Parlando di diabete con Fraintesa

Parlando di diabete con Fraintesa

Spesso, girando l'Italia per raccontare la mia storia sul giro del mondo in 1000 giorni senza aerei, mi sono imbattuto nelle classiche domande sul mio compagno di viaggio, il diabete.

Ovviamente tante curiosità provenivano proprio dai diabetici stessi, ma pian piano, ho visto grandi interrogativi anche da chi non è diabetico o che non condivide questo problema con qualcuno vicino.
Così, quando Francesca del blog Fraintesa mi ha proposto una serie di interviste e articoli su questo argomento, grazie al supporto di OneTouch, mi è venuta l'idea di condividere questi articoli anche sul mio blog, perché Francesca è appunto una persona non diabetica, ma anche una persona con cui abbiamo molto in comune tra cui l'essere viaggiatori, la scelta vegetariana, il mettere in discussione certi dogmi.
E chi, quindi, per raccontare meglio le curiosità delle persone su questo compagno di viaggio?

-Ciao Claudio, io ti conosco già, ma hai voglia di raccontare anche ai miei lettori chi sei?

Certamente, lo faccio molto volentieri, anche se forse è meglio partire da chi ero…
Ero una persona come tante, un impiegato stanco e represso del suo lavoro. Ero un sognatore bloccato dalla sua vita e routine. Un giorno, quattro anni fa, decisi che dovevo dare un taglio a quella vita e provare a vivere secondo le mie passioni e inseguendo i miei sogni. Il mio più grande sogno era realizzare un giro del mondo senza mai prendere un aereo. Così mi sono licenziato e il 4 maggio 2014 sono partito. 1000 giorni e 44 paesi attraversati, lo scorso febbraio ho coronato il mio sogno!
Cosa sono oggi? Faccio il video maker, ho un blog chiamato Trip Therapy e ho pubblicato un romanzo che ha venduto 5000 copie in 4 mesi.

– Mi racconteresti un aneddoto divertente della tua grande avventura?

Ero a bordo di una nave cargo mercantile per attraversare l'Oceano Pacifico, sulla rotta da Adelaide (Australia), fino a Vancouver (Canada). Una tratta molto lunga, da calendario dovevo impiegare 25 giorni. Mi annoiavo a morte e un giorno lo speaker della barca disse: Vi comunichiamo che domani sara' ancora mercoledì 6 maggio" Ma come? È oggi il 6 maggio, pensai. Avevamo appena attraversato la linea internazionale di cambio data… Brutto scherzo, mi toccava stare a bordo un giorno in più ma almeno ho capito come aveva fatto a vincere la scommessa Foggs nel suo Giro del mondo in 80 giorni!

– Se dovessi descriverlo a chi non ne sa nulla, come spiegheresti cos'è il diabete?

Il diabete è una parte di me e di altri individui. È come avere gli occhi azzurri o marroni. Ma nel nostro caso significa che non possiamo mai dimenticarci della nostra peculiarità: il nostro pancreas non produce più insulina, ovvero quella sostanza che permette il corretto equilibrio di zuccheri nel sangue. Dobbiamo iniettarla nel nostro corpo perché manca. A questo occorre aggiungere il fatto che dobbiamo iniettarne in giusta quantità. Se sbagliamo i dosaggi possono subentrare problemi e complicanze, anche gravi. La necessità diventa quindi auto monitorarsi, ovvero tenere sottocontrollo il livello glicemico nel sangue. Ritengo sia l'aspetto più importante, determinante ai fini di uno stile di vita corretto e sostenibile.
importanza Non basta, ogni volta che mangiamo per equilibrare gli zuccheri nel sangue dobbiamo calcolare quante unita di insulina iniettarci. Col tempo diventa abitudine e prassi, ma talvolta sbagliamo i calcoli o qualcosa non va per il verso giusto. Dobbiamo quindi riequilibrare gli zuccheri o assumendone o correggendo l'insulina iniettata.
Dobbiamo stare attenti ai cibi zuccherati, non propriamente raccomandabili, ma non dobbiamo rinunciare a niente.

– Nella vita di tutti i giorni che cosa cambia, rispetto a chi non è diabetico? Quante volte al giorno ti "ricordi" di avere il diabete?

