Da Locarno a Venezia alla riscoperta di angoli d’Italia meravigliosi.

 

Quando mi è stato proposto di partecipare alla Locarno Venezia non stavo più nella pelle, finalmente potevo tornare a viaggiare attraverso l’Italia e per di più come piace a me, ovvero lentamente e a diretto contatto con la natura.
E le aspettative non hanno deluso, anzi!

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Sono arrivato a Locarno, in Svizzera, sulle sponde del Lago Maggiore in un piovoso venerdì sera e il giorno dopo invece un grande sole ha battezzato i nastri di partenza.
La prima tappa l’ho percorsa in bicicletta fino a Pallanza, ovvero già in territorio italiano per poi proseguire in barca fino ad Arona.
La catena montuosa del Monte Rosa sullo sfondo, ma anche le placide acque del lago hanno disegnato paesaggi di rara bellezza che, tra l’altro, non conoscevo.

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Ma le sorprese non sono certo finite qui perché il secondo giorno, nella tratta che mi ha condotto fino a Milano ho dapprima potuto conoscere il Parco del Ticino correndo in bicicletta ai fianchi dei canali, poi ho avuto l’occasione di navigare a bordo di una gondola veneziana il Naviglio Grande fino alla rinnovata Darsena di Milano. Ricordo le persone fotografarci e battendo le mani o anche solo salutandoci ai lati del corso d’acqua.

 

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La terza tappa è stata quasi interamente in bicicletta con destinazione Cremona e il suo torrazzo, ho potuto attraversare anche le mie terre piacentine in una splendida giornata di sole. Il gruppo si è fatto sempre più numeroso e mi piaceva far da Cicerone percorrendo il “mio” argine di Po.
Il fiume Po che abbiamo potuto conoscere ancora meglio il giorno successivo con l’arrivo a Mantova, città bellissima con un castello che non avevo mai conosciuto. Certo di Mantova conoscevo invece i suoi famosi tortelli di zucca e ovviamente la sera non me li sono fatti mancare.
Ancora più bella di Mantova si è rivelato l’arrivo della quinta tappa, ovvero Ferrara, in assoluto una delle città che preferisco in Italia. Il suo centro storico, dichiarato Patrimonio dell’umanità UNESCO è un susseguirsi di angoli e scorci caratteristici.

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Il tempo se ne andava velocemente e in men che non si dica si era già arrivati alle foce del Po con l’arrivo a Porto Tolle, una riserva naturale molto pittoresca con le case a palafitta dei pescatori e degli allevamenti di cozze e vongole.
La foce del Po è caratterizzata da tanti canali che abbiamo attraversato il giorno dopo per giungere a Chioggia, una città definita la “piccola Venezia”: l’ennesima scoperta di un territorio che ancora non conoscevo e che mi ha stupito ogni giorno sempre di più. Chioggia è effettivamente una città emozionante e la sua piazzetta ricorda molto Venezia senza l’assillo dei turisti.

 

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Dopo aver fatto il giro del mondo è difficile stupirsi ancora di certe realtà, per di più conosciute, ma Venezia è qualcosa di unico che mi ha fatto letteralmente venire la pelle d’oca. L’avevo conosciuta da ragazzino, in autunno, con il cielo grigio. Ne ho potuto vedere le repliche, in quasar e a Las Vegas, ma ritrovarsela li di fronte, vera, dopo tanti anni mi ha lasciato senza parole. Venezia è unica al mondo, un monumento a cielo aperto, la sublime bellezza dell’arte e della cultura italiana.

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Questa avventura di otto giorni si è rivelata emozionante ogni singolo giorno, mi ha permesso di riscoprire angoli delle mie terre dimenticati e e mi ha permesso di conoscere nuove, per me, perle italiane come Mantova o Chioggia, oltre alla conferma di città come Ferrara e Venezia.

Non solo, mi ha permesso di conoscere tradizioni come la vogata alla veneta, tipica dei Gondolieri che ci hanno accompagnato lungo tutto il percorso: veri eroi di questa avventura, dovendo vogare anche contro vento e contro corrente.

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