Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà.

Ayutthaia - thailand

Quattro settimane. Un mese circa. Tanto è durata la mia forzata permanenza in Italia.
Catapultato dall'oriente all'occidente senza preavviso in trenta ore per poter assistere a mio padre ammalatosi improvvisamente e inaspettatamente.
Avremmo dovuto vederci a breve, avevamo programmato di passare un mese tra Vietnam e Laos. Mi avrebbe dovuto salutare ad Hong Kong dove io avrei preso il cargo per l'Australia e lui avrebbe dovuto proseguire in Cina.

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Viaggiare significa aggiungere vita alla vita

Mandalay

25 dicembre 2014. Imphal, regione del Manipur, Nord Est India.

È Natale. Mi sveglio presto la mattina, come ogni giorno nella fattoria da dieci giorni a questa parte. Le connessioni qui sono pessime, riesco a malapena a controllare i whatsapp e le mail. Qui non c’è traccia del Natale, non un albero addobbato, non un babbo natale.

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Conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte.

Manipur

Tutto immaginavo nella mia vita tranne passare il Natale nella regione del Manipur indiano.
Qui, in una fattoria organica, sono stato accolto come uno di famiglia e ho passato uno dei natali più strani che potessi immaginare.
Mi manca la mia famiglia, i miei amici e le persone più speciali della mia vita.

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L'incontro con Charlie, un irlandese divenuto Baba

With Charlie Baba

Durante la mia esperienza in Nepal ho avuto l'opportunità di conoscere Charlie, un ragazzo irlandese che ha messo radici a Kathmandu. Vive nella capitale nepalese da circa dieci anni e durante il mio ritorno in questa nazione sono stato ospite a casa sua per un paio di giorni, ora sulle montagne dell'Himalaya. Qui ha un umile dimora, quattro mucche, tanta terra da coltivare e anche qualche cucciolo di cane.

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L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi e si allontana due passi.

Patan

L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi e si allontana due passi.
Cammino dieci passi e si allontana dieci passi. L'orizzonte è irraggiungibile.
E allora a cosa serve l'utopia? A questo: serve per continuare a camminare"

E.H. Galeano

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Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai

Back in Nepal

"Il coraggio era anche quello.
Era la consapevolezza che l'insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo.
Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai."



A volte occorre tornare sui propri passi. No, non sto pensando a tornare a casa.
A volte le scelte che si compiono pesano tantissimo sulla propria vita e le proprie esperienze. No, non sono pentito della scelta fatta lo scorso aprile.

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La felicità non è uno stato a cui arrivare, ma un modo di viaggiare

Varanasi


Non dimenticherò mai i tramonti indiani.
Sono diversi da qualunque altro tramonto. L'aria è evanescente e si colora di rosa per circa mezz'ora, prima di voltare all'arancio e al rosso. Probabilmente il paesaggio e le condizioni climatiche dettano questa atmosfera. È possibile vederli ovunque, eccetto nelle isole e in montagna. I miei preferiti sono stati quelli visti attraverso le grate dei finestrini dei treni. Quando attraversavo le campagne, tra palme e risaie. Le donne al lavoro, cariche sulla testa. I bambini a giocare sui binari ad esplodere di gioia e saluti quando il treno passava.

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Seconda stella a destra, questo è il cammino...

Isole Andamane

Seconda stella a destra, questo è il cammino…

Quando ero piccolo una delle mie favole preferite era quella di Peter Pan. Non tanto per la figura in sé dell’eterno ragazzo, quanto piuttosto per l’immacolata Isola che non c’è. In molte storie d’infanzia esistono luoghi di questo tipo: il paese dei balocchi, oppure la fabbrica di cioccolato, o ancora le case di zucchero e marzapane. Nulla aveva mai attratto la mia immaginazione come l’isola di Capitan Uncino.