Per me farmi insulina equivale ad allacciarmi le scarpe prima di uscire. È diventato un gesto automatico, sono diabetico da quando avevo 9 anni, manco mi ricordo la mia vita senza il diabete.
Non devo ricordarmi, è parte di me.
Rispetto ad un non diabetico devo solo ricordarmi di avere sempre con me tutto il necessario, tutto qui.
A volte è frustrante soprattutto con le persone che non conosci, ma non si vive così male, anzi! Si può addirittura fare il giro del mondo!

– Ti sei mai confrontato con altri diabetici sul tema del viaggio? Pensi che la loro (eventuale) paura sia la stessa di chi usa altre giustificazioni per non viaggiare?

Sì, spesso. Sono diventato un riferimento per la comunità diabetica italiana e ciò mi inorgoglisce molto. Credo che le paure di un diabetico possano solo essere maggiormente amplificate rispetto ad una persona senza questa patologia, ma la realtà è che ognuno di noi ha le proprie paure con cui deve combattere per prendere scelte così radicali.
La verità è che, con le dovute precauzioni, nulla ci è precluso, quindi se ci precludiamo qualcosa le nostre giustificazioni non sono diverse dalle giustificazioni dei "non diabetici".

Che cosa ti ha insegnato il diabete?

Mi ha insegnato a dialogare meglio con il mio corpo, ascoltandolo.
Mi ha insegnato la consapevolezza. Mi ha insegnato a rispettare i miei limiti, senza precludermi di poterli oltrepassare. Mi ha insegnato che la forza di volontà è ciò che di più prezioso abbiamo.

E io non posso che essere d'accordo con questa presa di coscienza. Fermatevi ad accettare con lucidità le domande che avete dentro di voi. E con la stessa consapevolezza scegliete di accogliere le ispirazioni che la vita vi offre. Senza paura.
Queste le parole mie e di Francesca, voi invece?
Che domande vorreste farmi sul diabete?

[Articolo scritto in collaborazione con OneTouch]

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Da Locarno a Venezia alla riscoperta di angoli d'Italia meravigliosi.

L'arrivo a Venezia

 

Quando mi è stato proposto di partecipare alla Locarno Venezia non stavo più nella pelle, finalmente potevo tornare a viaggiare attraverso l’Italia e per di più come piace a me, ovvero lentamente e a diretto contatto con la natura.
E le aspettative non hanno deluso, anzi!

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Si riparte! Locarno-Venezia via fiumi e laghi dal 20 al 27 maggio

Si riparte! Locarno-Venezia via fiumi e laghi dal 20 al 27 maggio

Dopo tre mesi dalla fine del mio giro del mondo in 1000 giorni senza aerei è finalmente giunto il momento di ripartire!

Ovviamente senza aerei!

L’occasione stavolta è davvero ghiotta, uno di quei viaggi che amo alla follia: percorsi lenti, immersi nella natura, alla scoperta di territori per così dire sottovalutati e a volte proprio dimenticati.

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Viaggio in Islanda per il solstizio d'estate e sole di mezzanotte: 15 - 22 giugno 2017

backpackers-academy-islanda

Inauguriamo la Backpackers Academy con un viaggio che stuzzica la fantasia e l'immaginazione: Islanda!
Quando? A giugno, in tempo per poter godere del solstizio d'estate e il suo sole che praticamente non tramonta mai!

Si tratta del primo di tanti viaggi in programma quest'anno e avevo deciso di impostarlo così:
Per inviare la tua adesione o per richiedere maggiori info scrivi a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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La trip therapy funziona?

Con il dott.Stefano Genovese e la dott.ssa Monica Bulgheroni

Dopo 1000 giorni intorno al mondo senza aerei è giunto il momento di tirare le somme e capire se la Trip Therapy ha realmente funzionato anche con il diabete.

Quando sono partito nel maggio 2014 seguivo una terapia multiiniettiva che comprendeva la somministrazione di circa 58 unità di insulina al giorno. Pesavo 82 chilogrammi e il mio valore di emoglobina glicata era pari a 7.6
Tutti gli altri valori erano perfettamente nella norma.

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Lo zaino di un viaggiatore: istruzioni per l'uso!

Zaino

Un piccolo video guida con cui vi mostro tutto ciò con cui viaggiavo: dalle magliette alle calze, dal fornelletto alla corda.

Istruzioni per l'uso di chi si vuol mettere in viaggio!

