmi di non aver ancora vissuto: Berlino.

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Il desiderio è desiderio ovunque, il sole non lo scolorirà né la marea se lo porterà via.

Phi Phi and Similan Island

Durante i miei viaggi mi è capitato spesso di voler evitare le gran masse turistiche. Chi mi conosce sa anche che per un certo periodo ho proprio demonizzato i turisti stessi.

Ma è viaggiando, macinando chilometri su chilometri che la mente si apre e diventa radicale ma flessibile nel contempo.

Arrivai cosiì anch'io all’ovvio punto in cui mi resi conto che non ero nessuno per giudicare.

Quel punto in cui compresi che, al giorno d’oggi, per poter ammirare i più grandi capolavori dell’architettura, i templi più spettacolari, le cascate più emozionanti, i paesaggi struggenti dovevo inevitabilmente confrontarmi con la massa e la visione privata non era più possibile. Questo é figlio della globalizzazione, del mondo sempre più piccolo, dell’informazione 2.0, dei mezzi di trasporto sempre più veloci.

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A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte. A solo pochi eletti la luce dell'aurora

Iceland below zero

 

Il viaggio come pura condivisione di momenti ed emozioni.

L’Islanda era la terra giusta, dove la natura ti lascia costantemente a bocca aperta per paesaggi straordinari: cascate, fiordi, geyser, vulcani.

Ma avevo un sogno che d’estate non si può realizzare poiché le tenebre manco appaiono. E di sogni io vivo.

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Amare la vita attraverso la fatica è penetrarne il segreto più profondo

Annapurna

 

 

Il viaggio della Backpackers Academy.

E così ho deciso di organizzarci un viaggio di gruppo affinché anche altre persone possano riconoscersi e comprendere questo paese umile e spirituale.

Alla ricerca di un momento, di una emozione che abbiamo trovato, guarda caso dopo giorni di fatica e condivisione. Abbandonando i comfort, lasciandoci indietro lussi e comodità quando ci siamo ritrovati a camminare tra i boschi e le montagne dell’Annapurna Conservative Area. Di notte al freddo, bevendo chai e raccontandoci storie, mangiando dhal bat e ridendo e scherzando, sentendoci uniti.

Quella fatica,  necessaria per apprezzare la visione sublime proprio di sua maestà il comprensorio dell’Annapura, a Poon Hill. Una salita lunga tre giorni per giungere ad uno dei luoghi panoramici più belli del pianeta; a circa 3400 metri di altezza camminando nelle tenebre per vedere sorgere il sole e illuminare il comprensorio dei giganti oltre 8000 metri.

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