Quando le tue gambe sono stanche, cammina con il cuore.

Era ormai tempo di volgere verso nord, iniziando la risalita verso il Marocco e l’Europa. Dai Pais Bassari mi spostai al centro del Senegal per visitare la sua città sacra, ovvero Touba.
Una gigantesca moschea sorge al centro della città. Ho deciso di visitarla al tramonto per poter godere delle luci migliori.
Finalmente un bell’esempio di architettura islamica caratterizzato principalmente dalle simmetrie e dai giochi di angoli dei minareti.
È una delle moschee più importanti al mondo, seconda solo a La Mecca.
Per la città pellegrini, fedeli e venditori di ogni bene. In città sono vietate le sigarette e gli alcolici.
Una vera e propria porta delimita l’accesso e i vari divieti. Occorre camminare a piedi scalzi, coprirsi e munirsi di un abito locale per entrare nella moschea.
All’interno un atmosfera surreale: tanto silenzio e molti saluti di rispetto. Mi spiegano che in questo luogo si respira tolleranza e compassione, que tutte le persone sono uguali. È la prima volta dai tempi del Golden Temple di Amristar, in India, che non vivevo una situazione simile. Un bel tuffo nei ricordi, ma ancora più la consapevolezza che, a dispetto di religioni così apparentemente diverse tra loro, possano esistere luoghi del genere dove la pace e il rispetto degli individui è ciò di più importante.
Trascorro qualche giorno nella città sacra decidendo poi di volgere a nord, a Saint Louis e la frontiera con la Mauritania. Era passato troppo tempo da una frontiera e non vedevo l’ora di staccare il timbro sul passaporto nonostante fossi conscio che si trattava di uno degli ultimi di questo lungo viaggio.
Saint Louis è una graziosa città con un antico centro storico in stile coloniale. Le spiagge sono meravigliose, ma lerce.
Alloggio a casa di marabu mauritano, insieme alla sua famiglia. La comunicazione è difficile, ma ugualmente riusciamo ad intenderci. Per ringraziarlo una sera gli ho preparato la pasta al pomodoro. Le bambine e l’adorarono e i loro sinceri sorrisi mi riempirono il cuore.
La strada, le frontiere, un nuovo paese bussavano tuttavia alla mia porta e quando questo succede io non so resistere. La via, verso la Mauritania.

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