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Dopo 1000 giorni si torna a casa!

Mille giorni dopo....

"Per me il viaggio è metafora della vita stessa. Prima o poi arriva il momento in cui tutto finisce. Bisogna dire addio ai luoghi e alle esperienze. Bisogna dire addio alle persone con cui si è condiviso momenti indimenticabili. Dire addio è la parte più difficile, è il più grande dei sacrifici. Ma il bello è che ognuno prende la propria strada e a volte capita che queste strade s’incrocino nuovamente. Ho amici in ogni angolo del mondo."

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Il sorriso è la chiave di una lingua universale, che permette di decifrare l’intimità delle persone.

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"Il punto non sono mai state le risposte, ma le domande. Viaggiare, come vivere, dà sempre risposte, ma a cosa? La cosa più difficile è porsi le domande giuste e forse chi viaggia si pone semplicemente più domande di chi resta a casa. Il viaggio non è un’occasione di redenzione, non fa divenire altro da sé e non fa scappare, ma mette in contatto profondo con se stessi, offrendo la possibilità di interrogarsi, di parlare con la propria voce più intima e nascosta senza menzogne o filtri. Mentre camminavo, mentre me ne stavo seduto su un bus o su un treno merci lurido o su una roccia in riva all’oceano non ho mai smesso di sentire, di dialogare con me stesso."

Tratto da : "L'orizzonte, ogni giorno, un po' più in là" presto in uscita su Amazon.

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I nomadi non hanno storia, hanno soltanto geografia.

Vista sull'Atlante - Marocco


Ed è proprio quanto pensi di aver capito tutto, quando pensi di aver visto abbastanza, quando pensi che il mondo non possa più stupirti che accade esattamente il contrario.
Dopo 980 giorni nomade per il mondo ho avuto l'opportunità di passare diversi giorni con una famiglia berbera, realmente nomade.

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Una volta che hai viaggiato, il viaggio non finisce mai, ma si ripete infinite volte negli angoli più silenziosi della mente

Ait Ben Haddou - Marocco

Pur conoscendo bene il Marocco non mi stancherei mai di visitarlo. E così è capitata l'occasione di rivivere luoghi conosciuti in passato grazie al mio amico Mohamed conosciuto proprio in un viaggio passato in queste terre.
Lasciamo Marrakech all'alba per raggiungere l'imponente catena montuosa dell'Atlante che, in questo periodo dell'anno è completamente innevata. 

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Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.

Essaourira - Marocco

Marrakech.
É uno di quei luoghi il cui solo nome richiama alla mente musiche, colori e profumi. È la terza volta nella mia vita che capito tra questi souk. Oltre vent'anni fa giunsi qui con mio padre e mia madre, una delle ultime vacanze tutti insieme. Ricordo che alloggiavamo in un villaggio vacanze, ma anziché voler trascorrere le giornate in piscina ero maggiormente attratto dalla città.

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Sanno leggere quelle onde lievi proprio come i marinai sanno leggere le onde del mare

Deserto del Sahara - Mauritania

Davanti ai miei occhi l’ultima vera e propria frontiera. Dalla Mauritania al Marocco, passando per il Sahara occidentale, un territorio conteso che lotta per la propria indipendenza. Come il Tibet, come il Manipur e la Casamance. Ho una naturale simpatia verso queste lotte indipendentiste, ma stavolta il rischio era tangibile.

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Quando le tue gambe sono stanche, cammina con il cuore.

Moschea di Touba - Senegal

Era ormai tempo di volgere verso nord, iniziando la risalita verso il Marocco e l'Europa. Dai Pais Bassari mi spostai al centro del Senegal per visitare la sua città sacra, ovvero Touba.
Una gigantesca moschea sorge al centro della città. Ho deciso di visitarla al tramonto per poter godere delle luci migliori.
Finalmente un bell'esempio di architettura islamica caratterizzato principalmente dalle simmetrie e dai giochi di angoli dei minareti.

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VIAGGIARE È CAMMINARE VERSO L'ORIZZONTE, INCONTRARE L'ALTRO, CONOSCERE, SCOPRIRE E TORNARE PIÙ RICCHI

Pais Bassari - Senegal


Senegal, la terra dei baobab.
Non so se è realmente così, ma questa è stata l'impressione avuta attraversando il paese dalla costa della Casamance fino ai remoti paesi di Bassari. L'unica zona montagnosa, in uno stato completamente piatto. Che poi chiamarle montagne è un eufemismo poiché l'altitudine non supera i 500 metri.