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La Varanasi del sud

Gokarna

Centocinquanta giorni. Tanti ne sono passati dal giorno della mia partenza. Da Piacenza, piccola città emiliana fino a Mumbai, metropoli da 17 milioni di persone sulla costa ovest dell’India. Attraverso mezza Europa fino in Russia. E poi la Mongolia e la Cina, il Tibet e il Nepal. Dalle steppe asiatiche alle montagne himalayane, desertiche sul versante tibetano, verdi e lussureggianti su quello nepalese. E poi la Ganga, il suo scorrere lento e sacro, la giungla e le risaie.
Finalmente dopo tanta terra e polvere sono arrivato ad un passo dal mare, di fronte all’oceano indiano.

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L'eternità qui, come scintilla

Ellora


Arrivo a Mumbai all'alba, dopo un viaggio interminabile da Udaipur, passando per Indore. Circa due giorni e mezzo di viaggio per essere catapultato nel sud dell'India.
Mumbai è gigantesca, sono circa 17 milioni i suoi abitanti. Le strade sono pulite e qua e là si intravedono vecchi palazzi coloniali.

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Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini, ma sempre incontrando noi stessi

Udaipur with Lokesh


Esistono persone che hanno poco o nulla con cui vivere. Lokesh è una di queste persone. È un artista nella città di Udaipur, famosa per una particolare tecnica di pittura in miniatura. Con pennelli fatti in peli di scoiattolo disegna leggero con piccoli tocchi finissimi. È smilzo e ha occhi grandi e malinconici.

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THE WILLING SUSPENSION OF DISBELIEF FOR THE MOMENT

Bikaner

Il Rajasthan è una delle aree più famose di tutta l'India. Sono arrivato qui all'alba dopo l'ennesimo treno notturno.
L'impressione è stata subito di stupore. Visito dapprima Pushkar, un piccolo villaggio sulle sponde di un lago sacro ricca di bellissimi templi e carica di atmosfera bohémienne. Il paese è piccolo, non ci sono tuk tuk e finalmente pochi clacson la sera. È stato divertente perdersi in quelle stradine diroccate. Ho potuto così godere di templi e botteghe artigiane come gioielli nascosti.

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Quello che non hai mai visto lo trovi dove non sei mai stato

Amritsar

Sono ad Amritsar, nello stato del Punjab, al confine con il Pakistan. La città è sacra alla popolazione Sikh e qui vi è un posto magico e spettacolare: il Golden Temple. Un tempio dorato e galleggiante in mezzo ad un lago d'acqua sacra chiuso da mura in marmo bianchissimo. Pulito e puro, un immagine da lasciare senza fiato.
In tutto il Punjab vi è la più grande concentrazione di credenti Sikh al mondo.
Un Sikh lo riconosci subito: barba folta, baffi all'insù, turbanti colorati in testa. Sono eleganti e hanno classe oltre a stile. Portano sempre con sé un coltello e un pettine, mentre hanno al braccio un braccialetto di metallo e indossano grossi mutandoni.

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Comunque scegliate di arricchire la vostra esperienza di un luogo, provate sempre cose nuove. E continuerete ad imparare.

Rishikesh

1968, Rishikesh, Uttarakhand, India.
Tutto il mondo e la contro cultura giovanile di quegli anni guardava con attenzione a questa località dispersa ai piedi dell'Himalaya sulle rive di una Ganga poco più che un torrente.
I Beatles, all'apice della loro carriera, avevano deciso di isolarsi dal mondo per quattro mesi ritirandosi nell'Ashram del guru Maharishi Mahesh Yogi. Si conosce oggettivamente poco di quell'esperienza intima e introspettiva dei Fab Four. Come sempre girano storie e leggende.

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Una lacrima di marmo ferma sulla guancia del tempo

Taj mahal

Qui in India esiste un ottima app per lo smartphone che permette di visualizzare in tempo reale la disponibilità dei posti sui treni e procedere direttamente all’acquisto. Comodissima e utilissima. Peccato che per acquistare il treno che da Khajuraho mi portasse ad Agra ha avuto diversi problemi e per ben tre giorni a Varanasi non sono riuscito a completare l’acquisto. Solitamente viaggio in classe sleeper, la più economica, quella che permette di stare a diretto contatto con la gente del posto e per un viaggio di circa otto, dieci ore si spende meno di trecento rupie ovvero circa tre euro. Quella volta mi è andata male, perché quando finalmente son riuscito a prendere i biglietti la classe sleeper era esaurita e così ho fatto l’upgrade alla seconda con aria condizionata. Mi ero un po’ innervosito al riguardo perché costa quasi il triplo, tuttavia ho imparato a prendere tutti questi inconvenienti come piccoli segnali. In Russia, per esempio, grazie ad un inconveniente simile ero riuscito ad evitare un errore madornale che mi avrebbe fatto perdere soldi, tempo e visto di ingresso per la Mongolia.