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I viaggiatori sono quelli che lasciano le loro convinzioni a casa, i turisti no.

Casamance - Senegal

Dakar e la sua gente mi aveva presto stancato. La città è sporca, polverosa e con poco da offrire. La sua popolazione è arrivista e troppo abituata al tubab, al bianco, ovvero al bancomat con le gambe che cammina per le strade. Altro che taranga senegalese, ovvero l'ospitalità, la realtà è che ho trovato persone addirittura razziste e non mi sono mai sentito a mio agio.
Detto questo tutti i senegalesi conosciuti in Italia e nel mondo mi erano sempre apparsi brave persone pertanto l'unica soluzione era andarmene dalla capitale e cercare luoghi più genuini.

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PUOI SVEGLIARTI ANCHE MOLTO PRESTO ALL’ALBA, MA IL TUO DESTINO SI È SVEGLIATO MEZZ’ORA PRIMA DI TE.

Isola di Goree - Senegal

Avrei voluto vivere diversamente l’Africa, sarebbe dovuto essere il finale di una grande avventura nel mondo, nelle natura e nelle persone. Avrei voluto riuscire ad arrivare in Sudafrica e poi risalire fino all’Europa. Un viaggio di almeno nove mesi o probabilmente molto di più.
Purtroppo quando mi trovavo in Argentina l’unico passaggio in barca che ero riuscito a trovare verso questo continente approdava sulle coste senegalesi. In trappola praticamente.

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Quanto mais se chega perto do sonho, mais a Lenda Pessoal vai se tornando a verdadeira razão de viver

Rio de Janeiro - Brasile

Tutto è trascorso rapidamente, troppo, negli ultimi 900 giorni.
Non posso credere che sia passato così tanto tempo da quel giorno in cui ho salutato tutti per partire.
Mancano ancora tre mesi al l'effettivo rientro, ma per la prima volta mi sento davvero sulla soglia di casa.
Sono 18 mesi che passeggio attraverso il continente americano.

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Nessun giorno è uguale all'altro, ogni mattina porta con sè un particolare miracolo, il proprio momento magico, nel quale i vecchi universi vengono distrutti e si creano nuove stelle

Salvador - Bahia - Brasile

L'arrivo nello stato di Bahia è carico di speranze.
Fin dai primi giorni in Brasile, già dal sud, le persone non facevano altro che parlarmi di questa zona così ricca di bellezze naturali, della buona cucina, delle persone e della musica.
Il primo approccio è con la sua capitale, Salvador, ed il suo quartiere più famoso, il pelourinho.

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Buon viaggiatore è chi non sa dove andrà; perfetto viaggiatore chi non sa donde venga

Mai come in questo momento sento il viaggio scorrere ad una velocità pazzesca. Cerco di viverlo suave, lento, scendendo nella profondità dei luoghi, cercando il più possibile di abbracciarne la cultura.
Ma non ci riesco, è tutto così sfuggevole. Troppo vicina la fine della mia avventura sudamericana, troppo presto salperò da Rio de Janeiro alla volta dell'Africa. Ed è troppa, già ora, la malinconia verso questa parte del mondo, la saudade è già più forte della voglia di attraversare l'oceano, toccare un nuovo continente e, perchè no, anche della voglia di tornare a casa. Perchè in fondo proprio questo rappresenta l'ennesimo cargo mercantile: la fine di un'avventura, l'inizio del rientro.

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CI SONO MOLTI MODI DI ARRIVARE, IL MIGLIORE È PARTIRE

Jericoacoara - Brasile

Il mio viaggio sta prendendo una piega differente.
Me ne rendo conto ogni giorno che passa.
Ho bisogno di fermarmi, stare più a lungo nei luoghi che visito. Ho bisogno di andare in profondità e non mi accontento di una visione superficiale.

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Mi chiamo Claudio, ho 36 anni, sono stato un bancario per caso, mentre sono sempre stato un viaggiatore per passione. Razionale, ma anche sognatore, amo la vita e credo fortemente che la stessa possa regalare alle persone che inseguono le proprie passioni le opportunità di realizzare i propri sogni.

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