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Ogni vita è una moltitudine di giorni, un giorno dopo l'altro

Kajuraho Temples

Il Kāma Sūtra è un antico testo indiano considerato come l'opera più importante nella letteratura sanscrita sull’amore.
Tratta dell’amore, del rapporto tra uomo e donna, del benessere, del senso etico e sì, anche delle unioni sessuali. Per la stragrande maggioranza della popolazione è unicamente un libro sulle posizioni, peraltro alcune veramente difficili, durante l’atto sessuale. Molti ne parlano e pochissimi hanno letto anche solo il libro secondo di questa vastissima opera, ovvero il libro dedicato proprio all’enciclopedia dei piaceri del sesso.

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Vedi mai una stella cadere e non ricordi cosa desiderare?

Varanasi

Varanasi.

Varanasi è sporca, sudicia e lurida.
Trovi più mucche che cani randagi per strada e le scimmie sono piuttosto aggressive.
I topi sono dappertutto e alcuni Sadhu ti mostrano cobra in cestini di vimini che tengono solitamente per terra, dove ci puoi tranquillamente inciampare.

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i miei primi 100 giorni sulla strada

Cento giorni per arrivare da Piacenza a Kathmandu.
In realtà ne sono stati sufficienti cinquanta, ma dal Nepal in poi molto è cambiato.
Ricordo perfettamente i giorni prima della partenza: frenetici e carichi di energia. I messaggi di stima, le critiche, gli abbracci, i baci, le discussioni. È stato uno dei momenti più belli, quello del conto alla rovescia.
Da quel 4 maggio il sole mi ha seguito praticamente ovunque mentre viaggiavo e lo ritengo un segnale dal momento che ho scelto di viaggiare verso est, per averlo sempre in faccia, sempre come obiettivo fisso.

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Dove il mare non scorre sono le acque del cuore che spingono le loro maree

Pokhara

Davanti a me enormi montagne verdi che scavano la valle che porta al lago di Pokhara. Sono a circa 2400 mt di altezza a Panchasse, uno sperduto villaggio di antiche case di montagna in fango e sassi che fa da base all’ultima salita per il tempio da cui si dovrebbe ammirare tutta la zona himalayana intorno all’Annapurna.
Una delle cose che volevo fare nella mi vita prima o poi era provare a vivere anche solo qualche giorno in un paese di montagna antico con quelle vecchie case in sassi senza comfort, in armonia con la natura. Ora che sono ai piedi dell’Annapurna sono riuscito a realizzare anche questo piccolo sogno nel cassetto. Mi addormento sapendo che all’alba mi aspettano tre ore di cammino, ma pensando alla mia terra, all’alta val Trebbia e alla val d’Aveto dove si possono trovare ancora villaggi simili, ma ormai morti. Trovo spunti della mia terra ovunque ultimamente e questo mi fa sentire terribilmente a casa, nel mondo.

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When you have everything, you have everything to lose

Human Traction

Provare a vivere con poco, sperduto in un villaggio di poche centinaia di anime nella valle di Kathmandu. Seguire il naturale scorrere delle giornate, dall’alba al tramonto. Vedere crescere rigogliose piantagioni di riso, mais e pomodori. Aspettare il monsone con gli abitanti del luogo, fastidioso quanto necessario per la sopravvivenza di tutta la zona. Tutto verde intorno e all’orizzonte nuvole scure, cariche di cattivi presagi, ma così importanti. Come una metafora della vita, occorrono cupi periodi di pioggia per poter godere poi dei campi rigogliosi.
Niente tv, niente acqua calda, energia che va e viene durante la giornata a seconda di quello che decide la capitale, e poi dormire su materassi nepalesi per terra, i quali sono poco più che delle coperte imbottite.

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